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MAMBO
7 Dicembre Dic 2017 1208 07 dicembre 2017

Appello alle teste pensanti del Pd: mollate Renzi prima che sia tardi

Fate ancora in tempo a correggere la rotta e guidare questa barca che sta andando alla deriva. Di fronte a voi avete un partito di sinistra per bene e istituzionale.

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Vorrei dire a tutti i “renziani assoluti”, spesso tifosi di precedenti altre leadership prepotenti, che questa volta devono farse una ragione. Contro Renzi non c’è D’Alema, non c’è il Paese che non ha capito la grandiosità delle sue riforme, non c’è il borbottio di Cuperlo o di Orlando, non c’è neppure la presenza ingombrante di una Virginia Raggi versione Pd come è la ministra Boschi. No, contro Renzi c’è Renzi. La politica di questi anni ha permesso tutto. Essendoci vuoti culturali pazzeschi, chiunque ha avuto la possibilità di diventare personaggio, urlare un po’, trovare un seguito. Il problema è stato mantenerlo. Lo schemino su cui ha lavorato Renzi, e che ha trovato gli applausi di ex berlusconiani, ex craxiani, ex dalemiani e di una folla di militanti che si era convita di avere trovato un capo con “cazzimma” incorporata, era questo: mi prendo il partito, do una segata a tutti quelli di prima a cominciare dal “problema Prodi “ al Quirinale. Poi con la “rottamazione “ butto fuori dalla politica tutti gli ex comunisti, tranne qualche cagnolino affamato, mi faccio protagonista della “rivoluzione giovanile” e così vedi che scossa do al Paese.

RENZI HA SRAGIONATO. Dietro questa impalcatura nulla c’era come dietro le cinematografiche città fantasma di Cinecittà. È nata da qui l’idea di onnipotenza che ha fregato tutti i leader più ambiziosi di questa Seconda repubblica. Renzi ha fatto molti errori ma il più grosso, oltre l’accondiscendenza verso la Boschi, è stato il referendum istituzionale. Lo dico senza l’acrimonia e il maramaldeggiamento del vincitore. Ho votato “sì” perché mi sembrava che la fine del bicameralismo perfetto sarebbe stato un bene per il Paese. Renzi invece ha caricato sul referendum motivazioni improprie tutte legate alla sua persona e ha preso una botta che avrebbe stroncato un bisonte. Lui no, ha ripreso a giochicchiare con la politica come fosse successo niente, perfino ha continuamente “sfottuto” la maggioranza degli italiani del “no” dichiarando che il torto era dalla parte loro non dalla parte sua. Non si era mai visto un uomo politico così. E non c’è stato nessuno dei suoi o dei suoi alleati, compreso quelli di sinistra, che gli ha detto che stava sragionando, che quando si perde si riflette sui propri torti non su quelli del vincitore, e che soprattutto non è vero che “molti nemici molto onore”.

Prendete quel che è accaduto il 6 dicembre. Renzi ha spremuto come vecchi limoni Pisapia e Alfano. Alfano gli ha fatto da spalla in tutti questi anni ed è stato abbandonato come un cane ai primi dell’estate. Pisapia aveva il compito di fare una lista alleata con il Pd avendo come obiettivo di sottrarre quanta più sinistra possibile a D’Alema immaginando che con qualche salamelecco a Prodi l’ex capo dell’Ulivo si sarebbe acconciato a fargli da apripista così da guadagnare forse anche la simpatia di quella brava persona che è Bersani. Che Renzi e Pisapia abbiano pensato di giocarsi Prodi e Bersani è roba da Tso. Nasce da qui la terribile prospettiva che ora ha il Pd, triste solitario y final. Nessun piddino potrà dire “io non c’ero”. Fate ancora in tempo a correggere la rotta, tanto di fronte a voi avete un partito di sinistra per bene e istituzionale (mica Corbyn) con cui provare a coabitare come in una Kommunalka sovietica dove si stava nella stessa casa, spesso anche odiandosi ma sapendo che essendo il cesso in comune bisognava pur rispettarsi. Se c’è ancora qualche testa pensante nel Pd metta Renzi in una stanza a giocare a biliardino con quel cagnolino pelato con la barba e guidi questa barca che sta andando alla deriva.

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