Mdp Speranza Pisapia Articolo 1
MAMBO
9 Novembre Nov 2017 0931 09 novembre 2017

Perché la sinistra deve stare ferma un giro

Il mio non è un appello all’immobilismo, alla rinuncia, alla solitudine politica. È, al contrario, il tentativo di ridare alla sinistra l’iniziativa.

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Sono un sostenitore, praticamente l’unico, della tesi che la sinistra deve stare ferma un giro. Chiarisco il mio punto di vista in primo luogo precisando che quando parlo di “sinistra” penso a quel coagulo di forze che si sta raccogliendo fuori dal Partito democratico. Lontana da me l’intenzione di togliere al Pd, che neppure è molto affezionato a questa etichetta, l’identità di forza di sinistra o di centro-sinistra. È viceversa una presa d’atto della separazione definitiva fra molti soggetti che hanno inventato il Pd, e prima ancora il centrosinistra senza trattino, e Matteo Renzi.

IL PD DIVENTERÀ UNA MARGHERITA BIS? Non so se è vero, come sostengono Repubblica e Giuliano Ferrara, che l’ex premier si stia preparando, e Ferrara ne sarebbe entusiasta, a trasformare il suo partito in una cosa macroniana. Ho una specie di idiosincrasia ad adottare definizioni italiane a esperienze di altri Paesi. Potremmo probabilmente e più semplicemente dire che Renzi, rimasto solo nel suo partito a parte una non rilevante sinistra, riprenderà la strada della Margherita con maggiore aggressività.

RENZI E LA SINISTRA, DESTINATI ALLA DIVISIONE. Anche qui non valgono schemi interpretativi storici. La Margherita non era una specie di Democrazia cristiana. Era una formazione liberista che tendeva a egemonizzare il campo del centro-sinistra fino a che non sono arrivati Prodi e i prodiani a sfasciare il loro gioco. Comunque Renzi e la sinistra sono destinati a stare lontani e divisi. Il segretario del Pd cercherà di ripetere l’operazione Pisapia, moltiplicherà i suoi sforzi per creare il proprio partito contadino polacco con l’ambizione di non farsi surclassare dagli altri due competitor.

Renzi, rimasto solo nel suo partito a parte una non rilevante sinistra, riprenderà la strada della Margherita con maggiore aggressività

La sinistra sarà costretta a stare ferma un giro, invece. In questa sinistra vi sono molte anime radicali, movimentiste, ma anche confraternite di vedove del centro-sinistra e sognatori di un Pd depurato da Renzi con cui riprendere il dialogo. Anche questo amalgama può impazzire. La domanda che sale dal Paese, e che rende necessaria la sinistra, è quella di creare un punto di raccolta, di solidarietà e di ribellione a partire dalle più gravi ingiustizie e infelicità sociali. Il prius è questo.

LA NECESSITÀ DI USCIRE DAI GIOCHI DI PALAZZO. Stare fermi un giro, quindi, è il contrario del chiamarsi fuori, del rifiuto della politica, tanto meno della lotta e persino delle alleanze. Si sta fermi un giro perché serve un tempo sufficiente per concentrare le risorse e la loro raccolta, parlo di risorse umane, fuori dai giochini per reinserirsi in una immediata prospettiva di governo. Star fermi un giro significa fare politica nella società, lasciar andare il Pd nelle mani delle sue caste periferiche, rifiutare anche, e direi soprattutto, l’idea bizzarra di fare cose insieme ai 5 stelle (a cominciare da Ostia). La sinistra che appoggiasse un governo 5 Stelle morirebbe in una settimana.

Quand’è che riprende il giro per la sinistra? Dobbiamo ragionare su tempi più lunghi. Una opposizione seria, di popolo e di contenuti potrà ostacolare le due scelte di governo più probabili dopo le prossime elezioni, cioè quella di destra e quella grillina. La sinistra dovrà intestarsi il loro fallimento ed essere pronta nel passaggio elettorale successivo, che taluni immaginano non lontano, a candidarsi a fare il governo della sinistra con un accordo con altre forze riformatrici.

SERVE RICOMINCIARE DA CAPO. Stare fermi un giro significa che si sta ricominciando da capo, che si vuole raggiungere il risultato di mettere al centro del paese la questione sociale e quella della democrazia e del potere e che si sta creando un soggetto largo in grado di reggere il peso della responsabilità. Stare fermi un giro non è, quindi, un appello all’immobilismo, alla rinuncia, alla solitudine politica. È, al contrario, il tentativo di ridare alla sinistra l’iniziativa di fronte a tre possibili ipotesi di governo: di destra, grillino o, assai più difficilmente, tardo-renziano, che si mostrerebbero subito inadeguate per questo disgraziato paese.

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