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Regionali, la Sicilia al voto

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mambo
5 Novembre Nov 2017 2341 05 novembre 2017

Le elezioni in Sicilia e il fallimento di Renzi

Ormai il segretario dem è isolato, surclassato non solo dal M5s ma anche dal centrodestra a trazione berlusconiana. Saranno loro i futuri competitor a livello nazionale. La sinistra ha dimostrato di esistere: non sprechi il risultato di Fava.

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Il vantaggio provvisorio di Nello Musumeci (centro-destra) su Giancarlo Cancelleri (M5s) cambia il quadro politico, non solo siciliano, come tutti avevamo immaginato. Il competitor dei 5 stelle è ormai il centro-destra. Sarà così anche alle prossime elezioni politiche? Non è improbabile.

CAV FORTE, M5S CONSISTENTE. Il dato pesante dice due cose: che Berlusconi è un leader coalizionale e che questa sua forza potrà dare ancora risultati positivi al proprio campo. La seconda cosa è che il Movimento 5 stelle, di cui spesso si immagina il crollo strutturale, è ancora consistente e, malgrado la miseria del proprio gruppo dirigente, rappresenta per molti italiani (ieri siciliani) l’alternativa di sistema più qualificata.

Musumeci con Salvini, Meloni e Berlusconi.

Dal lato dello schieramento frastagliato del centro-sinistra possiamo solo osservare la quantità di macerie. Il primo elemento che viene fuori, e che dovrebbe tagliare ogni discussione recriminatoria, è che la somma dei voti di Micari e di Fava è lontana da entrambi i candidati di testa.

PD FUORIGIOCO. Il Pd è, cioè, fuori gioco in Sicilia e forse ci sono bagliori oscuri che fanno immaginare che sarà o potrebbe diventare una forza fuori gioco anche in Italia. Per mesi Renzi ha addossato a chi ha scelto di lasciare il Pd la responsabilità di una eventuale sconfitta. Oggi si vede a occhio nudo che quella sconfitta era nelle cose. Il Pd da solo non vale i 5 stelle, cioè non ha la loro capacità aggregativa. Il Pd in coalizione perderebbe lo stesso e trascinerebbe nella sconfitta l’eventuale alleato di sinistra.

RENZI ISOLATO. I dati reali diranno alla fine se ci sarà stata la molto probabile vittoria di Musumeci e quale sarà la distanza fra i 5 stelle come partito e tutti gli altri partiti, a partire dal Pd e Forza Italia. Tuttavia la discussione di stanotte e quella di domani hanno già molti punti fermi. Il primo è che Renzi ha fallito su tutta la linea. Il suo partito è elettoralmente in condizioni allarmanti. Viene surclassato da altre forze e da altre alleanze. Non è in grado di immaginare uno schieramento e dovrà contare solo sulle proprie forze. Poco, troppo poco.

Claudio Fava.

ANSA

La propaganda del Nazareno ne inventerà tante, ma non potrà sfuggire al dato pesante che vede il candidato di Renzi (e di Orlando) sconfitto e sconfitto comunque, anche la la sinistra avesse dato il via libera a Micari. A questo punto il tema per il Pd è cruciale. Così come si diceva una volta, Renzi ormai è un Re Mida alla rovescia. Non ha più la forza di catalizzare un’opinione pubblica favorevole. È totalmente privo, a differenza di Berlusconi, di capacità coalizionale. Una forza politica seria a questo punto farebbe due conti e ragionerebbe sul proprio futuro.

FAVA DIMOSTRA CHE LA SINISTRA ESISTE. Non saranno le liste alla Pisapia a salvare il Pd renziano. Sarà necessario che il Pd chieda al Paese scusa per averlo usato come corpo vivo di esperimenti sociali e di prove di leadership avventurose. Claudio Fava mostra che un’area di sinistra esiste. È ancora piccola. Forse perché, qui Fava non c’entra, questa forza dovrebbe avere più coraggio e diventare con maggiore convinzione una forza nuova di opposizione. Se resterà nel limbo delle “vedove del centro-sinistra”, l’ottimo risultato di Fava resterà un miraggio.

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