Bruno Vespa Rai
4 Ottobre Ott 2017 1704 04 ottobre 2017

Porta a Porta, è scontro tra Fico e Vespa

Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai: «Escludere dalla campagna elettorale chi ha un contratto da artista». La replica del conduttore: «Allora dobbiamo annullare le elezioni degli ultimi 16 anni».

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È scontro tra il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, e il conduttore di Porta a Porta Bruno Vespa. «Quando faremo la delibera sulla par condicio», ha detto Fico, rivolgendosi in audizione al direttore del Tg1 Andrea Montanari, «proporrò che chi ha avuto la deroga al tetto dei compensi perché ha un contratto da artista non possa essere ricondotto sotto testata. Mi sembra il minimo sindacale».

COMPENSO RIDOTTO DEL 30%. Il riferimento, implicito ma perfettamente comprensibile, è proprio al caso di Bruno Vespa, la cui trasmissione è stata confermata con compenso ridotto del 30%. Il conduttore, che negli ultimi anni ha guadagnato 1 milione e 930 mila euro, è sceso a 1,2 milioni, per lo stesso numero di puntate in onda in seconda serata. In ogni caso, grazie alla deroga prevista per gli artisti, il suo stipendio si colloca ben al di sopra della soglia dei 240 mila euro che riguarda i dipendenti della tivù pubblica.

VESPA "PUNGE" FICO. «Non so se la proposta del presidente Fico sarà approvata o no», ha replicato Vespa, «ma visto che ho lo stesso contratto dal 2001 temo che debbano essere annullate le elezioni degli ultimi 16 anni, perché inquinate dalla presenza 'artistica' di Porta a Porta in tutte le campagne elettorali».

LA PROPOSTA DEL M5S. Non è la prima volta che Fico lancia questa proposta. «Se Fazio e Vespa sono dei grandi artisti», aveva dichiarato a luglio in un'intervista all'agenzia Dire, «allora possono anche non intervistare dei politici in campagna elettorale. Così non ricondurremo durante la par condicio programmi come Porta a Porta o Che Tempo Che Fa sotto testate giornalistiche, e in periodo di elezioni questi artisti non intervisteranno leader di forze politiche in vista del voto».

LE REGOLE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. Le regole della campagna elettorale per la tivù pubblica vengono definite dalla Commissione di Vigilanza con la delibera sulla par condicio e, secondo quanto normalmente previsto, per poter ospitare i politici i programmi devono essere per l'appunto ricondotti sotto la responsabilità di una testata giornalistica. Che la posizione di Fico non sia estemporanea, ma condivisa nel Movimento, lo dimostrano anche le parole della deputata pentastellata Dalila Nesci: «Non sono le elezioni a essere state inquinate dalla presenza di Vespa, è stata l'informazione italiana a essere penalizzata da Porta a Porta».

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