I 400 colpi

Boschi Ghizzoni
6 Dicembre Dic 2017 1004 06 dicembre 2017

Scommettiamo che la vicenda Ghizzoni finirà a tarallucci e vino?

La Commissione sulle banche dovrebbe sentire al più presto l'ex ad di Unicredit. Ma il banchiere potrebbe sostenere di aver parlato di Etruria con Boschi senza subire però pressioni. Una versione che chiuderebbe un colpevole la vicenda.

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Si può ragionevolmente pensare che una Commissione fatta apposta per indagare sugli scandali bancari possa non sentire Federico Ghizzoni, ovvero l’ex amministratore delegato di Unicredit che secondo quanto scritto nel libro sui poteri forti di Ferruccio de Bortoli si sarebbe stato tirato per la giacchetta da Maria Elena Boschi sul caso Etruria? No, non si può. Tanto più dopo che la ministra ha intentato (prendendosela per altro comoda, visto che dal fattaccio sono passati sette mesi) causa per danni all’ex direttore del Corriere. Non audire Ghizzoni, oltre che un paradosso, sarebbe un colpo esiziale per la credibilità dei parlamentari.

IL RODEO DI POLITICA E BANCHE. Questo anche se è evidente a tutti, ma il rischio era ampliamente previsto, che l’alzare i veli sulle poco commendevoli vicende di alcuni istituti di credito avrebbe offerto il destro allo scatenarsi di una corrida politica. «Un rodeo» l’ha definito il presidente della Commissione Casini che sin qui, a onor del vero e nonostante tutti gli scetticismi della vigilia, ha ben condotto i suoi lavori. Un rodeo dove ogni partito ha i suoi cavalli da esibire per far vedere che in fatto di responsabilità nelle vicende oggetto d’indagine, il più pulito ha la rogna. Per cui, a una pressante richiesta delle opposizioni perché si faccia luce su Etruria e il ruolo della pupilla di Renzi (pressante per tutti meno che, guarda caso, per una riluttante Forza Italia che forse pensa già al post voto in chiave di larghe intese), ecco che il Pd vuol portare in aula Zonin, Zaia e Tremonti.

Non audire Ghizzoni, oltre che un paradosso, sarebbe un colpo esiziale per la credibilità dei parlamentari.

Come i più attenti non avranno mancato di osservare, la disfida è tutta Etruria contro banche venete. Con il Pd, sulla prima, impegnato a dimostrare l’estraneità della Boschi e invece sulle due popolari nordestine a far emergere la disattenzione o, peggio, la convivenza di qualche pezzo grosso della politica locale. E gli altri invece, 5 stelle in testa, che sulla popolare aretina pensano di poter sferrare a Renzi e ai suoi un colpo mortale.

Ma nonostante l’inevitabile rischio di strumentalizzazioni, l’ex capo di Unicredit deve essere chiamato a testimoniare. Conviene anche all’interessata che ciò avvenga, e in tempi rapidi in modo da diradare i sospetti. Se la Boschi, come più volte affermato, dice di non aver mai chiesto a Ghizzoni di intervenire in soccorso di Etruria, e l’interessato confermasse, dovrebbe sentirsi sollevata. Viceversa, se invece il banchiere confermasse la versione di De Bortoli, dovrebbe senza indugio dimettersi.

LA SOLUZIONE ALL'ITALIANA. C’è anche una terza ipotesi, ovvero una soluzione all’italiana, che salverebbe capra e cavoli. Ghizzoni potrebbe sì dire di aver parlato con al Boschi di Etruria, ma senza che subire dalla ministra pressioni per intervenire. Normali quanto generiche chiacchiere davanti a una tazzina di caffè tra un importante esponente del governo e il responsabile di una grande banca sullo stato del sistema creditizio. Vogliamo scommettere che finirà così ?

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