Camusso
2 Dicembre Dic 2017 1122 02 dicembre 2017

Pensioni, la mobilitazione generale della Cgil

Manifestazioni a Roma e in altre città contro il pacchetto del governo. Susanna Camusso: «Bisognerà ricostruire i fili con Cisl e Uil». E sull'articolo18: «Non è totem ideologico».

  • ...

«Pensioni, i conti non tornano!». È questo lo slogan della mobilitazione generale indetta dalla Cgil per sabato 2 dicembre. Cinque le manifestazioni organizzate dalla confederazione dopo l'esito del confronto con il governo sulla previdenza, considerato «insufficiente»: a Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari. In piazza nella capitale c'è la segretaria generale Susanna Camusso.

LE RIVENDICAZIONI DELLA CGIL. Tra le rivendicazioni al centro della mobilitazione, «bloccare l'innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, riconoscere il lavoro di cura». Oltre alle motivazioni sulla previdenza, il sindacato di Corso d'Italia chiede anche di «cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l'occupazione, estendere gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti il diritto alla salute, rinnovare i contratti pubblici».

«RICOSTRUIRE I FILI CON CISL E UIL». «Bisognerà ricostruire i fili» dell'unità sindacale, ha spiegato Camusso riferendosi alla rottura con Cisl e Uil sulla vertenza pensioni. «Lo diciamo con amarezza», ha sottolineato, «facciamo fatica a capire perché ci siano giudizi diversi da parte delle altre organizzazioni. Li rispettiamo, ovviamente, ma tutti crediamo che dobbiamo valutare quanto siano lontani dalla piattaforma» unitaria. «Oggi è la prima mobilitazione, non ci fermiamo», ha assicurato la segretaria generale dal palco romano. «Continueremo nei prossimi giorni, anche in parlamento presidieremo la discussione sulla legge di bilancio. Continueremo a organizzare assemblee e scioperi nei luoghi di lavoro per sostenere le nostre vertenze». E ha aggiunto: «Continuiamo a lavorare per programmare la prossima mobilitazione generale, che, ve lo posso assicurare, non è lontana nel tempo». Sull'articolo 18 ha poi ribadito: «Non è un totem ideologico, come dice l'ex premier, ma è una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro».

Da Milano dove è impegnato in una iniziativa Pd a sostegno di Giorgio Gori candidato a governatore della Lombardia, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha commentato la mobilitazione della Cgil in corso in 5 città. «Non ho mai paura quando la gente va in piazza con una proposta, con un'idea, ho paura quando ci va contro qualcuno», ha detto. «Credo che sia giusto che un grande soggetto della rappresentanza del mondo del lavoro esprima le sue opinioni, eserciti le sue pressioni sulle istituzioni con una dialettica che è fisiologica». Orlando ha poi sottolineato: «Credo si siano fatti dei passi avanti altrimenti non comprenderebbe perché Cisl e Uil hanno detto sì alla proposta del governo. Se ci sono le condizioni anche per approfondire il tema e per fare dei passi ulteriori avanti, credo che queste condizioni vadano cercate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso