Meloni La Russa
10 Novembre Nov 2017 0800 10 novembre 2017

Lombardia, la destra si organizza e guarda a CasaPound

Le truppe di Fratelli d'Italia si attrezzano. In vista del congresso e delle elezioni politiche e regionali 2018. Con una "mano tesa" ai neofascisti. Tra i candidati pure i discendenti di Mussolini.

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Grandi manovre in corso nel piccolo, soprattutto in Lombardia, partito di Fratelli d’Italia, in vista del congresso nazionale in programma ai primi di dicembre a Trieste. Ma soprattutto in previsione delle elezioni regionali e nazionali del 2018. Si punta a radunare le anime frammentate della destra, coinvolgendo anche "Lealtà e azione" o CasaPound, finita nella bufera per l'aggressione di Roberto Spada - membro di un clan a Ostia che appoggiava proprio la formazione di estrema destra - ai danni di un giornalista Rai.

Le due storiche fazioni contendenti - da una parte quello che rimane del gruppo politico di La Russa (capitanato da Ignazio, unico deputato lombardo, missino ma anche amico di Silvio Berlusconi) e dall’altra l’alleanza fra l’inossidabile Riccardo De Corato (già vice sindaco di Milano, con Gabriele Albertini, e oggi consigliere regionale, con Roberto Maroni) e l’ex alemanniana Paola Frassinetti (già assessore provinciale e deputata) - vedono insediato il loro equilibrio di potere, in realtà una fragile tregua armata fra due parti, finora praticamente equivalenti, dalla crescita di una nuova componente autonoma che si riconosce direttamente in Giorgia Meloni e nel suo luogotenente per il Nord Italia, Carlo Fidanza (ex eurodeputato, ora stretto collaboratore del presidente Giovanni Toti in Liguria).

SIGLA "FARE FRONTE" DEL "BARONE NERO". La nuova corrente si chiama “Viva l’Italia” e unisce la base militante dura e pura della destra sociale, tenuta assieme sotto la sigla “Fare fronte” del “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini (già dirigente della Fiamma e della Destra di Francesco Storace), ai circoli "Libertà e rinnovamento nazionale", composti da imprenditori e professionisti.

UNA CORRENTE CON BUONI CONSENSI. La terza componente già conta buoni consensi interni alla destra in Lombardia, con punte a Varese, dove Viva l’italia è capitanata da Gianluca Regis, ma l’ambizione, secondo altri promotori come Fabio Flenda e Domenico Frasca, è quella di prendere possesso del partito, per riorganizzarlo e rinnovarlo.

Carlo Fidanza, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.

Fra i più attivi sul territorio vanno segnalati l’imprenditrice milanese Debora Dell’Acqua e il conte Andrea Canafoglia Venturini, soprannominato “il gran tessitore”. In Viva l’Italia anche nomi storici come quelli dei coniugi Vetullio e Maria Mussolini, discendenti da un ramo collaterale del Duce Benito.

«VOGLIAMO LE PERCENTUALI DI AN». Jonghi, annunciando la sua candidatura alla Camera dei deputati, ha dichiarato: «Noi vogliamo sostenere Giorgia Meloni, creare un fronte patriottico e vincere le elezioni, allargando i confini e la base del partito, sia a destra sia al centro, per tornare alle percentuali di Alleanza nazionale». Lo stesso Jonghi è stato informalmente incaricato di sondare possibili alleanze elettorali con i gruppi di estrema destra, a partire dalla emergente CasaPound che a Ostia ha ottenuto un 9% determinante per portare al ballottaggio la candidata del centrodestra, donna ed esponente di Fratelli d'Italia.

Jonghi ha lanciato un comunicato politico dal titolo "mano tesa a CasaPound", con il voluto doppio senso di saluto romano e disponibilità a confrontarsi con il movimento

Roberto Jonghi Lavarini, il secondo da sinistra, con alle spalle una croce celtica.

Jonghi ha lanciato un comunicato politico dal titolo "mano tesa a CasaPound", con il voluto doppio senso di saluto romano e disponibilità a confrontarsi con il movimento di Gianluca Iannone ma anche con Forza nuova, Lealtà azione e Fiamme varie, per costruire un comune fronte patriottico, identitario e sovranista.

ANCHE SILVIO E SALVINI "ESTREMISTI". Non a caso, il gruppo di Jonghi si chiama proprio Fare fronte e già raduna diversi gruppetti e singoli esponenti della destra radicale. Ma a muoversi alla estrema destra della politica, in vista delle elezioni, sono anche la Lega di Salvini (con l'eurodeputato Mario Borghezio sempre in prima fila) e persino Silvio Berlusconi, tramite il piccolo movimento di Francesco Storace, satellite di Forza Italia e pedina della cosidetta terza gamba del centrodestra, insieme con Flavio Tosi (che nel suo gruppo Fare ha il capo dei naziskin veneti, Piero Puschiavo) e con Raffaele Fitto che, nella sua pattuglia di deputati, annovera l'ex missimo Massimo Corsaro, noto per avere attaccato il deputato del Partito democratico, Emanuele Fiano, padrino della nuova legge antifascista.

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