Xi Jinping
20 Ottobre Ott 2017 1149 20 ottobre 2017

Cina, il programma di Xi Jinping sulle sfide dei prossimi 30 anni

Economia di servizi grazie all'industria 4.0. Nessun cinese sotto la soglia di povertà entro il 2020. Esercito più forte. Un Paese globale che si sostituisca agli Usa di Trump. Il sogno rinascimentale del presidente.

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Un discorso di 203 minuti, quasi tre ore e mezzo. Così Xi Jinping il 18 ottobre 2017 ha inaugurato il XIX Congresso del Partito comunista che prosegue a porte chiuse e termina il 24 con l'incoronazione della nuova classe dirigente. Quella stessa destinata a portare lo Stato più popoloso del mondo a festeggiare il centenario del Partito comunista cinese (2021) e alla scadenza del suo secondo mandato.

MANTENERE L'UNITÀ DELLO STATO. Un sermone lirico che ha toccato tutte le sfide che la Cina si prepara a vincere nei prossimi 30 anni. Dal mantenere l'unità del Paese (con buona pace di Hong Kong, Macao e Taiwan) alla salvaguardia dell'ambiente. Dalla sconfitta definitiva della povertà alla sicurezza informatica. Passando per la lotta alla corruzione e la modernizzazione “marxista” dell'esercito. Senza dimenticare un ruolo sempre più importante nella governace globale e nella lotta ai cambiamenti climatici.

QUALE NUOVO ORDINE GLOBALE? È il «pensiero del socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era». E se in quest'occasione il discorso è rivolto agli uomini apicali del Partito che gli siedono di fronte e al suo popolo che lo ascolta a reti unificate, tutto il mondo sta a sentire per capire quale nuovo ordine globale si profila all'orizzonte. Lo si voglia o no, quell'uomo controlla più di 1,3 miliardi di persone, un esercito con un milione e 600 mila unità e un'economia da 11 mila miliardi di dollari.

I vertici cinesi in occasione del XIX Congresso del Partito comunista cinese. (Getty)

Riforme economiche: interessi dei potentati locali a rischio?

L'aveva già promesso cinque anni prima. Dare al mercato «un ruolo decisivo» e favorire sempre di più un'economia “mista”, dove le aziende di Stato inefficienti vengano smantellate a favore di una competizione «con caratteristiche cinesi». Nessuno si fa illusioni su un'apertura maggiore alle aziende estere, ma i più entusiasti credono che il progressivo accentramento di poteri nelle sue mani lo renda libero di intervenire in quei settori chiave che toccano gli interessi dei potentati locali.

VERSO UNA «PROSPERITÀ» MODERATA. Diversi insider, al contrario, dubitano che questo avvenga. Xi fa parte di quell'aristocrazia rossa che si sente investita di una missione storica: far sopravvivere il Partito nel XXI secolo a qualunque costo. L'economia ha il compito di traghettare il popolo cinese verso una «società moderatamente prospera» e allo stesso tempo quello di trasformare la Cina in una potenza mondiale che possa ridefinire gli equilibri a suo favore.

ROBOTICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE. L'obiettivo è il passaggio senza traumi da un'economia di produzione a un'economia di servizi. E lo strumento è l'innovazione, ossia l'industria 4.0: robotica e intelligenza artificiale. Entro il 2020, ha assicurato, non ci saranno più cinesi che vivono sotto la soglia di povertà.

Un Paese globale: sostituire gli Usa ovunque Trump si tiri indietro

La Cina non si chiuderà, anzi. Come anticipato a Davos nel 2017, la Repubblica popolare è pronta ad avere maggior peso nelle organizzazione internazionali e a sostituire gli Stati Uniti ovunque l'amministrazione Trump si tiri indietro. Dalla globalizzazione alla lotta ai cambiamenti climatici, passando per la cooperazione internazionale, i due Paesi sembrano aver preso strade opposte, ma è il personale rapporto tra i due leader che farà la differenza ed è ancora tutto da esplorare.

INCONTRO CON DONALD L'8 NOVEMBRE. Il presidente statunitense è atteso per la sua prima visita a Pechino l'8 novembre. Solo allora - forse - capiremo veramente che direzione prenderà. In generale, l'intenzione della Cina è quella di portare avanti la traiettoria disegnata dall'Occidente durante il secolo scorso. Salvaguardare il Pianeta e la pace per garantire quella stabilità necessaria a continuare a fare affari ovunque.

Le vicende che hanno visto la Cina “difendere” a botte di isole artificiali e militarizzate buona parte del Mar cinese meridionale mostrano chiaramente come intende muoversi in caso di territori contesi

Il piano One Belt One Road, comunemente chiamato la nuova Via della seta, ne è l'esempio più riuscito (e, è il caso di ricordare, la percentuale degli investimenti che coinvolge direttamente i Paesi dell'Unione europea è minima se confrontata al totale sul continente euroasiatico).

«NIENTE DANNI AGLI INTERESSI ALTRUI». Come si è premurato di rassicurare il presidente cinese, «la Cina non perseguirà mai il suo sviluppo a danno di altrui interessi» né cercherà «un ruolo egemonico o un'espansione territoriale» anche se «non smetterà mai di difendere i suoi legittimi diritti e interessi». Le vicende che l'hanno vista “difendere” a botte di isole artificiali e militarizzate buona parte del Mar cinese meridionale mostrano piuttosto chiaramente come intende muoversi in caso di territori contesi.

Donald Trump. (Getty)

Esercito più forte e moderno: per non rifare l'errore dell'Unione sovietica

La trasformazione dell'esercito è già in corso e verrà accelerata. «Si miglioreranno le capacità di combattimento nelle operazioni congiunte basate su una rete di sistemi informativi e sull'abilità di combattere in più dimensioni». La modernizzazione della difesa nazionale e delle forze armate sarà completata entro il 2035.

«UNA LEZIONE CHE ABBIAMO IMPARATO». Xi Jinping, come la gran parte degli storici cinesi, è convinto che il collasso dell'Unione sovietica sia da addebitarsi all'indebolimento del controllo del Partito sull'Armata rossa. «È una lezione che abbiamo imparato», aveva dichiarato prima di prendere le redini del Partito. «L'armata rossa sovietica diventando un'istituzione nazionale si era depoliticizzata e de-partizzata. Così il Partito comunista sovietico ha consegnato le sue armi. Quando coloro che volevano salvare l'Urss si sono fatti avanti, lo strumento della dittatura gli era già caduto dalle mani».

L'esercito cinese conta un milione e 600 mila unità. (Getty)

Nuova era di prosperità: sempre che tutto vada secondo i piani

Il “sogno cinese” del presidente sul “rinascimento della nazione” si spinge ancora oltre nel futuro. L'obiettivo successivo a quello della «società moderatamente prospera» nel 2020, verrà raggiunto per festeggiare il centenario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Nel 2049 la Cina sarà diventata «un grande e moderno Paese socialista: prospero, forte, democratico, culturalmente avanzato e bellissimo». Sempre che tutto vada secondo i piani. Quinquennali.

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