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Giro Gerusalemme
1 Dicembre Dic 2017 1452 01 dicembre 2017

Giro d'Italia, la Palestina: «Gli organizzatori hanno ceduto al ricatto di Israele»

L'ambasciatore a Roma accusa: «Così si asseconda una pretesa di annessione condannata dalle risoluzioni Onu». Ancora più dura la condanna dell'Olp: «Complici dell'occupazione».

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L'ambasciata di Palestina a Roma accusa il Giro d'Italia di aver «ceduto al ricatto» di Israele, rimuovendo l'aggettivo «Ovest» dalla denominazione di Gerusalemme. L'ambasciata di Palestina ha espresso inoltre rammarico «per l'evidente politicizzazione» del Giro: «Cedendo alle pressioni politiche di Israele, gli organizzatori assecondano una pretesa di annessione condannata dalle risoluzioni dell'Onu, assumendosi una responsabilità politica che non solo non compete loro, ma che differisce dalla posizione politica della comunità internazionale, Italia compresa» (leggi anche: Il Giro d'Italia cede a Israele: sparisce la dicitura "Gerusalemme Ovest").

MOTIVAZIONI POLITICHE DIETRO IL PRESUNTO «RICATTO». La nota della sede diplomatica palestinese prosegue ricordando come, nella giornata del 30 novembre, alcuni ministri del governo israeliano «avevano minacciato di non partecipare all'evento sportivo se la definizione di Gerusalemme Ovest non fosse stata modificata, e sono stati accontentati». La motivazione sarebbe «squisitamente politica» e «contraria al diritto internazionale».

IL MANCATO RICONOSCIMENTO DELLA SOLUZIONE DEI DUE STATI. Per l'ambasciata palestinese, infatti, affermare che Gerusalemme sia la capitale di Israele, senza Est né Ovest, «costituisce una distorsione della realtà e contraddice le Risoluzioni 242, 338 e seguenti delle Nazioni unite, secondo cui Gerusalemme Est è stata occupata da Israele nel 1967 insieme alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza». Non riconoscere Gerusalemme Est come capitale dello Stato di Palestina «significa non riconoscere la soluzione dei due Stati».

CONDANNA SENZA APPELLO DA PARTE DELL'OLP. Ancora più dura la posizione espressa dall'Olp, l'organizzazione presieduta da Abu Mazen: «Il Giro d'Italia tenta di placare Israele presentando Gerusalemme come una città unificata sotto sovranità israeliana. Il Giro servirà solo a legittimare l'annessione di Gerusalemme e a distorcere l'autenticità e il carattere della città. Organizzando un evento del genere, il Giro si fa complice dell'occupazione militare israeliana e delle sue notevoli violazioni del diritto internazionale».

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