Bankitalia,agito in contatto con governo

Caso Bankitalia

Visco
Economia 26 Ottobre Ott 2017 1544 26 ottobre 2017

Bankitalia, Gentiloni indica Visco

Il premier ha inviato la lettera al Consiglio superiore di Palazzo Koch, che ha risposto favorevolmente alla conferma dell'attuale governatore. Nella mattinata del 27 arriva anche l'ok del Consiglio dei ministri.

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Ignazio Visco rimane governatore della Banca d'Italia. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di nomina su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, acquisito il parere favorevole del Consiglio Superiore della Banca d'Italia. A renderlo noto è stato un comunicato della Presidenza della Repubblica. La conferma del governatore è arrivata dopo una serie di passaggi istituzionali.

LA DECISIONE DI GENTILONI: CONFERMATO VISCO. Il 26 ottobre il presidente del Consiglio aveva confermato il nome dell'attuale governatore con una lettera al Consiglio superiore della Banca d'Italia che il giorno dopo ha dato il proprio parere favorevole. Successivamente il Consiglio del ministri ha designato Visco trasmettendo il decreto al Quirinale. Alla Cdm non hanno però preso parte i ministri in quota renziana, erano infatti assenti Graziano Delrio, Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Maurizio Martina. I ministri Lotti e Martina erano assenti per impegni pregressi. Boschi e Del Rio perchè malati. (leggi anche: Banca d'Italia, come si nomina il governatore).

RENZI: «BUON LAVORO AL NUOVO GOVERNATORE». «Sulla banca d'Italia ci sono state delle opinioni diverse anche al nostro interno. Io le ho espresse in modo molto sereno e chiaro. Oggi si è fatta una scelta diversa e noi auguriamo buon lavoro al governatore nuovamente nominato. Per noi la discussione è terminata con le modalità previste dalle istituzioni. Buon lavoro al governatore Visco», ha commentato il segretario del Pd Matteo Renzi su BankItalia.

COSA FARÀ IL GOVERNATORE? Ma cosa farà Visco, dopo la mozione di "sfiducia" presentata dal Partito democratico e posto che tre quarti delle forze politiche hanno manifestato grosse perplessità sul suo operato negli ultimi anni? Accetterà oppure no la riconferma in arrivo? La quasi totalità degli osservatori è convinta di sì.

GESTIONE TEMPESTOSA. Di sicuro c'è che la sua è stata, e si preannuncia anche per il futuro, come una delle gestioni di Bankitalia più tempestose. Sfidata dai fortissimi venti contrari della crisi: prima quella del debito sovrano, che lo ha visto debuttare al timone di Palazzo Koch. Poi l'esplosione delle sofferenze e dei fallimenti bancari: da Mps alle venete, passando per i quattro istituti salvati per decreto dal governo Renzi (Etruria, Marche, CariChieti e CariFerrara). Con tutte le polemiche che questo ha originato, fino alla mozione di "sfiducia" presentata dal Partito democratico.

NAPOLETANO CLASSE 1949. In mezzo il dialogo, talvolta difficile, con le istituzioni europee. Ignazio Visco, napoletano classe 1949, sposato con tre figlie, è arrivato sulla poltrona più importante di Palazzo Koch alla fine di ottobre 2011, ereditando una carica impegnativa dopo la carismatica guida di Mario Draghi. E non a caso il bis coglie il governatore proprio a Francoforte, da dove è già partita quella che si preannuncia come la prossima sfida per l'economia italiana, il ridimensionamento del quantitative easing.

ALLIEVO DI FEDERICO CAFFÈ. Allievo di Federico Caffè, capo servizio studi della Banca d'Italia e poi capo economista all'Ocse, Visco è stato dal 2007 vice direttore di Via Nazionale. Al momento dell'assunzione dell'incarico più prestigioso, già godeva di buona reputazione all'estero, anche grazie alle sue attività presso la Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea, alle cui riunioni ha partecipato a lungo. Chi lo ha conosciuto bene in questi lunghi anni a Palazzo Koch ne parla come di un uomo di buone letture, conoscitore profondo della storia. Del resto ha più volte sottolineato l'importanza della cultura e dell'istruzione per rilanciare e migliorare il Paese nel corso delle sue relazioni.

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