Castaldo Ue
15 Novembre Nov 2017 2000 15 novembre 2017

Fabio Castaldo, il volto di un M5s europeo da larghe intese

Il grillino è stato eletto vice presidente del parlamento Ue. Con i voti di tutti: da Mdp ai popolari. A Bruxelles i 5 stelle hanno svoltato a destra su Ong e ius soli. Ma senza isolarsi. Strategia opposta a quella in Italia.

  • ...

da Bruxelles

Negli uffici dei liberali europei sono saltati dalla sedia. L'accordo era fatto ed erano certi che la loro candidata, la tedesca Gesine Meissner del Fdp (Freie Demokratische Partei, il Partito liberale democratico), sarebbe stata eletta vice presidente del parlamento europeo. E invece, a sorpresa di quasi tutti i gruppi politici, persino di qualche collega del Movimento 5 stelle, il grillino Fabio Massimo Castaldo l'ha superata e ha ottenuto la poltrona a cui aspirava da anni.

HA AVUTO ADDIRITTURA 325 VOTI. A Strasburgo, il 15 novembre, tutti gli equilibri sono saltati e le indicazioni di gruppo non hanno tenuto. Per dare un'idea: Livia Jaroka, membro del partito del premier ungherese Viktor Orban e candidata per il Partito popolare europeo, è stata eletta vice presidente con 290 voti a favore, con il Ppe che può contare su 215 eurodeputati. Castaldo invece ha ottenuto 325 voti venendo da un gruppo di 44 eurodeputati. Certo, il M5s è considerato a Bruxelles e Strasburgo in maniera molto diversa che a Roma.

«I grillini possono andare d'accordo con tutti», è un commento che si sente spesso tra la stampa straniera, che di fronte a forze dichiaratemente euroscettiche e non avendo dimestichezza con la loro comunicazione aggressiva, non li etichetta come populisti, ma nemmeno con qualche altra definizione.

APPREZZATO IN MODO TRASVERSALE. Nessuna appartenenza precisa, dunque, e le facce felici di Laura Ferrara e Castaldo, due parlamentari apprezzati in maniera trasversale per il loro lavoro. «Questo voto ce lo siamo guadagnati sul campo», ha dichiarato lui raggiante, «e siamo contenti che tanti soggetti e tante forze politiche abbiano guardato a noi». Chi invece schiuma rabbia sono i liberali, mentre negli uffici centrali degli altri gruppi si cerca di capire chi possa avere votato per il pentastellato.

SOSTENUTO DAI BERSANIANI E NON SOLO. Per la sua avversaria giocavano a favore l'alleanza con il Ppe che dal dicembre 2016, quando i liberali hanno sostenuto l'elezione di Antonio Tajani alla presidenza, ha sostituito per la prima volta la grande coalizione tra il centrodestra e il centrosinistra. Ma anche l'indicazione data da Gianni Pittella. I tre gruppi insieme Alde, Ppe e S&D contano in tutto 470 voti. Un margine su cui i liberali contavano. Castaldo è stato sostenuto certamente dai tre eurodeputati di Movimento democratico e progressita (Mdp), ma non solo da loro.

Fabio Massimo Castaldo nel parlamento europeo.

Nessuno, nemmeno i popolari, escludono che qualcuno abbia preferito il grillino. Il voto, ribadiscono anche dal centrodestra, è andato alla persona. E ha coinvolto deputati dei Verdi, con l'ultima trattativa che si è sbloccata solo nella tarda serata del 14 novemre, come dell'estrema destra. Antonio Panzeri, eurodeputato di Mdp, è uno dei pochi a parlare apertamente: «Bisogna partire dal fatto che c'erano due candidati ed era un voto democratico e libero. Quindi la valutazione che abbiamo fatto è sul lavoro del deputato. Non c'è un'operazione politica».

«SI TRATTA DI UNA PERSONA CHE LAVORA». Il consenso però è largo: «Un vantaggio di un centinaio di voti sull'avversaria dimostra che le indicazioni non sono state in buona parte seguite dal gruppo socialista. Anche se qualcuno si può sempre nascondere dietro al voto segreto, non credo sia un caso che ci siano state evidenti manifestazioni di interesse da parte di deputati socialisti belgi, tedeschi e sloveni. Del resto qui si parla di lavoro gomito a gomito e Castaldo è una persona che lavora e non è lontana dagli ideali socialisti e democratici».

Altro che voi di Possibile, questi grillini sono più a sinistra della sinistra

Battuta di Alessandra Mussolini a Elly Schlein

L'alternativa di una vice presidente del Fdp, partito in trattativa per un governo con Angela Merkel e su posizioni integraliste sull'Eurozona, confermano altre fonti, avrebbe portato ka delegazione tedesca, più a sinistra del Pd italiano e sicuramente poco sensibile alle faccende politiche nostrane, a fare di testa propria.

TROPPE DEFEZIONI TRA I SOCIALISTI. Lo stesso avrebbero fatto deputati belgi come Marc Tarabella, che avrebbe fatto campagna elettorale aperta per Castaldo. Qualche defezione ci sarebbe stata persino tra i membri dell'Alde, ma la convinzione nel gruppo è che i voti propri e del Ppe abbiano tenuto - «il rapporto con Tajani è ottimo» - e siano appunto mancati quelli dei socialisti.

SVOLTA A DESTRA SU ONG E IUS SOLI. Per il resto non è difficile pensare che anche la sinistra europea possa aver scelto Castaldo visto la vicinanza frequente tra le posizioni della Gue e la delegazione M5s. «Altro che te Elly, questi sono più a sinistra della sinistra», è stata la battuta che Alessandra Mussolini aveva rivolto solo poche ore prima alla parlamentare di Possibile e relatrice dei socialisti per la riforma del regolamento di Dublino, Elly Schlein. E in effetti a Strasburgo la svolta su Ong e ius soli del M5s è stata digerita con una certa difficoltà anche se poi persino gli europarlamentari più combattivi si sono adeguati.

Del nuovo vice presidente qui non si conoscono le dichiarazioni sul dittatore siriano Bashar al Assad - disse di non essere sicuro che fosse responsabile delle stragi con il gas -, ma l'impegno per i diritti umani nella commissione Affari esteri. Non lo si riconosce come ex assistente di Paola Taverna, membro dei lombardiani in opposizione a Virginia Raggi, ma piuttosto come protagonista e difensore del possibile passaggio degli eurodeputati grillini nel gruppo Alde.

IN EUROPA IL M5S SEMINA E RACCOGLIE. «I gruppi politici all'Europarlamento son solo dei contenitori», aveva spiegato all'epoca, mentre la collega Ferrara aggiungeva che il «meglio soli che male accompagnati» a Strasburgo non funziona. Proprio dopo la rocambolesca retromarcia imposta da Beppe Grillo, Castaldo rinunciò alla candidatura a vice presidente. Anche se votano contro molti dei provvedimenti sostenuti in maniera di bipartisan dagli altri deputati italiani, come Dublino o come le nuove regole antidumping, i grillini europei sono unanimamente considerati "normalizzati": lavorano con tutti e raccolgono i risultati. Al contrario di quello che hanno fatto finora in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso