Massimo D'alema
MAMBO
29 Novembre Nov 2017 1004 29 novembre 2017

Cari Mdp-Articolo Uno, sicuri che gli astenuti vi voteranno?

Gli elettori di sinistra che non vanno alle urne hanno fatto una scelta meditata e sofferta. Sono stati traditi. E non torneranno se non ci sarà un sussulto, dei gesti forti veri, una discontinuità netta. Capito, D'Alema?

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Le numerose e ripetute dichiarazioni dei dirigenti di Mdp-Articolo Uno, e soprattutto di Massimo D’Alema, di rivolgersi prevalentemente al popolo di astenuti, hanno un doppio significato. Il primo riguarda direttamente quel mondo di renitenti al voto in cui la componente di sinistra è molto forte. Parlare direttamente a loro significa in qualche modo prendere l’impegno di realizzare quegli ideali feriti dalla gestione di Matteo Renzi del Partito democratico.

GESTO PACIFICATORIO COL PD. Paradossalmente, il secondo significato è pacificatorio nei confronti del Pd e dello stesso Renzi. È come dire: stai-state tranquilli, non serve farsi la guerra nelle piazze o in tivù perché non vogliamo i vostri voti e voi non potete prendere quelli che vi hanno lasciato. In verità ci sarebbe un terzo significato più malizioso. Non attaccando direttamente il Pd (anche se credo che a molti dirigenti di Articolo Uno scapperà sovente la frizione) si potrebbe evitare di ricompattare gli elettori democrats e aspirare a fare breccia fra alcuni di loro.

La linea della classe dirigente di sinistra è stata talmente ondivaga che avrebbe fatto girar la testa anche a Occhetto accusato di condurre la sua barca un po’ di qua e un po’ di là

Il tema astenuti è trattato però con una certa superficialità. So che questa frase può apparire presuntuosa, ma voglio dire una cosa molto semplice. Chi si è astenuto, soprattutto se elettore di sinistra, non ha fatto una scelta di impeto, l’ha lungamente meditata, molti ci avranno addirittura sofferto.

DELUSIONE DELLE PROSPETTIVE. Stiamo parlando di gente seria, spesso del vero zoccolo duro dei partiti di sinistra e soprattutto di quelli che vengono dal Pci-Pds-Ds-Pd. La delusione ha riguardato molti aspetti. È stata una delusione sulla prospettiva. Alcun ideale ha sostituto la prospettiva di cambiamento radicale. La linea seguita dalla classe dirigente di sinistra è stata talmente ondivaga che avrebbe fatto girar la testa anche ad Achille Occhetto accusato di condurre la sua barca un po’ di qua e un po’ di là. Le leadership non sono state simpatiche, da Romano Prodi a D’Alema a Giuliano Amato. E perfino Walter Veltroni, nato simpatico, con il suo gusto per i bei gesti aveva un po’ stufato.

LA SINISTRA NON C'ERA E BASTA. Infine questa sinistra non votabile non stava più tra le persone, non la incontravi ai mercati, non la vedevi davanti ai luoghi di lavoro, non c’era punto e basta. Aggiungo infine che la classe dirigente più giovane è sembrata peggiorare la specie con quella sequenza di trasformismi e di vizio del tradimento da far scandalo.

Matteo Renzi.

Se volessimo essere pignoli troveremmo altre 100 motivazioni. Io non sottovaluterei il fatto che nell’astensione dei 60enni e oltre vi sia una rivalsa di cittadini di sinistra che hanno fatto politica con generosità e sacrifici con molti dirigenti attuali andando, però, in pensione con poco mentre “molti di noi” hanno avuto pensioni migliori, talvolta molto migliori. Insomma per far tornare l’astenuto al voto ci vorrà un sussulto, un gesto forte, un fatto rivoluzionario.

D'ALEMA NEL SUO RECINTO. La nascita di un partito che si colloca a sinistra è un gesto forte, anche se D’Alema si mostra preoccupato di chiudersi in un recinto stretto e mira a federare tutto ciò che non è renziano ed è progressista. È infatti un gesto forte la chiusura con Renzi, che in molte aree elettorali raccoglie antipatia irrevocabile. Tuttavia manca il gesto forte vero, quello cha segna la discontinuità.

La gara non dovrà essere con i populisti Renzi, Salvini Berlusconi e Di Maio. Quelli sono frutto di una stagione che si esaurirà. Mandateli al governo e moriranno

Provo a dirlo papale papale. La gara non dovrà essere con i populisti. Quelli sono frutto di una stagione che si esaurirà. Mandateli al governo e moriranno. Non ci si deve opporre a Renzi, Salvini Berlusconi e Di Maio (non tutti repellenti allo stesso modo) per ragioni estetiche o di bon ton, ma perché si allude - tenetevi forte! - ad altra società.

MAI STATO UN ESTREMISTA. La mia militanza politica è sempre stata nelle aree generalmente moderate della sinistra, e anche il berlinguerismo lo è stato con quel compromesso fra rivoluzione e conservazione. Non sono un vecchio estremista e da un gruppo estremista frequentato da giovane e da me fondato, come spesso ho ricordato, fui espulso da mia sorella e mio cognato perché moderato.

RIAPRIRE AL SOCIALISMO. Dico questo per dire che gli eventi della storia spingono anche i moderati a radicalizzarsi e a porre in discussione il sistema. Per questo ho polemizzato su Turati con Recalcati e polemizzerò con tutti i socialisti che si ritengono tali ma stanno a destra. Il tema di oggi è come reinventare il socialismo. Articolo Uno non lo metterà nel simbolo, ma non lo strapperà dal cuore di chi vuole riportare al voto.

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