Marcello Dell'utri
GIUSTIZIA
7 Dicembre Dic 2017 1739 07 dicembre 2017

Dell'Utri resta in carcere e inizia lo sciopero della fame

Il tribunale di sorveglianza di Roma respinge la richiesta di sospensione della pena dell'ex senatore. Che annuncia la protesta contro i giudici: «Mi vogliono morto».

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Il tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di sospensione della pena presentata dai legali dell'ex senatore Marcello Dell'Utri, che sta scontando una condanna a sette anni per concorso in associazione mafiosa. I legali avevano motivato la richiesta sulla base delle cattive condizioni di salute del detenuto.

SCIOPERO DELLA FAME E DELLE CURE. Per tutta risposta, lo stessio Dell'Utri ha annunciato attraverso i suoi legali di avere intrapreso lo sciopero della fame e delle cure. «Preso atto della decisione del tribunale che decide di lasciarmi morire in carcere» - ha riferito agli avvocati De Federici e Filippi - «ho deciso di farlo di mia volontà adottando da oggi lo sciopero della terapia e del vitto».

Alla richiesta di sospensione pena si è opposto il procuratore generale, Pietro Giordano che, sulla scorta di quanto accertato dai periti del tribunale, ha sostenuto che, nonostante la sua patologia, Dell'Utri potesse restare in cella. L'ex senatore, affetto da patologie cardiache e oncologiche, è detenuto a Rebibbia. Una presa di posizione, quella del pg, che era andata contro il parere degli stessi consulenti della procura generale che si erano espressi per la incompatibilità tra le condizioni cliniche e lo stato detentivo.

L'INTERVENTO DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI. I legali di Dell'Utri, all'udienza davanti al tribunale di sorveglianza, avevano dichiarato che una decisione contraria da parte dei giudici avrebbe potuto avere delle ripercussioni psicologiche gravi sul detenuto già molto provato. Sulla vicenda è intervenuta anche la Corte europea dei diritti umani, che ha chiesto al governo italiano di valutare se continuare a tenere Dell'Utri in carcere violi o meno il diritto a non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti.

PATOLOGIE SOTTO CONTROLLO FARMACOLOGICO. Per i giudici e per i periti da loro nominati le patologie cardiache e oncologiche di cui Dell'Utri soffre, «sono sotto controllo farmacologico e non costituiscono aggravamento del suo stato di salute. La terapia può essere effettuata in costanza di detenzione sia in regime ambulatoriale che di ricovero ospedaliero». Nel provvedimento il tribunale parla insomma di «quadro patologico affrontabile in costanza di regime detentivo». «D'altronde» - precisa il collegio - «Dell'Utri è seguito da suoi specialisti e nessuno ha ravvisato ritardi nelle cure» Non ci sarebbe alcun aggravamento delle condizioni di salute dell'ex senatore, dunque. E «la pena» - hanno spiegato - «può assumere il suo carattere rieducativo non prestandosi a giudizi di contrarietà al senso di umanità».

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