Tar
24 Novembre Nov 2017 1534 24 novembre 2017

Legge di Stabilità 2018, le novità del 24 novembre

In arrivo 125 magistrati ausiliari, con l'obiettivo di smaltire il contenzioso amministrativo. Prorogato al 2018 il divieto degli incroci proprietari tra tivù e giornali.

  • ...

In arrivo 125 magistrati ausiliari con l'obiettivo di smaltire il contenzioso amministrativo. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra, depositato in commissione Bilancio al Senato (leggi anche: Manovra, nel 2019 stop all'aumento dell'età pensionabile per i lavoratori impegnati in attività gravose).

MAGISTRATI, NESSUN ONERE A CARICO DELLO STATO. Nella proposta di modifica si prevede la nomina di «25 magistrati per il Consiglio di Stato e di 100 magistrati per i Tribunali amministrativi». La nomina, si legge, non potrà durare più di tre tre anni. La spesa è pari a 1,125 milioni di euro per il 2018, 1,375 all'anno per il biennio 2019-2020, e 250 mila per il 2021. Nessun onere, tuttavia, è a carico dello Stato, perché i fondi arriveranno dal bilancio del Consiglio di Stato e dal contributo unificato previsto dal 2011.

ARRIVA MILLEPROROGHE LIGHT. Il governo ha inoltre depositato un emendamento che rappresenta una sorta di Milleproroghe light, perché rispetto ai classici provvedimenti Milleproroghe di fine anno è composto soltanto da tre pagine e otto commi. Tra gli interventi prorogati per il 2018 c'è anche il divieto degli incroci proprietari tra tivù e giornali.

DIVIETO INCROCI PROPRIETARI TIVÙ-GIORNALI. Come negli scorsi anni Il divieto non riguarda le testate online, mentre si applica alle imprese controllate, controllanti o collegate. Con la nuova proroga, dunque, i soggetti che esercitano attività televisiva in ambito nazionale su qualunque piattaforma, e che sulla base dell'ultimo provvedimento di valutazione del valore economico del sistema integrato delle comunicazioni adottato dall'Agcom abbiano conseguito ricavi superiori all'8% di detto valore economico prima del 31 dicembre 2018, non possono acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di giornali quotidiani, con l'eccezione delle imprese editrici di giornali quotidiani diffusi esclusivamente online. Il divieto riguarda anche le imprese i cui ricavi nel settore delle comunicazioni elettroniche sono superiori al 40% dei ricavi complessivi di quel settore, anche attraverso società controllate o collegate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso