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Verso le elezioni

Di Maio, Salvini? Nessun inciucio
MAMBO
27 Dicembre Dic 2017 0929 27 dicembre 2017

Siamo in balìa di due destre (e sono fra le peggiori di sempre)

Una è quella di Berlusconi, ostaggio di Salvini e Meloni. L'altra è quella del M5s, in mano a un incompetente. E il centro-sinistra? Genera solo rifiuto elettorale.

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Se le forze che sono state un tempo alleate nel centro-sinistra perderanno le elezioni, come tutto lascia pensare, lasceranno il campo libero a due destre fra le peggiori della storia d’Italia. L’una, quella guidata da Berlusconi, malgrado l’ennesimo tentativo del leader di Forza Italia di presentarsi con il volto moderato, è dominata da due ali destre sulla scia del modello ungherese e polacco. Sono destre arroganti, razziste, nemiche del papa e veicolo di una rivincita cattolica al limite dello scisma. La loro leadership, a differenza di quelle estremiste europee, ha in più la cifra dell’incompetenza. C’è molta Virginia Raggi in Meloni e Salvini. Questa involuzione dice quanto sia stato fragile il tentativo di Berlusconi di modernizzare la destra e quanto più consistente sia il fatto che se vincerà le elezioni sarà prigioniero dell’ala peggiore del suo campo. L’idea che i forzisti fanno circolare di un redde rationem successivo al voto in cui Berlusconi metterà in riga Salvini ed anche Meloni è un inganno spudorato.

L’altra destra, con buona pace di Bersani, è rappresentata dal Movimento 5 Stelle che non a caso ha scelto di chiudere la legislatura abbandonando il campo sullo ius soli. I suoi voti vengono in molta parte da una sinistra delusa e arrabbiata (e come insegnano altri casi europei, si pensi alla Francia, spesso quelli di sinistra arrabbiati varcano tutti i confini ideali), ma in gran parte dalla destra. C’è una contraddizione, però, che si acuirà nel corso di una campagna elettorale che, secondo i sondaggi, dovrebbe premiare i 5 Stelle. Questo movimento nasce come antisistema, punto di coagulo di tutto lo scontento, non a caso la vetta teorica fu quel “vaffanculo” che dà la cifra del tempo in cui viviamo. Tuttavia con l’auto-accantonamento del profeta Grillo e il ritiro provvisorio del movimentista Di Battista, a guidare la protesta montante c’è una figuretta vestita come si usa nel Sud “alla domenica”, che non sa niente di niente, deve aver studiato con la sindaca di Roma, e soprattutto sembra assillato dal sospetto di essere figlio di un dio molto minore per cui cerca riconoscimenti, che non trova, in giro per il mondo. Tutto ci si poteva aspettare da un movimento anti-sistema, che scegliesse un vecchio trombone o un giovane casinista, non che mettesse alla testa della rivolta uno appena uscito dalla prima comunione e cresima e pronto per il banchetto con gli zii.

NEL CENTRO-SINISTRA SBAGLIANO TUTTI. Queste due destre tendenzialmente dirette da incompetenti e da reazionari sono il segno dell’insuccesso di tutto il centro-sinistra. Un po’ come Trump è il segno della sconfitta storica di Obama. Perché molti italiani andranno a portare il loro suffragio verso quella parte? Perché per molti italiani la sinistra è invotabile. Non per lo ius soli o altre cose analoghe. Troppi diritti non provocano rifiuti elettorali. Il probabile rifiuto elettorale di una parte dei cittadini sta nel fatto che tutte le forze che sono accampate nel centro-sinistra si sono intestate il “sistema”. Sono diventate il drappello rosso che sta eccitando il toro. Renzi con la difesa di se stesso e della sua cara amica, LeU con il profilo istituzionale che sta caratterizzando un partito che dovrebbe essere di sinistra e di movimento. Speriamo bene. Intanto mentre la destra accende i motori, non c’è una sola persona di buon senso che spieghi alla sinistra che gareggiare non vuol dire criminalizzarsi. Voglio dire che non ci si alza la mattina per studiare cosa dire l’uno contro l’altro, quel drappo rosso siete entrambi, e la cornata è vicina, vicinissima.

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