Sicilia, Antimafia monitorerà le liste

Regionali, la Sicilia al voto

Renzi Pd
4 Novembre Nov 2017 1800 04 novembre 2017

Sicilia, le elezioni regionali e i possibili scenari politici

L'isola al voto. Musumeci (centrodestra) favorito, il M5s canterà vittoria comunque: Cancelleri può quasi raddoppiare i consensi del 2012. Il Pd, con lo scomodo alleato Alfano, destinato al fallimento. L'analisi.

  • ...

La Sicilia è considerata da sempre un laboratorio politico. Nel segno del gattopardismo. Le elezioni Regionali del 5 novembre 2017 confermano questa tendenza, anche perché i giochi sembrano già fatti.

MICARI RASSEGNATO ALLA SCONFITTA. La presidenza se la contendono, fino all’ultimo voto, Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 stelle, e Nello Musumeci che è riuscito a riunire attorno alla sua figura un centrodestra tutt’altro che coeso. Il Partito democratico presenta Fabrizio Micari, rettore dell’università di Palermo, ma pare rassegnato alla sconfitta, nonostante l’alleanza con Angelino Alfano che, a urne chiuse, molto probabilmente si rivelerà controproducente.

ALLA SINISTRA DEL PD CORRE FAVA. A sinistra del Pd c’è la candidatura di Claudio Fava, sostenuto da Movimento democratico e progressista (Mdp), Sinistra italiana e Possibile. Chiude il cerchio Roberto La Rosa del movimento indipendentista Siciliani liberi che, con ogni probabilità, arriverà ultimo.

I cinque stelle sono chiamati al riscatto dopo che le perfomance governative deludenti delle "sindache" di Roma e Torino Virginia Raggi e Chiara Appendino (entrambe indagate) hanno appannato la loro credibilità. Come se non bastasse, a pochi giorni dal voto, Cancelleri ha annunciato l’espulsione di uno dei suoi candidati, Gionata Ciappina, che non aveva dichiarato di essere stato condannato dal tribunale militare di Napoli a due mesi di reclusione.

LA DESTRA UNITA NON PERDE MAI QUI. Una grave pecca per il front runner pentastellato che fino a pochi mesi fa i sondaggi davano vittorioso. Ora, invece, è costretto a inseguire Musumeci e, come rivela una fonte di Lettera43.it vicina al Pd, «anche se tutto è possibile, nonostante la distanza tra i due principali sfidanti sia minima, il centrodestra unito non ha mai perso in Sicilia».

M5S COMUNQUE BOOM: DAL 18% AL 30%. In ogni caso, nel duello in tivù tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi di martedì 7 novembre il candidato premier in pectore dei cinque stelle potrebbe gridare al successo sia in caso di vittoria sia in caso di una sconfitta. Nel 2012, infatti, Cancelleri aveva ottenuto il 18% dei voti e, male che vada, questa volta dovrebbe prendere intorno al 30%, distanziando di almeno 10 punti il candidato del Pd.

Giancarlo Cancelleri con Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. (Ansa)

Un esponente locale dei dem spiega: «La sconfitta di Micari è scontata. Dovrebbe prendere il 20%, ma se non arrivasse nemmeno al 18% sarebbe un disastro». Questo Matteo Renzi lo sa e perciò si è tenuto ben lontano dalla Sicilia. Nonostante gli inevitabili mugugni che ci saranno, nessuno all’interno del partito gli rinfaccerà l’alleanza con Alfano.

ALFANIANI GIÀ PRONTI A "TRADIRE". «Franceschini, Orlando ma anche Emiliano sono convinti della necessità di fare un’alleanza larga che guardi a sinistra», ci confidano le fonti, «ma nessuno porrà veti su Alfano per le Politiche 2018, indipendentemente dall’esito del voto siciliano» e, nonostante si vociferi che gli alfaniani, una volta eletti, sono pronti a sostenere un governo Musumeci.

UN EX DC DA MICARI A MUSUMECI. Stessa cosa sono pronti a fare gli uomini dell’ex ministro Dc, Totò Cardinale, «un uomo che ora sostiene Micari e che già domani potrebbe passare a destra». Antonello Firullo, un candidato della sua lista, Sicilia Futura, il 25 ottobre ha chiesto su Facebook ai suoi elettori di votare per un uomo di una delle liste che sostiene Musumeci.

Quest’ultimo dovrebbe vincere, nonostante la pessima figura fatta durante la trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata dove ha dichiarato che gli impresentabili erano stati messi nelle liste che lo sostengono “a sua insaputa”. Uno scivolone che gli potrebbe costare caro tanto che alcuni elettori starebbero pensando di esprimere un voto disgiunto che favorirebbe i grillini.

TANTI "IMPRESENTABILI" CANDIDATI. Silvio Berlusconi avrebbe deciso di spendersi personalmente proprio per “metterci una pezza”, dicono i ben informati, stupiti anche loro dal bagno di folla che l’ex premier ha ricevuto ieri in Sicilia. La vittoria dovrebbe, comunque, essere a portata di mano. «Il voto è bloccato», ci dice chi ora è impegnato nella campagna elettorale, «e Musumeci si è imbarcato tutti i portatori di voti, anche se discutibili, come i lombardiani, i cuffariani, il figlio di Francantonio Genovese e Gianfranco Micciché che cinque anni fa si era presentato da solo».

Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. (Ansa)

I problemi, per il centrodestra, si presenteranno il giorno dopo le elezioni, quando si andranno a contare i voti delle singole liste. La scelta di fare tre comizi distinti aveva appunto lo scopo di mettere ben in evidenza i rapporti di forza degli alleati al Sud. In pratica, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, se va bene, prenderanno insieme soltanto un paio di consiglieri, mentre a farla da padrona dovrebbero essere Forza Italia e la lista personale di Musumeci, "Diventerà Bellissima".

PER BERLUSCONI UNA PARTITA WIN-WIN. Anche per Berlusconi la partita siciliana è un win-win. Se il centrodestra vince sarà merito suo, se dovesse perdere l'ex Cavaliere potrà sempre dire che Musumeci non era un suo uomo e che lui avrebbe preferito Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo ed ex assessore regionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso