Manovra:ipotesi bonus su aiuti dei nonni
13 Novembre Nov 2017 1811 13 novembre 2017

Manovra, spunta l'ipotesi del bonus nonni

Alcuni emendamenti presentati da Ap puntano a introdurre agevolazioni fiscali per i nonni che aiutano economicamente i nipoti. Dalle attività sportive agli affitti fuori sede.

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Nella Manovra spunta il bonus fiscale per i nonni che aiutano economicamente i nipoti nelle attività sportive, nelle spese scolastiche o universitarie e negli affitti fuori sede.

ESTENDERE LE DETRAZIONI AL 19%. Alcuni emendamenti alla legge di Bilancio presentati da Alternativa popolare, infatti, prevedono di estendere le detrazioni fiscali al 19% attualmente in vigore per i genitori che aiutano i figli a tutti «i parenti in linea retta», vale a dire anche ai nipoti. Tra le spese che si ipotizza di rendere detraibili ci sono anche quelle mediche e quelle assicurative.

APPUNTAMENTO IL 15 NOVEMBRE. Gli emendamenti dedicati al contributo dato dai nonni alle famiglie saranno illustrati in commissione Bilancio al Senato mercoledì 15 novembre, in collaborazione con l'associazione Nonni 2.0.

I NONNI ITALIANI SONO I PIÙ OCCUPATI D'EUROPA. Secondo la Fondazione Senior Italia Federanziani, in Italia ci sono 12,5 milioni di nonni, di età media compresa tra i 54 e i 55 anni. Il nostro è il Paese europeo con la percentuale più alta di anziani che si occupano dei nipoti, più di un quarto.

NEL 2016 HANNO DATO AI NIPOTI 8,5 MILIARDI. L'occupazione non è misurata solo in termini di tempo: oltre che come baby sitter, i nonni fungono infatti spesso da veri e propri salvagenti familiari. Nel 2016, in base ai dati del rapporto Assimoco-Ermeneia, la cifra che le famiglie italiane hanno trasferito ai giovani ammonta a 38,5 miliardi di euro, di cui 30 miliardi proveniente dai genitori e 8,5 miliardi dai nonni.

RISCHIO DI POVERTÀ RIDOTTO. Il rapporto Istat sulle condizioni di vita dei pensionati indica non a caso che il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati risulta più basso che nelle altre famiglie, con una stima pari al 16,5% contro il 22,5%.

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