Napoli Metro Toledo (7)
12 Novembre Nov 2017 1200 12 novembre 2017

Napoli, le stazioni della metro sono opere d'arte... senza treni

Decorate e attraenti: le fermate sembrano dei musei. Peccato che ci sia una corsa ogni 20-30 minuti. Contro i 2-3 di Roma e Milano. Tra debiti dell'Anm e scippi, i guai del trasporto pubblico.

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Per essere belle, son belle. Per carità. Meno entusiasmante è la funzionalità, che dovrebbe essere - al di là dell'estetica che, certo, non guasta - il valore aggiunto. O meglio: il vero valore. Le stazioni della metro napoletana sono tra le più artistiche al mondo. Quella di Toledo è stata addirittura dichiarata da una giuria di esperti, chiamati a esprimersi da una rivista di settore, la più attraente al mondo. Dateci un'occhiata, in effetti, non è male. Sembra di camminare nei corridoi di un museo d'arte moderna.

CON LA BELLEZZA NON CI SI ANNOIA. Peccato però che la metro abbia qualche problemino, come dire, con i tempi di percorrenza media dei treni. Uno ogni venti minuti, spesso ogni mezz'ora. Un po' troppo, in effetti, dal momento che nelle altre città (Roma, per esempio, o Milano o Torino) un ritardo nell'ordine di due-tre minuti è già considerato inammissibile. E portatore di severi rimbrotti nei confronti dei manager dei trasporti e degli amministratori locali. La battuta che gira nei cunicoli è che i costruttori le abbiano fatte così ricche di fascino, le stazioni, proprio per dare la possibilità ai viaggiatori di non annoiarsi durante le lunghe attese.

UNA CERIMONIA DELL'ASSURDO. Qualche giorno fa, però, il genio napoletano si è manifestato con una cerimonia che farebbe la gioia del professor Gennaro Bellavista, il filosofico amico immaginario di Luciano De Crescenzo. Alla presenza delle massime autorità civili e istituzionali della regione, infatti, è stata inaugurata la fermata della metro di Monte Sant'Angelo, la cittadella universitaria che si trova nel quartiere di Fuorigrotta.

Un fortino che sorge su un promontorio dove i collegamenti sono sporadici e ricchi di "sorprese". Ci passano solo poche linee di bus, e non sempre. Perché l'Anm, l'azienda di trasporto cittadino, è a un passo dal crac e non ci sono soldi per potenziare le corse (ma di questo parleremo tra un po'). Ebbene, è stata inaugurata questa fermata che può fregiarsi addirittura di una scultura dell'artista Anish Kapoor. Perché a Napoli le stazioni o sono opere d'arte, nel senso letterale del termine, oppure non si aprono proprio.

INAUGURAZIONE A CANTIERE APERTO. Che cosa c'è allora che non va? Il fatto è che è stata inaugurata una fermata che non esiste. Il cantiere non è stato ancora aperto. Non ci sono operai al lavoro. Il progetto sta tutto nelle carte e nel cervello di chi ci crede. Bene che andrà, ci vorranno tre anni per finire tutto, ma è assai probabile - conoscendo i tempi e l'organizzazione delle opere, da queste parti - che i tempi si allungheranno ulteriormente. È stata, in pratica, inaugurata la scultura di Kapoor - che a qualcuno ricorda una forma femminile - che farà da androne alla fermata. È come se avessero inaugurato il cancello di un palazzo ma senza il palazzo attorno, per capirci.

ANM «TECNICAMENTE FALLITA». Però al taglio del nastro erano tutti allegri, e contenti loro contenti tutti. Si diceva delle difficoltà dell'Anm che sono assai profonde. La società comunale è sull'orlo del crac, anzi secondo l'assessore al Bilancio Enrico Panini è «tecnicamente fallita». Oggi in circolazione ci sono appena 200 pullman che coprono il 60% della superficie cittadina contro i mille mezzi di sette/otto anni fa.

Le finanze aziendali sono state spolpate con centinaia di assunzioni clientelari e super stipendi ai dirigenti con tessera di partito. I debiti ammontano a oltre 200 milioni di euro, e se la Regione Campania non sblocca un po' di denari (si parla di 60 milioni) per attivare lo scivolo per una sessantina di prepensionamenti e per favorire esodi volontari, bisogna solo portare i libri in tribunale.

TRENI OSTAGGIO DEI BALORDI. Non che la stessa Regione Campania abbia meno problemi dal punto di vista dei trasporti. La Circumvesuviana è tra le linee su ferro peggiori d'Italia. I treni sono spesso ostaggio di bande di scippatori e criminali che rubano, aggrediscono e minacciano fin dentro i vagoni passeggeri inermi e turisti. I controllori, quei pochi che ci sono, se ne stanno quasi sempre nelle cabine.

Qualche coraggioso, in passato, è stato picchiato per aver provato a cacciare questi balordi che sfasciano i vagoni e prendono a sassate i vetri dai cavalcavia. Servirebbe l'esercito, secondo i pendolari. E in questa direzione si è mosso Umberto De Gregorio - il presidente dell'Eav, la holding del trasporto pubblico in Campania -, ma le difficoltà tecniche per una sorveglianza continua e a copertura totale sono tante.

Chiaramente, mancano i pesos per una polizia privata. Però, pure in questo caso, alla sostanza si preferisce la forma o l'apparenza. Nella stazione Circum di San Giorgio a Cremano, infatti, alcuni writer sono stati chiamati dalla dirigenza a dipingere due murales raffiguranti Massimo Troisi e Alighiero Noschese. Tutto bello, bellissimo. Se solo passasse un treno, ogni tanto.

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