Getty Images 451022853
MAMBO
15 Novembre Nov 2017 1027 15 novembre 2017

Lo Scalfari che assolve Renzi fa gossip, non certo analisi politica

Il fondatore di Repubblica dice che l'unico difetto del segretario Pd è il carattere. Ma non entra nel merito delle sue azioni. Una lettura che non gli fa onore. E che stride col trattamento riservato anni fa a Craxi.

  • ...

Ho rispetto per Eugenio Scalfari e mi irritano le frequenti campagne di stampa della destra contro di lui. Ma il 14 novembre a Carta bianca, intervistato da Bianca Berlinguer, ha dato una lettura della politica italiana di oggi francamente caricaturale. Dice il Nostro: Matteo Renzi è uomo fascinoso, figlio politico di suo padre Walter Veltroni e quindi, essendo lui Scalfari padre politico di Walter, nipote di nonno Scalfari. È “cosa nostra”. Il suo unico difetto è il carattere, quell’amare se stesso sopra ogni altra cosa. Nessun accenno alle politiche di Renzi, a quel che è giusto definire positivo della sua azione e quel che no. Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani, dice lapidariamente il fondatore di Repubblica, possono arrivare anche al 10% ma sono fuori gioco soprattutto perché con Emma Bonino e Giuliano Pisapia tutti stanno rientrando nel Pd tranne gli ultimi rancorosi, e qui Scalfari spende parole di dolore per la perdita solo di Bersani. Infine restano gli altri due blocchi. Quello di Silvio Berlusconi merita complimenti per la combattività del “carissimo nemico” mentre quello grillino, rappresentando il populismo, non vincerà mai.

Questa ultima affermazione sembra una di quelle che hanno fatto diventare famoso per le sue previsioni infondate Piero Fassino. Scalfari, si diceva, è un grande giornalista di tipo “strano”. Nel senso che è stato il capo di un giornale che si è fatto partito, che è stato all’orecchio di tutti i leader del centro-sinistra, e anche prima della Dc e di Enrico Berlinguer, a cui ha dato suggerimenti, sferzate, applausi e fischi nel finale. Non gli sono mai piaciuti Bettino Craxi, Berlusconi e, con grado diverso di antipatia, D’Alema. Appartiene a quella categoria, molto frequentata in Italia e molto imitata da tanti suoi epigoni in tutte le testate, di giornalisti che usano la penna, si fa per dire, ma si vedrebbero bene al posto del leader politico. Questo genere di giornalista è a sua volta diviso in due categorie. La prima è quella di cui fa parte il giornalista che si innamora del proprio leader fino a diventarne l’alter ego. L’altra categoria è quello in cui troviamo chi invece si immagina la “chiamata” che lo sollevi dalla sua poltrona portandolo direttamente a Palazzo Chigi o in uno dei palazzi di governo. In questo senso il giornalismo italiano fa politica, cosa che trovo normale, è fazioso, cosa altrettanto normale quando non è ipocritamente nascosta (Io sono un giornalista politico fazioso alla luce del sole), ma soprattutto vuole sostituirsi alla politica come un Ingroia qualsiasi.

SPESSO CI HA AZZECCATO, MA ORA... Non a caso i momenti peggiori della vita pubblica italiana sono stati quelli in cui i maggiori pm figuravano nelle agende esclusive di cronisti senza inchieste ma capacissimi di copiare verbali ricevuti per vie amicali. Di questo giornalismo politico all’italiana Scalfari è il campione, non solo perché è il fondatore di un genere letterario e di uno schema di giornale, ma perché è andato oltre i direttori di quotidiani della grande borghesia italiana che stavano lì corrucciati e pensosi dispensando consigli e rimbrotti. Scalfari invece interviene sulla politica giorno per giorno e con i suoi giudizi spesso ci ha azzeccato. Negli ultimi tempi invece (ma l’età non c’entra perché brillantemente portata) ha scelto la strada del gossip, dell’analisi della politica attraverso la complessità psichiatrica dei protagonisti. Non è materia sua. Se Renzi, di cui è innamorato più di quanto lo fosse di De Mita e/o Berlinguer, avesse solo un cattivo carattere e fosse solo innamorato di sé, non avremmo la crisi drammatica del centro-sinistra. È che a Scalfari ormai sfugge il senso delle parole che usa. Per molto meno impiccò Craxi, eppure se sia stato di sinistra l’uno o lo sia oggi l’altro è cosa che si vede a occhio nudo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso