Gerusalemme: morto palestinese ferito

Tensione a Gerusalemme

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FRONTIERE
7 Dicembre Dic 2017 0800 07 dicembre 2017

Su Gerusalemme Trump è riuscito a fare peggio di Obama

Perché la mossa di trasferire l’ambasciata Usa nella città contesa è semplicemente prematura e drammaticamente sbagliata.

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Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele, meglio ancora, lo è stata per 3.000 anni. Punto. Ma la mossa di Trump di trasferirvi l’ambasciata Usa è semplicemente prematura e drammaticamente sbagliata. Il nodo vero e tragico della questione è che purtroppo tutto il mondo islamico si rifiuta di accettare la incontrovertibile verità di una Gerusalemme capitale dello Stato di Israele, degli ebrei, per ragioni ben più pesanti della politica, ma che coinvolgono alle radici il nodo fondamentale della Rivelazione islamica.

LA FORZATURA DEL CORANO. Maometto nel Corano ha infatti esposto una operazione di legittimazione dell’Islam quale discendenza, continuità nelle perfezione dell’ebraismo e del cristianesimo che ha trasformato “a freddo “ Gerusalemme in terza città santa dell’Islam. La città dalla quale il cavallo alato al Baraq, partendo dalla Roccia che fu il fulcro del Tempio lo trasportò appunto nel suo viaggio verso l’Empireo. Fu così inventata, a parole, una Gerusalemme terrena quale raccordo diretto, materiale, tra la città degli uomini dell’Islam e la città di Dio.

I PRIMI ARABI NELLA CITTÀ SOLO NEL 637 DC. A questa meta-storia religiosa, a questa trascendenza in cielo del Profeta a partire da Gerusalemme, si somma una incredibile e falsissima storiografia araba che da una parte definisce “arabi” i filistei e i cananei (che erano invece Fenici) e si rifiuta di prendere atto che i primi arabi entrarono a Gerusalemme solo nel 637 dopo Cristo, sulle armi del Califfo Omar che vi edificò, appunto la Moschea della Roccia, sulla spianata del Tempio ebraico. Dall’altra parte, questa meta-storia, nega con sfacciata impudenza e totale irrisione dei dati storici, l’enorme storia ebraica e solo ebraica sia di Israele che di Gerusalemme (vedi le recenti e vergognose risoluzioni dell’Unesco).

Maometto nel Corano haesposto una operazione di legittimazione dell’Islam quale discendenza, continuità nelle perfezione dell’ebraismo e del cristianesimo che ha trasformato “a freddo “ Gerusalemme in terza città santa dell’Islam

Tutto il “rifiuto arabo” di Israele, tutte le guerre arabe contro Israele, tutta la “resistenza” terroristica di Hamas contro Israele si motivano quindi non solo con ragioni di geopolitica, di nazionalismo (come credono l’ignorante e ignava Europa e la sinistra), ma appunto con questo fondamentale “a priori” religioso e coranico. Per questa ragione la mossa di Trump appare come una stupida provocazione fine a sé stessa.

IL PIANO DI PACE DEL 2001 STRALCIATO DA ARAFAT. Israele, peraltro, ha dato ampia prova di essere disposto a una bipartizione della capitale tra arabi e israeliani. Il piano di pace – sponsor Bill Clinton - che Ehud Barak offrì a Yasser Arafat nel 2000 a Camp David e nel 2001 a Taba prevedeva appunto una Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina e una Gerusalemme Ovest capitale dello Stato di Israele, oltre la restituzione del 95% dei Territori occupati dal 1976 da Israele. Ma Arafat, sciaguratamente, rifiutò.

Un domani, in estrema sintesi, la mossa di Trump, di fatto il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele, potrà avere senso, potrà essere possibile senza lacerare ogni possibilità di compromesso non solo con i palestinesi, ma con tutto il mondo islamico, solo al termine di una trattativa e di un accordo definitivo. Anticiparli, sostenendo per di più che lo spostamento dell’ambasciata Usa favorisce le trattative, avrà solo la conseguenza opposta di aprire una fase di tensioni sanguinose non solo tra Israele e i palestinesi, ma anche tra Israele e tutto il mondo islamico.

UNA MOSSA DA GIOCATORE DI POKER AVVENTURISTA. È la mossa di un giocatore di poker avventurista che non ha carte in mano, perché è evidente che lo stesso reggente saudita Mohammed bin Salman, che in questi mesi ha intessuto una trattativa con Netanyhau per riavviare il processo di pace, non solo non potrà avvallarla e sarà costretto a condannarla, ma sarà indebolito nelle sue pressioni su Abu Mazen perché accetti il piano di pace di Ryad del 2002 e cessi la sua politica di inutili successi in sede Onu e Unesco (incluso il rifiuto delle origini ebraiche di Gerusalemme). Fare peggio di Barack Obama nei confronti del Medio oriente è difficile. Ma Donald Trump ci sta riuscendo.

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