Elezioni: Bonino, da Pd nessuna risposta
2 Gennaio Gen 2018 1851 02 gennaio 2018

+Europa, Bonino contro il Pd: «Il problema sono i loro candidati»

La leader radicale: «Ci accusano di creare problemi per una questione di poltrone, cosa platealmente falsa». Raccolta firme «impossibile».

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Emma Bonino attacca frontalmente il Partito democratico dopo aver annunciato che la sua lista, +Europa, sarà «costretta a correre da sola» alle prossime elezioni politiche, a causa di una «interpretazione surreale» della legge elettorale da parte del ministero degli Interni (leggi anche: Salta l'ipotesi di coalizione tra +Europa e Pd).

NESSUNA RISPOSTA SUL NODO DELLE FIRME. La leader radicale, attraverso una nota diffusa il 2 gennaio, ha ribadito che i problemi con il partito di Matteo Renzi sono ben lontani dall'essere superati. Perché dai dem non sarebbe arrivata nessuna risposta concreta sul nodo delle firme da raccogliere per poter presentare la lista di +Europa alle elezioni. Al contrario, «sui giornali e sulle agenzie di stampa sta trapelando copiosa» la versione secondo la quale «staremmo facendo grane per una questione di poltrone, cosa platealmente falsa».

RACCOLTA IMPOSSIBILE DA AVVIARE. Bonino prosegue così il suo ragionamento: «Ieri (lunedì 1 gennaio, ndr) abbiamo spiegato come sia impossibile un apparentamento tra +Europa e Partito democratico a causa di una interpretazione giuridicamente surreale, prima che incostituzionale, della legge elettorale che nonostante le nostre reiterate e tempestive denunce né il governo né il Pd hanno saputo o voluto rettificare. E che, impedendoci di avviare da subito la raccolta firme nei collegi plurinominali, mette a repentaglio la presenza stessa della nostra lista alle prossime elezioni».

LA PRESUNTA PRESA IN GIRO. «La risposta ufficiale del Pd è stata: "Vi aiuteremo a raccogliere le firme". Che è più o meno come dire: "Se non avete il pane, vi daremo le brioche". La risposta ufficiosa, che inizia a trapelare copiosa sui giornali e sulle agenzie di stampa, è che staremmo facendo grane per una questione di poltrone: cosa platealmente falsa, visto che il problema che poniamo riguarda i loro, non i nostri candidati uninominali», attacca Bonino.

MANCANO I NOMI DEI CANDIDATI DEL PD. «Per avviare la raccolta delle firme in alleanza con il Pd», precisa la leader radicale, «+Europa dovrebbe, secondo il Viminale, avere e scrivere oggi sui moduli per Camera e Senato i nomi precisi (e non modificabili) di 348 candidati uninominali del Pd e delle altre liste della coalizione, esentate dalla raccolta firme. Nomi che per questo saranno decisi, come al solito, negli ultimissimi giorni o più probabilmente all’ultimo giorno (il 29 gennaio), quando nel giro di poche ore sarà impossibile raccogliere, autenticare e corredare dei certificati elettorali le firme di 25 mila italiani».

BONINO: «DI MALE IN PEGGIO». «Insomma, noi diciamo loro che non possiamo scrivere sui nostri moduli se e dove si candideranno Renzi, Martina, Orfini, Franceschini, Minniti, Fassino, Rosato, Zanda, Nencini, Lorenzin (e potrei continuare con centinaia di nomi) e loro, anziché risponderci, ci accusano di fare manfrina per le nostre eventuali candidature. Insomma, di male in peggio», conclude Bonino.

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