Etruria: ostacolo vigilanza, assolti

Il caso Etruria

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20 Dicembre Dic 2017 1615 20 dicembre 2017

Etruria, le tappe della vicenda nelle frasi dei protagonisti

L'autodifesa di Boschi in parlamento, il libro di De Bortoli, i post su Facebook della sottosegretaria, fino all'audizione di Ghizzoni: i passaggi chiave della storia che imbarazza il Pd.

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L'autodifesa di Maria Elena Boschi in parlamento, il libro di Ferruccio de Bortoli, i post di chiarimento della sottosegretaria, fino all'audizione dell'ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni in commissione d'inchiesta. Ecco i passaggi principali della vicenda Etruria, secondo le frasi dei protagonisti (leggi anche: Commissione banche, l'audizione di Ghizzoni).

LA MINISTRA IN PARLAMENTO. Il 18 dicembre 2015 Maria Elena Boschi si difende in parlamento dopo la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle sul caso Etruria e respinta con 373 no: «Io sono dalla parte delle istituzioni e non ho mai favorito familiari o amici, non c'è nessun conflitto di interessi». Poi aggiunge: «Sono orgogliosa di far parte di un governo che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c'è spazio per doppie misure e favoritismi».

LE RIVELAZIONI DI DE BORTOLI. Il 9 maggio 2017 viene diffusa un'anticipazione del libro di Ferruccio de Bortoli Poteri forti (o quasi), nel quale l'ex direttore del Corriere della Sera scrive: «L'allora ministra delle Riforme, nel 2015 (data corretta oggi dallo stesso De Bortoli con «fine 2014», ndr), non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all'amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all'amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere».

LA REPLICA DI BOSCHI. Lo stesso giorno la sottosegretaria replica su Facebook, annunciando di voler fare ricorso ai suoi legali per tutelare «il proprio nome e il proprio onore». La storia di Banca Etruria «viene ciclicamente chiamata in ballo per alimentare polemiche. Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all'ex ad di Unicredit Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria. Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro, ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere».

L'AUDIZIONE DI GHIZZONI. L'ex ad interviene davanti alla commissione banche e dice che il 12 dicembre 2014 l'allora ministra Boschi gli chiese «se era pensabile per Unicredit valutare un'acquisizione o un intervento su Etruria». Il colloquio fu «cordiale, non avvertii pressioni da parte della ministra». Poi, prosegue Ghizzoni, «le risposi che per le richieste di questo genere non ero in grado di dare risposta positiva o negativa e le dissi che avrebbe valutato la banca: l'analisi fu fatta da tecnici in totale indipendenza».

L'ULTIMA REPLICA DI BOSCHI. Ancora su Facebook, Boschi sottolinea che «dopo le audizioni di Vegas, Visco e Ghizzoni, tutti confermano che non c'è stata nessuna pressione. E viene integralmente confermato il mio discorso in Parlamento del dicembre 2015». Nella replica di oggi Boschi aggiunge: «Per me le parole di Ghizzoni sono molto preziose per la causa civile nei confronti del dottor De Bortoli. Che gode della solidarietà professionale di molti colleghi giornalisti, ma per lanciare il suo libro ha raccontato il fatto in modo volutamente distorto».

DE BORTOLI SU FACEBOOK. «Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell'allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria», scrive De Bortoli sul suo profilo Facebook, spiegando di aspettare «che sia il Tribunale a dire l'ultima parola; credo che la penultima l'abbia già detta Ghizzoni».

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