FACEBOOKPOPULISMIO
20 Dicembre Dic 2017 1541 20 dicembre 2017

Così il populismo conquista Facebook

Uno studio dell'istituto Jacque Delors di Berlino mostra come il M5s, la Lega il Front National e l'Afd dominano la comunicazione sulla piattaforma. Con messaggi semplificati e grazie a eventi drammatici come la crisi dei rifugiati o gli atti terroristici. I grafici.

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L'Afd in Germania, Marine Le Pen e Jean Luc Melenchon in Francia, il Movimento 5 stelle in Italia, Podemos in Spagna. Che si posizionino a destra o a sinistra dello spettro politico, o come i grillini formalmente oltre le distinzioni politiche tradizionali, i movimenti anti-sitema europei hanno in comune un aspetto: nella competizione per conquistare l'attenzione dei lettori sui social network stravincono. Paul-Jasper Dittrich, ricercatore dello Jacques Delors Institute di Berlino, ha analizzato i profili Facebook dei movimenti anti-sitema in Francia, Italia, Germania in un arco di tempo che va dal 2015 al marzo 2017, dimostrando come il numero di fan e condivisioni dei loro messaggi sia cresciuto enormemente rispetto a quello dei partiti tradizionali, soprattutto in coincidenza con appuntamenti elettorali - come le presidenziali francesi e il referendum costituzionale in Italia – o eventi sociali e politici traumatici, come gli attacchi terroristici.

POPULISMO È (ANCHE) POLARIZZAZIONE. A cosa si deve questo successo? Al netto del ricorso a bot e sistemi automatici per generare un numero maggiore di interazioni, la tesi di Dittrich è che il populismo, come l'autore sceglie di definire formazioni politiche come il M5s o il Front National, sia innanzitutto una strategia di comunicazione politica fondata sulla polarizzazione e la mobilitazione degli utenti e che queste caratteristiche le rendano particolarmente efficaci online, dove i messaggi tendono a essere più concisi e semplificati. La tesi in realtà non è nuova. Il politologo olandese Cas Mudde, che studia i movimenti radicali e l'estremismo politico da più di 10 anni, sostiene da tempo che il populismo sia sostanzialmente una ideologia semplice e volutamente semplificante, basata sulla contrapposizione tra una élite corrotta e il popolo puro - che può essere rappresentato solo dai populisti stessi - e che questo messaggio si adatti bene ai social come Facebook e Twitter che consentono una comunicazione diretta tra leader e popolo.

Il grafico 1 confronta la percentuale di utenti under 35 che dicono che avere fiducia nelle notizie in generale e quella di coloro che usano Facebook almeno una volta a settimana come fonte di news (due terzi degli italiani under 35).

I Paesi presi in esame dallo studio sono Francia, Italia, Germania, dove tra il 2016 e il 2017 si sono tenute consultazioni elettorali importanti o eventi particolarmente significativi come la crisi dei rifugiati. In tutti e quattro gli Stati i partiti anti-sistema hanno visto crescere la loro base di utenti molto più che i partiti tradizionali.

BOOM DI M5S E LEGA. Dal 2015 al marzo 2017 la fanbase del Movimento 5 stelle è passata da 400 mila a quasi 1 milione di persone, una crescita che si è accentuata in coincidenza con il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. «Solo da maggio a dicembre 2016», scrive Dittrich, «il profilo Facebook ha attratto più di 300 mila nuovi fan». La Lega Nord, altro “partito populista”, nello stesso periodo ha quasi duplicato i follower, «mentre il partito del primo ministro Matteo Renzi è rimasto sostanzialmente fermo». In più, «il Movimento 5 stelle controlla un network di giornali online e blog ufficialmente indipendenti che hanno molto successo sui social. Occupandosi di temi che vanno dalla medicina alternativa alla politica, il M5s è infatti riuscito a creare il suo impero di social media news con l'aiuto di questi network di giornali online, che sono stati usati per mobilitare le persone per il No in occasione del referendum».

Il grafico 2 mostra la crescita mensile dei fan Facebook del M5s da gennaio 2015 alla fine del 2016. Nei mesi precedenti il referendum i grillini hanno conquistato quasi 400 mila nuovi fan.

L'analisi di quello che è accaduto su Facebook prima del referendum è interessante. La condivisione dei messaggi del M5s è stata decisamente superiore a quella del Partito democratico o della Lega Nord, come si vede dal grafico 3. «In alcuni mesi il profilo Facebook del Movimento 5 stelle ha avuto più di 2 milioni di interazioni in totale», annota Dittrich.

Il grafico 3 mostra le condivisioni medie per ogni post del Movimento su base mensile, dal 2015 al 2016.

Una impennata simile nel numero di follower su Facebook ha riguardato anche il partito di estrema destra tedesco Afd. Dittrich mette in relazione il successo online del movimento xenofobo con la crisi dei migranti. «Dopo aver inizialmente perso consenso nel 2015, la popolarità online del partito si è impennata in conseguenza dell'apertura dei confini tedeschi ai profughi siriani nel settembre 2015. Nelle settimane che hanno succeduto gli eventi di Colonia del capodanno 2016 e le elezioni in tre regioni tedesche si è registrato un altro boom dell'Afd online».

Il grafico 4 mostra la crescita mensile dei fan sulla pagina Facebook dell'Afd, dei socialdemocratici della Spd e della sinistra di Die Linke.

Il grafico 5 mette in correlazione il numero di condivisioni dei messaggi delle tre formazioni politiche con gli eventi legati alla crisi dei rifugiati.

Una correlazione tra picchi di condivisione dei messaggi populisti e momenti di tensione sociale e politica o di terrorismo viene fuori anche dallo studio del caso francese. Il grafico 6 riporta il numero totale di interazioni sulla pagina Facebook dei candidati alle presidenziali francesi, Le Pen, Fillon, Macron e Mélenchon. «Il numero più alto di interazioni per il profilo di Le Pen risale agli inizi del 2015, quando ebbe quasi 1 milione e mezzo di interazioni, gennaio 2015, il mese degli attacchi terroristici alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato Kosher a Parigi», si legge nello studio. Il massimo dei feedback, la leader del Front National li ha avuti con gli attacchi del novembre 2015 al Bataclan e allo Stade de France.

Il grafico 6 riporta il numero totale di interazioni sulla pagina Facebook dei candidati alle presidenziali francesi, Le Pen, Fillon, Macron e Mélenchon.

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