FAZIO
11 Dicembre Dic 2017 1339 11 dicembre 2017

Foglioline, viaggio all'origine di una bufala

Grasso dopo l'ospitata da Fazio finisce nell'occhio del ciclone social per la presunta uscita maschilista. Eppure il presidente del Senato non ha mai paragonato le donne a fogliame, anzi.

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Lunedì 11 dicembre ci siamo svegliati con un #foglioline tra i trending topic di Twitter. Dopo qualche minuto di ricerca, è stato svelato il piccolo arcano: tutta colpa di Pietro Grasso che a Che Tempo Che fa ha parlato della sua avventura in politica presentando il simbolo di Liberi e Uguali, la lista a sinistra del Pd che vede riuniti Sì-Mdp e alcuni del disciolto Campo Progressista. Il presidente del Senato avrebbe paragonato le donne a foglioline. Foglioline? Apriti cielo. L'Ansa, del resto, in un lancio di domenica sera (21 e 07) riporta virgolettate le sue parole: «Ci sono alcune foglioline, a forma di E, che indicano le donne presenti nel nostro movimento e il ruolo che svolgono nel Paese».

Il lancio Ansa di domenica 10 dicembre.

L'indignazione, naturalmente, è montata. Ma come, una lista di sinistra senza donne leader si permette non solo di non annoverare donne leader (cercasi altre donne leader nella politica italiana, grazie) ma pure di paragonare le compagne a foglioline? Su Twitter si alza la bufera. Lorella Zanardo autrice de Il Corpo delle Donne parte all'attacco: «Schedine meteorine Veline. Per Natale la sinsitra liberieuguali promuove le donne e definisce il nostro ruolo: Foglioline».

Dietro di lei si muovono alcune parlamentari ed esponenti del Pd. Tra cui Anna Rita Leonardi - «Anni di lotte per la parità ed il riconoscimento dei diritti, e per la "sinistra sinistra" le donne diventano #foglioline. AIUTO!», scrive la dirigente dem - Anna Paola Concia che invita a seguire il profilo "ironico" @Lefoglioline nato per l'occasione. E persino Emanuele Fiano. A denunciare la scarsa sensibilità per la questione femminista non ci sono solo pasdaran del Nazareno ma anche giornaliste e giornalisti di tutto rispetto.

Non può però sfuggire il fatto che la polemica sul maschilismo di Grasso è tutto grasso, sì, ma che cola per il Renzi team: il rischio infatti è che invece di erodere consensi al M5s la creatura di sinistra li rubi proprio al Pd renziano. E infatti puntuale, il giorno dopo, a dare la spallata arriva pure Democratica, il giornale formato pdf del Pd nato dalle ceneri de L'Unità, che nella sua "Scintilla" chiede conto a Grasso di quella dichiarazione così fuori luogo: «Esattamente che vuol dire, presidente?».

Esattamente che vuol dire? Semplice: nulla. Perché quelle parole Grasso non le ha mai pronunciate. Nel passaggio incriminato il presidente del Senato cita sì le foglioline - un riferimento all'ambiente, spiega - ma ribadisce più volte l'importanza della parità di genere: la E (composta da foglioline, sì) sta quindi per libere. Basta rivedere lo spezzone su Raiplay per rendersene conto. Vero: la performance televisiva di Grasso lascia a desiderare. Il presidente, forse poco avvezzo al marketing di se stesso (a differenza di altri ospiti di Fazio), è parso impacciato. Che dire poi del simbolo? Un vecchio slogan di Emergency al cui logo si ispirano le tanto famigerate foglioline. E pure il nome del leader stona con i proclami contro la personalizzazione della politica.

ANZALDI E I DATI D'ASCOLTO. Per non parlare della colpa di aver fatto perdere spettatori alla trasmissione, come fa notare diligentemente su Facebook il pddino Michele Anzaldi. «Con Grasso, RaiUno perde mezzo milione di telespettatori rispetto a Renzi», tuona dalla bacheca. «Non sono bastate la violazione del pluralismo, la presentazione di un simbolo elettorale in una trasmissione di intrattenimento, la scorrettezza di invitare l'ennesimo ospite contro Renzi (dopo Di Maio e Berlusconi), la costosissima presenza degli U2 (a proposito, quanto hanno preso per la performance?): nel confronto degli ascolti, la puntata con Piero Grasso fa tornare indietro Che Tempo che fa al 14%, mentre una settimana fa con con il segretario Pd aveva avuto il picco dell'ultimo mese con il 15,4%».

Con Grasso, Rai1 perde mezzo milione di telespettatori rispetto a Renzi. Non sono bastate la violazione del pluralismo,...

Geplaatst door Michele Anzaldi op maandag 11 december 2017

Per le critiche al simbolo, invece, il "colpevole" è Alberto Civati, grafico e fratello minore del fondatore di Possibile che l'ha realizzato gratuitamente, insomma per la causa. Il logo, ha raccontato Civati a Un giorno da pecora, è stato consegnato solo sabato. «Ci ho lavorato nell'ultima settimana, i tempi sono stati brevi», ha ammesso, sottolineando come ci fosse «la necessità di dare una lettura anche femminile a quel 'Liberi'». Così il grafico monzese ha pensato di giocare con la "E". E le celebri 'foglie'? «Non sono foglie, è un tratto grafico». Insomma criticare Grasso e la lista Liberi e Uguali è facile. Ci si può attaccare quasi a tutto tranne che a una cosa: le foglioline. Che in realtà non erano nemmeno tali ma «tratti grafici». E dire che Renzi e il suo Pd sono in prima linea contro le fake news.

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