Pensioni
15 Dicembre Dic 2017 0800 15 dicembre 2017

Pensioni, le proposte politiche dei partiti per gli over 60

Forza Italia vuole portare le minime a 1.000 euro. Il M5s parla di 780 euro. Lega contro la legge Fornero. Più morbidi Fdi. Il Pd guarda ai lavori usuranti. Cgil-Mdp contro l'aumento dell'età del ritiro. I programmi.

  • Angelo Amante
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L’Italia spende in pensioni più del 15% del Prodotto interno lordo (Pil). L’età di ritiro effettiva è sotto i 63 anni, nonostante la pensione di vecchiaia sia fissata a 66,7 anni. I giovani, quelli che hanno già un lavoro, finiranno di lavorare a 71 anni compiuti. È la fotografia del sistema pensionistico italiano che viene fuori dal rapporto pubblicato martedì 5 dicembre 2017 dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), Pensions at a Glance 2017.

SQUILIBRIO DI 87 MILIARDI PER L'INPS. Esiste un gap tra prestazioni erogate dall’Inps, che nel 2016 ammontavano a 307,8 miliardi di euro, e contributi versati, pari a 220,5 miliardi. Poco più di 87 miliardi di squilibrio. Non sono pochi, in un Paese in cui l’85% delle pensioni è ancora calcolato con il metodo retributivo, che considera la media degli stipendi incassati negli ultimi anni di lavoro.

CHI PAGA LE PENSIONI DI DOMANI? In Italia poi nascono sempre meno bambini. Nel 2016, dice l’Istat, ci sono stati 12 mila nati in meno rispetto al 2015. Negli ultimi otto anni le nascite sono diminuite di 100 mila unità. Chi pagherà le pensioni di domani? Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, al termine di un’audizione in commissione Lavoro alla Camera si è detto «preoccupato» dalle costose proposte avanzate dai leader in questa fase pre-elettorale.

Le famose lacrime dell'ex ministro Elsa Fornero, che dà il nome alla legge sulle pensioni.

La legge di Bilancio, già licenziata dal Senato e in discussione alla Camera, contiene un emendamento del governo su lavoro e previdenza con interventi per 300 milioni di euro. Il più importante è l’esclusione per 15 categorie dall’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, che secondo l’Istat è aumentata di cinque mesi. Tutti gli altri, a partire dal 2019, andranno in pensione a 67 anni in virtù della legge Fornero.

IL "SENTIERO STRETTO" DI PADOAN. Le questioni previdenziali saranno tra i temi al centro della campagna elettorale, e i partiti si affannano a mettere in campo proposte in grado di conquistare platee il più possibile ampie. Il governo intende mantenere la politica economica su quel “sentiero stretto” a cui più volte ha fatto riferimento il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Un’ambizione che si scontra con i progetti delle forze politiche a caccia dei voti degli over 60.

1. Forza Italia: minime a mille euro, anche per le mamme

Al centro del dibattito ci sono gli effetti a medio-lungo termine della legge Fornero e le pensioni minime. Quelle su cui punta Forza Italia. Silvio Berlusconi ha promesso di alzarle a mille euro, «anche per le mamme», ha aggiunto nel corso del suo intervento a Mattino 5. Nel 2016, secondo dati Inps, gli italiani che percepivano una pensione fino a 500 euro mensili erano 1,7 milioni. Raddoppiare questa cifra comporterebbe un esborso aggiuntivo superiore ai 4 miliardi di euro.

Silvio Berlusconi.

2. Lega: cancellazione della legge Fornero

La Lega di Matteo Salvini sta combattendo da anni una battaglia contro la legge Fornero, la riforma approvata nel 2011 dal governo Monti e che prende il nome dall’ex ministra del Lavoro. Il leader leghista ha costruito parte delle sue fortune schierandosi dalla parte dei lavoratori esodati. Nel 2014 la Lega ha raccolto 500 mila firme per un referendum abrogativo della legge, poi dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale. Oggi Salvini chiede agli alleati, e in primis a Silvio Berlusconi, di impegnarsi per la cancellazione della Fornero, e si è schierato contro l’automatismo tra aumento dell’età pensionabile e aspettativa di vita.

Matteo Salvini davanti a un manifesto contro la Fornero.

3. Fratelli d'Italia più morbidi: la soglia non può tornare a 60 anni

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, preferisce utilizzare toni più cauti rispetto a quelli dell’alleato Salvini. Su un’eventuale abolizione della legge Fornero «bisogna capirsi», ha detto Meloni a L'aria che tira. Si tratta di una normativa «fatta male», ma la Meloni si chiede se «davvero qualcuno pensa di poter abolire la legge Fornero e rimettere la pensione a 60 anni?». Per gli eredi di An si può anche cancellare la Fornero, ma bisogna evitare aumenti repentini dell’età pensionabile in futuro. Salvare i sessantenni di oggi non può essere un danno per i sessantenni di domani.

Giorgia Meloni.

ANSA

5. M5s: assegni minimi sopra i 780 euro

La battaglia contro la Fornero unisce il fronte delle opposizioni, che sul tema hanno il sostegno dei sindacati. Anche il Movimento 5 stelle è per l’abolizione della riforma del 2011. I grillini, come Forza Italia, sono attratti dalla platea di pensionati al minimo. Per bocca del candidato premier Luigi Di Maio, promettono di alzare «sopra i 780 euro» gli assegni minimi.

Luigi Di Maio.

ANSA

6. Pd spaccato: Gentiloni e Padoan inflessibili sull'età del ritiro a 67 anni

Parlando a Quinta Colonna Matteo Renzi ha chiarito che il suo partito punta a un allargamento ulteriore dell’anticipo pensionistico, da concedere a chi fa lavori usuranti. Si deciderà caso per caso, perché le risorse a disposizione sono limitate. Per il resto, il Pd si trova in una posizione scomoda: da una parte c’è l’esigenza di non intestarsi provvedimenti impopolari a pochi mesi dal voto; dall’altra la necessità di sostenere le scelte di Paolo Gentiloni e di Pier Carlo Padoan, che sull’aumento dell’età pensionabile a 67 anni sono stati irremovibili. Maurizio Martina, vice segretario del partito e ministro dell’Agricoltura, si era schierato per un rinvio della misura. Anche Matteo Renzi ha riconosciuto che gli interventi della Fornero sono stati «un po’ troppo duri».

Paolo Gentiloni e Matteo Renzi.

7. Asse Cgil-Mdp: tutele per le donne e pensione di garanzia ai giovani

I bersaniani di Movimento democratico e progressista, che hanno da poco presentato la lista unitaria della sinistra guidata da Pietro Grasso, accolgono in blocco le critiche della Cgil al pacchetto previdenza varato dal governo. Nella manifestazione sulle pensioni del 2 dicembre il sindacato di Susanna Camusso ha criticato aspramente l’esecutivo di Paolo Gentiloni. Tre le richieste fondamentali: maggiore tutela per il lavoro di cura svolto dalle donne; una pensione di garanzia per i giovani; il blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Su quest’ultimo punto, il ministro dell’Economia Padoan si è mostrato irremovibile: per il Tesoro, il meccanismo è un pilastro del sistema previdenziale. Se cadesse, ci sarebbero conseguenze sulla credibilità internazionale del Paese. Il capogruppo di Mdp alla Camera, Francesco Laforgia, ha assicurato che le rivendicazioni della Cgil saranno rilanciate dal suo partito nel passaggio della legge di Bilancio alla Camera.

Pietro Grasso e Pier Luigi Bersani.

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