Inps,quattordicesima a 3,5mln pensionati
21 Novembre Nov 2017 1647 21 novembre 2017

Pensioni, cosa prevede il pacchetto del governo

Dall'esenzione dell'aumento d'età per 15 categorie di lavori gravosi all'allargamento della platea dell'Ape social e al reperimento di fondi ad hoc. Il documento sarà proposto con un emendamento nella legge di bilancio.

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Il pacchetto previdenza presentato dal governo ai sindacati - bocciato ancora dalla Cgil - sarà proposto in un emendamento alla legge di bilancio. Oltre all'esenzione di 15 categorie di lavori gravosi da quota 67 anni, c'è anche lo stop per l'innalzamento dei requisiti di anzianità. Si punta poi ad allargare l'Ape social, l'anticipo pensionistico a carico dello Stato, alla stessa platea, con un fondo ad hoc per prorogarlo e renderlo strutturale. E a riconoscere uno sconto fino a un anno per figlio alle lavoratrici nei requisiti per l'Ape social. Inserito nel testo anche un impegno a proseguire il confronto sulle pensioni future dei giovani e sulle donne. Novità anche sul meccanismo di calcolo della speranza di vita a cui si lega l'età di uscita, dal 2021. Questi i sette punti principali del documento del governo.

1. STOP QUOTA 67 PER 15 LAVORI GRAVOSI. Si indica l'esenzione dall'aumento dell'età per la pensione di vecchiaia a 67 anni dal 2019. Alle 11 categorie di lavori gravosi già individuate dall'Ape social, se ne aggiungono altre 4: operai e braccianti agricoli; marittimi; addetti alla pesca; siderurgici di prima (e questa è l'ultima novità) e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra gli usuranti (già esentati). Le 11 sono: addetti alla concia di pelli; addetti ai servizi di pulizia; magazzinieri e facchini; camionisti; macchinisti e personale viaggiante; gruisti; infermieri e ostetriche che fanno i turni; maestre d'asilo; operai edili; operatori ecologici. Per l'esenzione è necessario aver svolto attività gravose da almeno 7 anni nei 10 precedenti ed avere almeno 30 anni di contributi.

2. SCONTO REQUISITI ANCHE PER PENSIONE DI ANZIANITÀ. Si propone di bloccare l'aumento di 5 mesi anche alle pensioni di anzianità (e non solo di vecchiaia) per le 15 categorie di lavori gravosi. I requisiti per l'uscita anticipata resterebbero fermi a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne (invece di salire, dal 2019, rispettivamente a 43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi).

3. FONDO PER PROROGA APE SOCIAL. Altro punto, «l'accantonamento» in un fondo ad hoc dei risparmi di spesa, con l'obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell'Ape sociale, la cui sperimentazione scade nel 2018. A oggi, l'anticipo pensionistico prevede l'uscita a 63 anni, con un sconto di 3 anni e 7 mesi rispetto alla pensione di vecchiaia.

Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo.

4. PER LE DONNE SCONTO DI UN ANNO PER OGNI FIGLIO. La platea dell'Ape social dal 2018 è destinata ad ampliarsi alle 4 nuove categorie di gravosi, passando quindi dalle attuali 11 a 15. Inoltre, c'è l'impegno del governo ad allargare fino a un massimo di un anno per ogni figlio, entro il limite massimo di due anni, lo sconto sui requisiti di accesso all'Ape social per le lavoratrici con figli (al momento è prevista la riduzione di sei mesi per ogni figlio, sempre fino al massimo di due anni).

5. NUOVO CALCOLO ASPETTATIVA DI VITA. Il governo punta a una revisione «strutturale», per tutti, del meccanismo di calcolo della speranza di vita a cui si adegua l'età di pensione: dal 2021 si potrebbe considerare non solo la media del biennio confrontato con il precedente (e non più lo scarto secco tra un anno e un altro) ma anche fissare un «limite massimo di tre mesi» per ogni futuro rialzo. Se si registrasse un incremento superiore, sarebbe riassorbito nell'adeguamento successivo. Si terrebbe conto anche dell'eventuale riduzione della speranza di vita, che andrebbe però scalata dal biennio successivo.

6. COMMISSIONE AD HOC. Si guarda a una Commissione tecnica di studio (composta da Mef, ministeri Lavoro e Salute, Istat, Inps e Inail e con la partecipazione anche di esperti indicati dalle organizzazioni datoriali e sindacali) per una rilevazione «su base scientifica della gravosità» delle diverse occupazioni, «anche in relazione all'età anagrafica dei lavoratori». Si prevede che concluda i lavori «entro il 30 settembre 2018» e che «entro i 10 giorni successivi» il governo presenti al parlamento una relazione.

7. GIOVANI E DONNE RESTANO PRIORITÀ. Proseguire il dialogo con i sindacati per affrontare le problematiche inserite nella 'fase due' sulla previdenza. In particolare, il governo concorda sulla necessità di «dare priorità alla discussione» sulla «sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani al fine di assicurare l'adeguatezza delle pensioni medio-basse nel regime contributivo». Tra i temi a cui dare priorità anche lo sviluppo della previdenza complementare.

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