Renzi Bersani
MAMBO
14 Novembre Nov 2017 1121 14 novembre 2017

Renzi e la sinistra non hanno più nulla da dirsi

Bisogna smettere di interrogarsi e accettare come definitive le parole di Bersani: non c’è più niente da fare. L’ultima Direzione del Pd chiude ogni possibilità di incontro.

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Abbiamo visto tutto, ora possiamo mettere la palla al centro e giocare la nuova partita. Non mi riferisco alla Nazionale, mi riferisco alla sinistra. L’ultima Direzione del Pd chiude ogni possibilità di incontro. Matteo Renzi apre graziosamente a chi è uscito purché non gli rompa i cabasisi, mentre dà incarico a Piero Fassino di fare una improbabile trattativa – scelta meno inadatta non si poteva fare – e cerca di costruire i suoi due partiti polacchi dei contadini, quello imperniato su Emma Bonino e quello di Giuliano Pisapia. Se tornano in campo alcune vecchie glorie del vecchio Pd, guidate da Walter Veltroni, il 24-25% è assicurato nel prossimo voto. Del resto Renzi non cerca di più, è un Silvio Berlusconi alla rovescia, quello di alcuni mesi fa prima di avere aspirazioni di vittoria quando sperava di avere in parlamento una forte pattuglia di fedelissimi da guidare nella trattativa con il governo prossimo futuro a cui nessuno assegna più di qualche mese di vita.

NON BISOGNA DISTRIBUIRE SOGNI... La sinistra, palla al centro, smetta di interrogarsi e accetti come definitive le parole di Pier Luigi Bersani. Non c’è più niente da fare. Del resto non esiste, ovvero non esiste ora, una pressione popolare che spinge all’unità, semmai il contrario. Con serenità questa sinistra, sfidando tutte le accuse di estremismo, di radicalismo, di settarismo, eccetera eccetera, deve impiantarsi nel Paese dicendo che c’è una prospettiva di fuoriuscita da “questo” sistema che non preveda né la vittoria dell’1% più ricco né il prevalere dei bianchi poveri incazzati e sobillati dai bianchi ricchi in tivù. Se la sinistra recupera la sua serenità può lavorare a tenere il campo che ha già costruito e ad allargarlo. Non bisogna distribuire sogni ma, come in una nota pubblicità, solide realtà. Agli elettori non va promesso il centro-sinistra che non ci sarà, agli elettori non va promessa una immediata prospettiva di governo che non ci sarà, agli elettori va detto che hanno la possibilità di costruire la più solida barriera anti-diseguaglianze per tutelare chi sta male, sia chi sta male materialmente sia chi non accetta lo stato delle cose.

RENZI BASTA A SE STESSO. In questo senso la sinistra deve fare la sua lunga campagna elettorale come una forza tranquilla, del tutto opposta all’agitazione di Renzi, Grillo e Di Maio. La nostra partita non è governare con loro o, oggi, al loro posto ma fare a loro l’opposizione più severa nel nome di riforme che siano per chi sta male, non per chi sta bene. Questa prossima campagna elettorale è la prima vera occasione per rimettere in circolo parole, come riforme strutturali, democrazia larga, solidarietà sociale, apertura a nuovi italiani, cultura del “noi” e non dell’ “io”, alfabetizzazione della politica fuori dai tweet di leader spesso semi-analfabeti. Renzi basta a se stesso. Del resto io non comprerei un’auto usata né da lui né da un suo inviato. Le prove di slealtà sono state troppe, il disinteresse - anzi l’odio - verso la sinistra, tranne quella che si è coperta il capo di cenere, è largamente provato. La sua sinistra è fatta da brave persone indecise su tutto. Capisco gli altri, capisco Veltroni, Fassino e i prodiani che dovessero starci. Massimo rispetto. Solo che 10 anni fa nascendo il Pd si poteva fingere che fosse una cosa nuova, democratica e riformista. Oggi è quel che è. Nessuna demonizzazione, ma ciascuno a casa sua.

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