BONINO MAGI DELLA VEDOVA
14 Novembre Nov 2017 1556 14 novembre 2017

Radicali, tra spaccature e apparentamento col Pd

Dopo l'incontro di Bonino, Magi e Della Vedova con Renzi, l'accordo col Pd per le prossime Politiche è più vicino. Tra spinte, liste e scissioni ecco come nei decenni il partito di Pannella si è mosso nello scenario nazionale.

  • Paolo Martini
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Benedetto Della Vedova, dopo aver incontrato assieme al segretario di Radicali italiani Riccardo Magi e a Emma Bonino il segretario del Pd Matteo Renzi si è detto soddisfatto. Durante l'incontro - «serio» e «franco» secondo il sottosegretario agli Esteri eletto nel 2013 con la lista di Mario Monti e iscritto al Partito Radicale transnazionale - non si è parlato però di possibili "liste radicali".

L'APPUNTO DI TURCO. Per statuto, infatti, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (Prntt) non si presenta alle elezioni. Anzi: l'attuale leader Maurizio Turco, proprio alla vigilia dell'incontro di Renzi con Della Vedova, Bonino e Magi aveva messo in guardia via Twitter il segretario Pd. «Non è un buon investimento puntare sui 'radicali' delegittimando il Partito Radicale», aveva messo in chiaro. Un messaggio rivolto soprattutto agli esponenti di quella che un tempo, quando Pannella era in vita, veniva chiamata la «galassia radicale» e in particolare al soggetto politico dei Radicali Italiani, il cui segretario è Riccardo Magi.

Dopo la scomparsa di Pannella, i radicali che hanno condiviso con lui decenni di politica e di vita si sono divisi almeno in due soggetti: uno è il Prntt di Turco che sta combattendo in queste settimane per la propria sopravvivenza. L'obiettivo è di superare i 3 mila iscritti entro fine anno, pena la chiusura, come da impegno preso all'ultimo congresso. Ne mancano ancora almeno 500. Del Prntt fanno parte, tra gli altri, Rita Bernardini (da quasi un mese in sciopero della fame perché siano attuati i decreti di riforma dell'ordinamento penitenziario), Sergio D'Elia, Maria Antonietta Farina Coscioni, Marco Beltrandi.

I RADICALI ITALIANI "ETERODOSSI". Il secondo soggetto sono i Radicali Italiani. Al congresso svoltosi tra fine ottobre e inizio novembre il partito ha deciso di collaborare con Forza Europa, la lista promossa da Della Vedova, per la presentazione di una lista europeista. Gli interventi di spicco sono stati quelli di Marco Cappato ed Emma Bonino, che sebbene siano iscritti al Prntt non sono considerati da Turco in linea con la storia radicale.

IPOTESI APPARENTAMENTO. Con Forza Europa si prospetta quindi un apparentamento col Pd renziano. Ma in quali termini? Prima di tutto occorre chiarire che per apparentamento non si intende coalizione, almeno non nel senso che aveva con il cosiddetto Porcellum. In quel caso i partiti si coalizzavano, firmavano un programma comune e indicavano – pur non essendo questo del tutto coerente con la carta costituzionale – un candidato premier. Con la legge elettorale appena approvata, invece, i partiti possono apparentarsi con una dichiarazione scritta senza avere un programma in comune o indicare un candidato premier. Semplicemente si coalizzano ed esprimono un candidato comune nei collegi uninominali. Il vantaggio che hanno le liste apparentate è che la soglia di sbarramento nella quota proporzionale è del 3% e non esiste voto disgiunto. Questo farebbe Forza Europa.

Marco Cappato.

Va anche detto che pure Radicali Italiani per statuto non si presentano con il proprio simbolo alle elezioni benché all'ultimo congresso il segretario Magi avesse proposto di modificare questo punto. Pur ritenendo necessario misurare il “brand” dei radicali alle urne, Magi alla fine, sollecitato da Cappato e Bonino - secondo i quali così facendo si correva il rischio di svendere l'identità del soggetto politico voluto e amministrato da Pannella - ha deciso di rinunciare.

LA PROVA DELLE URNE. Dalla trasformazione transnazionale e transpartitica del Partito Radicale, alla fine degli Alla 80, i radicali si sono presentati alle elezioni con diversi nomi: dalla lista Pannella, primo esperimento di lista elettorale con il nome del leader politico, alla lista Emma Bonino in occasione delle Europee del 1999 e delle Politiche del 2001. Fino alla lista Bonino-Pannella nel 2006. Due anni dopo, visto che il segretario del Pd Valter Veltroni, convinto sostenitore della vocazione maggioritaria del partito, non aveva accettato apparentamenti, una pattuglia di nove radicali candidata nel Pd entrò in parlamento e passò tutta la legislatura nel gruppo. Alle ultime Politiche, quelle del 2013, i radicali corsero con la lista Amnistia, Giustizia, Libertà. Il risultato fu deludente: non superarono lo 0,2%.

LA PROSPETTIVA EUROPEA DI CAPPATO. E oggi? Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni (altro pezzo della famosa "galassia radicale") e impegnato sul fronte della libertà di ricerca e di cura, ripete che l'obiettivo è costruire un progetto che parta dalla critica alla illusione degli Stati nazionali esprimendo politiche paneuropee. E che in futuro si presenti in tutta Europa. Il 25 aprile scorso il Pd sfilò con la bandiera europea, ricorda Cappato. Da allora però anche al Nazareno si è registrato un ritorno della retorica nazionale contro l'Europa delle burocrazie e dei banchieri. «Paradossalmente», ha spiegato Cappato, «per me è più importante il dopo elezioni, cosa facciamo in Europa, come convinciamo il Pd a fare politica europea. Se c'è questo lavoro mi interessa relativamente che entro questa legislatura si ottenga l'approvazione di questo o quel provvedimento». E poi ha aggiunto: «Certo, ben venga una legge sul fine vita o sullo ius soli, ma non è per questo che dobbiamo decidere di ragionare insieme col Pd e di presentare una lista. Dobbiamo avere un progetto».

IL PROGETTO DI DELLA VEDOVA. Quanto a Della Vedova, sicuramente l'idea di costruire la lista Forza Europa che si batta contro la «retorica potente dei nazionalismi anti Ue» e contro i «falsi miti sovranisti» per affermare l'idea di Europa come «spazio di libertà, di diritti, di democrazia e di tolleranza» non è nata ieri. Quando, prima del referendum che sancì la Brexit, Della Vedova ne parlò a Mario Monti, il senatore a vita, certo non timoroso della impopolarità, commentò: «Idea coraggiosa...». Oggi il dialogo col Pd è iniziato e sicuramente altri incontri saranno necessari. Emma Bonino dopo l'incontro non ha rilasciato dichiarazioni. Qualche giorno fa però in una intervista a La Repubblica aveva posto paletti a un eventuale apparentamento: «Nessun accordo con il Pd se non cambia linea sui migranti».

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