Etruria: ostacolo vigilanza, assolti

Il caso Etruria

Renzi Masia
IL SONDAGGISTA
20 Dicembre Dic 2017 1558 20 dicembre 2017

Etruria, quanto pesa il caso Boschi sul Pd

Ghizzoni inguaia l'ex ministra e tira in ballo Carrai. Nazareno in apprensione. Ma i consensi non crollano. Masia: «L'ex premier perderà al massimo qualche decimale di punto. E le Feste gli danno una mano».

  • ...

Le beghe del sottosegretario Maria Elena Boschi, i cui contatti con l'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni sono stati confermati da quest'ultimo nel corso dell'audizione di fronte alla Commissione banche, aleggiano come un macigno dalle parti del Nazareno (leggi anche: Le tappe del caso Etruria).

NAZARENO IN ANSIA PER IL CALO DI CONSENSI. «Boschi mi chiese se fosse pensabile valutare l'aqcuisto di Etruria», ha messo nero su bianco Ghizzoni, confermando di avere ricevuto una mail da Marco Carrai per sollecitare una risposta ai desiderata dell'ex ministro alle Riforme. Da parte sua, Matteo Renzi ha scelto il basso profilo per occuparsi del caso, ma dalle stanze del Partito democratico trapela una certa preoccupazione per gli strascichi della vicenda, in considerazione pure del calo di consensi certificato dalle ultime rilevazioni, allineate nel collocare i dem appena sopra il 24%.

«A RISCHIO QUALCHE DECIMALE DI PUNTO». Guai, tuttavia, a pensare che il caso Etruria possa, come qualcuno si è spinto a ipotizzare, rappresentare la pietra tombale del renzismo. «Allo stato attuale le vicende della banca aretina potrebbero costare non più di qualche decimo di punto percentuale», spiega a Lettera43.it Fabrizo Masia, direttore di Emg Acqua che nell'ultima rilevazione condotta per il TgLa7 attribuiva il 24,9% dei consensi al partito dell'ex premier.

«Il voto è ancora troppo lontano per credere che gli ultimi accadimenti possano avere consistenti ripercussioni sull'elettorato», è l'analisi di Masia, per il quale il discrimine resta il grado di attenzione di cui il caso godrà in apertura di 2018.

«GLI ITALIANI CON LA TESTA ALLE FESTE». «La tempistica fa il gioco di Renzi», è la tesi del sondaggista, per il quale l'arrivo delle Feste contribuirà necessariamente a distogliere l'attenzione dalla narrazione politica. «Un elettorato come quello italiano, anziano e poco dedito all'approfondimento, non avrà difficoltà a dimenticare il caso Boschi se le prossime tappe della vicenda non porteranni ulteriori scossoni».

«LO ZOCCOLO DURO NON MOLLERÀ RENZI». E difficilmente, l'eventuale audizione di Marco Carrai, invocata a gran voce dal Movimento 5 stelle potrà favorire uno spostamento di voti nello zoccolo duro dei renziani. Diverso è il caso degli indecisi, per i quali, tuttavia, fa presente Masia, le vicissutidini del sottosegratario non rappresentano necessariamente una priorità.

Federico Ghizzoni e Maria Elena Boschi.

ANSA

«Agli occhi di un popolo poco scolarizzato come il nostro, abituato a informarsi tramite i talk show e una lettura superficiale dei quotidiani, la politica che incide sulle intenzioni di voto è quella che ha effetti tangibili sul vissuto delle persone. Gli 80 euro, tanto per fare un esempio».

ANCHE RENZI RESTA IN ATTESA. Ciò non toglie che il centrosinistra continui ad arrancare, arrivando a fatica al 29%, percentuale comunque non troppo inferiore alle rilevazioni precedenti la scissione di Mdp-Articolo 1. Allora, il Pd comprensivo dei fuorisciti viaggiava attorno al 31%. «Evidentemente anche Renzi attende di capire la piega che prenderanno le cose di qui gennaio, quando inizierà la campagna elettorale vera propria». La battaglia, insomma, si gioca su un duplice piano: da un lato gli sviluppi del caso, dall'altro la rappresentazione che le diverse forze in campo sapranno dare a una storia dai contorni ancora labili. Se qualche ripercussione potrà palesarsi nei singoli collegi, è arduo ipotizzare che sia Banca Etruria a indirizzare un voto dall'esito forse mai così incerto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso