Etruria: ostacolo vigilanza, assolti

Il caso Etruria

Ghizzoni
20 Dicembre Dic 2017 1108 20 dicembre 2017

Commissione banche, l'audizione di Ghizzoni

L'ex ad di Unicredit conferma le rivelazioni di De Bortoli: «Boschi voleva sapere se fosse possibile valutare l'acquisto di Etruria». Ma «non avvertii pressioni». Anche Carrai «mi scrisse una mail». La sottosegretaria su Fb: «Non mi dimetto». L'imprenditore si difende: «Nessun mistero».

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Il 12 dicembre 2014 l'allora amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, incontrò la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, che gli chiese «se era pensabile valutare un'acquisizione o un intervento su Etruria» (leggi anche: Etruria, tutte le vicende giudiziarie di Boschi padre).

Ghizzoni, audito dalla commissione d'inchiesta sulle banche, ha dunque sostanzialmente confermato le rivelazioni contenute nel libro Poteri forti (o quasi), scritto dal giornalista Ferruccio de Bortoli (leggi anche: Renzi, la bulimia del potere: uno stralcio del libro di De Bortoli).

GHIZZONI: «FU UN COLLOQUIO CORDIALE». Il manager, di fronte alla commissione presieduta da Pier Ferdinando Casini, ha detto anche quale fu la sua risposta alla ministra: «Risposi che per le acquisizioni non ero in grado di dare una risposta positiva o negativa, ma che avevamo già avuto contatti con la banca e che avremmo dato risposta. Cosa su cui la ministra convenne. Fu un colloquio cordiale e non avvertii pressioni da parte della ministra».

Boschi, attuale sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, ha subito replicato su Twitter: «Confermo relazione iniziale di Ghizzoni. Non ho fatto alcuna pressione. E non ho chiesto IO di acquisire Banca, ma Mediobanca e BPEL. Io ho solo chiesto info. Adesso la parola al Tribunale». Poi, con un post su Facebook, ha chiarito che non intende dimettersi e che vuole andare avanti con l'azione civile contro De Bortoli, annunciata ma non ancora formalmente avviata.

Sulla vicenda Banca Etruria, confermo ciò che ha detto oggi Ghizzoni. Che è stato impeccabile nel raccontare i fatti. I...

Geplaatst door Maria Elena Boschi op woensdag 20 december 2017

Eppure, secondo l'ex ad di Unicredit, anche un altro fedelissimo di Matteo Renzi, Marco Carrai, si interessò del caso Etruria con una mail datata 13 gennaio 2015, nella quale scriveva: «Solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto di sollecitarti, se possibile e nel rispetto dei ruoli, per una risposta» (leggi anche: Carrai, da possibile 007 a ministro della propaganda renziana).

CARRAI SOLLECITATO DA CHI? Ghizzoni, in commissione d'inchiesta, ha raccontato: «La mia prima reazione fu di pensare chi poteva aver chiesto questo sollecito al dottor Carrai. Mi venne naturale escludere la banca, perché con la banca avevamo un rapporto aperto, eravamo in costante contatto. Comunque, per farla breve, decisi di non richiedere nessun chiarimento. Non volevo aprire altri canali di comunicazione». In seguito, Ghizzoni stesso rispose così alla mail inviata da Carrai: «Ok ti confermo che stiamo lavorando e contatteremo i vertici di Etruria».

Il testo della mail scritta da Carrai e indirizzata a Ghizzoni.

Le domande del deputato Carlo Sibilia, esponente del Movimento 5 stelle, hanno riportato al centro dell'attenzione l'incontro del dicembre 2014 tra Boschi e Ghizzoni. «Non mi fu seccamente chiesto di acquistare Banca Etruria, l'avrei ritenuto inaccettabile», ha spiegato il manager, «ma di valutare un intervento in Banca Etruria nell'indipendenza dei giudizi. Questo, dal punto di vista semantico, fa la differenza». Insomma: secondo Ghizzoni la richiesta c'è stata, ma non ha leso la capacità di Unicredit di decidere in maniera indipendente.

DE BORTOLI: «GRAZIE PER AVER CONFERMATO». «Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell'allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria», ha commentato De Bortoli su Facebook. Il giornalista attende «che sia il Tribunale a dire l'ultima parola; credo che la penultima l'abbia già detta Ghizzoni», e sottolinea che nel suo libro «non si parla mai di pressioni».

Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell’allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una...

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La replica di Carrai: «Interesse legittimo e trasparente»

Marco Carrai, al termine dell'audizione di Ghizzoni, ha affidato a una nota la sua versione dei fatti: «Confermo di aver avuto in svariate occasioni il piacere di incontrare e dialogare, a livello professionale, con il dottor Federico Ghizzoni, nella mia veste di consulente» (leggi anche: Banca Etruria, gli affari intrecciati del Giglio magico).

SPUNTA IL NOME DI BANCA FEDERICO DEL VECCHIO. Veste che Carrai avrebbe indossato anche nel caso della mail del 13 gennaio 2015, in cui chiedeva notizie su Etruria: «Il presunto mistero è presto rivelato. Si trattava di una questione tecnica, niente di più. Ero interessato, 'nel rispetto dei ruoli' come ho scritto non a caso nella mail, a capire gli intendimenti di Unicredit riguardo Banca Etruria perché un mio cliente stava verificando il dossier di Banca Federico Del Vecchio, storico istituto fiorentino di proprietà di Etruria. Tutto assolutamente trasparente, tutto assolutamente legittimo» (leggi anche: Banca Del Vecchio, i "paperoni" di Firenze non perderanno nulla).

VENTILATO IL RICORSO ALLE VIE LEGALI. «Da cittadino», ha aggiunto Carrai, «sono sorpreso che l'attenzione della commissione d'inchiesta si concentri su vicende normali e del tutto corrette. Da imprenditore rispetto la polemica politica, ma diffido dall'utilizzare il mio nome e quello delle aziende con cui collaboro, che da anni lavorano con innegabile professionalità e a tutela delle quali sono pronto ad agire in ogni sede».

L'ISTITUTO DI CREDITO DELL'ÉLITE FIORENTINA ASSORBITO DA UBI. Quanto a Banca Federico Del Vecchio lo storico istituto di credito, fondato nel 1889 e specializzato nella gestione del patrimonio dei più importanti imprenditori e famiglie di Firenze, era stato comprato da Banca Etruria nell'ottobre del 2008 per 120 milioni di euro. Dopo il crac è stato fuso per incorporazione in Ubi Banca, al pari di Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Loreto. A settembre 2017, controllato da Nuova Banca Etruria, poteva ancora contare su sei sportelli e una raccolta complessiva di 600 milioni di euro. La fusione, secondo quanto annunciato da Ubi, verrà completata entro giugno 2018.

NON COLPITO DIRETTAMENTE DAL DECRETO SALVA-BANCHE. Per completezza d'informazione occorre ricordare che subito dopo il varo del decreto salva-banche da parte del governo Renzi, i vertici di Banca Del Vecchio avevano ostentato una certa sicurezza: «L'intervento non ci coinvolge direttamente», avevano infatti dichiarato, «tuttavia potremo trarre vantaggio dal trasferimento della partecipazione a una Nuova Banca Etruria, dotata di ampi mezzi».

Le reazioni politiche

Le parole di Ghizzoni, com'era prevedibile, hanno scatenato un diluvio di reazioni politiche di segno opposto. «Visco, Vegas e oggi Ghizzoni confermano che non vi fu alcuna pressione. Ghizzoni, inoltre, spiega che, a differenza di quanto scritto da de Bortoli, l'opzione acquisto di Etruria era già aperta prima del colloquio con Boschi. Direi che possiamo passare oltre e lasciare le strumentalizzazioni a chi non ha idee e progetti da presentare al Paese», ha detto per esempio il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini.

SPERANZA: «BOSCHI SI DIMETTA». «Le audizioni in commissione banche confermano un conflitto di interessi chiaro ed evidente. Questo non può essere più nascosto. È ormai chiaro a tutti che le ricostruzioni di De Bertoli erano vere. Non resta che trarne le conseguenze politiche», ha dichiarato invece Roberto Speranza, coordinatore di Mdp ed esponente di Liberi e uguali.

SALVINI: «TUTTI A CASA». Mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, ci ride sopra: «Audizione Ghizzoni, questa è una comica! Marco Carrai, che Renzi voleva mettere a capo della struttura di cybersecurity nazionale, avrebbe mandato a Ghizzoni un'email in cui lo sollecitava a dare una risposta per Banca Etruria! Tutti a casa».

ROSATO "SCARICA" CARRAI. La ciliegina sulla torta la mette Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, che prova a "scaricare" Marco Carrai: «È un professionista che non ha niente a che fare con il Pd, che opera nel settore bancario e conosce Ghizzoni. Mi pare normale uno scambio di corrispondenza professionale. Si interfaccia con il mondo delle imprese e del sistema finanziario».

BERSANI: «PER GENTILONI VA TUTTO BENE? CONTENTI LORO». Il leader di Mdp, Pier Luigi Bersani, ha affondato il colpo: «Si continua a giocare sulla pelle dei risparmiatori traditi e tutto nasce da un circuito troppo stretto, tutte cose nate in pochi chilometri e trasportate a Roma. Io non dico cosa deve fare Boschi. A Gentiloni va bene quest'immagine? Contenti loro. Mai negli anni in cui sono stato ministro ho trattato diversamente una cosa di Piacenza da una di Canicattì. Una cosa è fare il parlamentare, un'altra il ministro. Non lo dice la legge, ma lo stile».

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