Kurz Orban
4 Novembre Nov 2017 0900 04 novembre 2017

Austria, nasce l'asse anti-migranti con l'Ungheria e la Baviera

Con un governo di estrema destra, il nuovo cancelliere Kurz si allinea al premier magiaro Orban e al gruppo dell'Est di Visegrad. Un'intesa che fa tremare pure la Germania: il partito di Merkel è a rischio scissione.

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Il cancelliere prodigio Sebastian Kurz, maestro in ribaltoni e colpi d'immagine, ha le idee chiare sul prossimo governo austriaco. Dopo aver ricalcato il programma elettorale da quello della destra xenofoba, non manca occasione per anticipare che l'esecutivo che ha in mente sarà un'alleanza con la corteggiata Fpö di Heinz-Christian Strache.

KURZ CHIAMATO «BABY HITLER». Nessun tentativo di formare un'ennesima e moderata grande coalizione con i socialdemocratici: Kurz non fa una piega per l'epiteto infamante di «baby Hitler», appioppatogli con insistenza dalla satira. Né è intimorito dal monito della potente Angela Merkel sul fatto che il suo governo non sia «immaginabile come un esempio da imitare per la Germania», ha affermato la cancelliera dopo le Legislative austriache del 15 ottobre 2017.

NON SPAVENTA IL CALO DI CONSENSI. A Kurz, 31 anni, ministro degli Esteri a 27, sottosegretario all'Integrazione a 24, non fa neanche paura la perdita di fiducia di tre punti che l'istituto di ricerca nazionale Ogm gli attribuisce da agosto: come altri moderati è in calo, ma Strache e altri leader dell'estrema destra sono in ascesa ed è lì, non al centro, che il neo cancelliere che pochi anni fa chiedeva «più cultura dell'accoglienza in Austria» punta a sfilare e conservare i voti per il partito dei cristiano-popolari (Övp) da lui rimodellato.

UNIRSI AL GRUPPO ANTI-MIGRANTI. Là va il vento e di conseguenza la direzione presa da Kurz è ancora coerente con la promessa ai suoi elettori: l'Austria dei prossimi anni è destinata a staccarsi dall'orbita tedesca. Per unirsi a Est all'Ungheria e al blocco nazionalista e anti-migranti del gruppo di Visegrad.

Sebastian Kurz.

ANSA

Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia rifiutano la ripartizione Ue dei richiedenti asilo. Il fronte è in sintonia con l'Austria dalla chiusura della rotta dei Balcani promossa da Kurz ministro degli Esteri: una vicinanza che, con la sua elezione a cancelliere di un governo con l'estrema destra, maturerà per manifeste intenzioni in alleanza.

BLOCCO "ACCOGLIENTE" DISOMOGENEO. L'Europa dei muri e delle barriere, fisiche o pronte a scattare al Brennero, si contrapporrà al blocco disomogeneo ma ancora collaborativo – Merkel limiterà i flussi per contenere la crescita della destra populista e xenofoba ma, unico leader Ue, ha aperto a cambiare il regolamento di Dublino, per venire incontro a Italia e Grecia nell'accoglienza dei migranti, e non intende recedere sul diritto all'asilo dei profughi – di Francia, Germania e Italia.

L'AUSTRIACO MOLTO VICINO A ORBAN. È lapalissiano: Kurz lo nega nelle interviste per rappresentare "il nuovo" e conservare l'europeismo di facciata, ma quotidiani austriaci ben addentro ai palazzi della politica come der Standard riportano da mesi i «contatti molto forti» e la «stima reciproca» tra il ministro degli Esteri e poi cancelliere austriaco e il premier magiaro Viktor Orban.

OPPORTUNISMO E PRAGMATISMO. Tra i due corrono più di 20 anni, ma il demagogo della politica ungherese - ha lanciato un altro referendum, stavolta contro un presunto piano del magnate George Soros «per integrare i clandestini» - è per carattere il più simile a Kurz: entrambi cristiano-democratici molto conservatori, ma opportunisti e pragmatici, non ideologici come i leader reazionari nazionalisti del Pis, al governo in Polonia.

La via della Germania sui profughi era assolutamente sbagliata. Smettiamola con la superiorità morale di dividere il mondo in buoni e cattivi

Sebastian Kurz

Viktor Orban vs Angela Merkel.

GETTY

A Kurz capo dell'esecutivo, Orban ha inviato le sue congratulazioni, in vista di una «collaborazione con il rinnovato partito popolare». Del blocco di Visegrad, già in un'intervista di maggio 2017 al quotidiano nazionale tedesco Süddeutsche Zeitung (ma stampato in Baviera dov'è anche più letto) dal titolo emblematico "Kurz conosce solo una direzione", l'enfant prodige della politica austriaca aveva manifestato forte apprezzamento, perché in «materia della difesa dei confini esterni Ue, Orban e gli Stati dell'Europa dell'Est si sono dimostrati responsabili».

DA PARI A PARI CON MERKEL. «La via dalla Germania sul problema dei profughi» era invece «assolutamente sbagliata». E allora, dichiarava contro Merkel, «smettiamola con la superiorità morale di dividere il mondo in buoni e cattivi». Con la cancelliera tedesca, ha scritto lo Spiegel, Kurz si troverà a operare «da pari a pari».

RISCHIO SCISSIONE TEDESCA. Un competitor, sia a Bruxelles sia a Berlino. In Germania Kurz è pericoloso per la tenuta della difficile coalizione uscita dalle Legislative del 24 settembre 2017. Merkel rischia la scissione dell'ala bavarese e più conservatrice della Csu dal suo partito dei cristiano-democratici (Cdu), che insieme formano l'Unione Cdu-Csu. Il leader e premier bavarese Horst Seehofer ha criticato la cancelliera ed espresso più volte totale appoggio alle richieste all'Ue dell'Ungheria, anche sui milioni di euro per barriere anti-migranti.

AFD GUADAGNA TERRENO. Seehofer prova «comprensione» e «simpatia» per Orban, i due si vedono spesso, anche in Baviera dove dal 2013 la Csu ha perso il 15% dei voti: migrati in parte ai Liberali (Fdp) ma ancora di più all'estrema destra di AfD, secondo partito in diverse circoscrizioni del Land. In asse con la linea austro-ungherese.

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