Pensioni Inps
4 Gennaio Gen 2018 1050 04 gennaio 2018

Sole 24 Ore, i conti in tasca "sbagliati" a Forza Italia sulle pensioni

Il quotidiano di Confindustria afferma che la proposta del partito di Berlusconi di portare i trattamenti minimi a mille euro costerebbe «18 miliardi». Ma secondo Libero ne bastano quattro.

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Libero difende le proposte di Forza Italia in tema di pensioni minime, flat tax e taglio dell'Irap. E lo fa criticando i calcoli del Sole 24 Ore, che sarebbero "sbagliati".

IL NODO DELLA PLATEA DEI BENEFICIARI. Il 2 gennaio il quotidiano di Confindustria ha scritto che portare le pensioni minime a mille euro, come proposto in campagna elettorale dal partito di Silvio Berlusconi, avrebbe «un costo lordo pari a 18 miliardi». Ma secondo la giornalista Paola Tommasi «è noto a tutti che la stima è di soli 4 miliardi. E ciò deriva dalla definizione della platea che replica i parametri del 2001, quando le pensioni minime furono portate dal governo Berlusconi da 500 mila lire a 1 milione. Allora il provvedimento interessò 1.835.000 pensionati. Questa volta ne beneficerebbero in 842.551. Questo è stato chiarito fin dall’inizio da Silvio Berlusconi: perché il Sole descrive una proposta diversa da quella vera solo per il gusto di ridurne la credibilità?».

FLAT TAX? «A SALDO ZERO». Quanto alla flat tax, anche in questo caso secondo Libero il costo della sua introduzione per le casse dello Stato non sarebbe di «40 miliardi», perché «dato il gettito attuale dell’Irpef, si determinerà un’aliquota che consenta di realizzare la riforma fiscale a saldo zero», attraverso un percorso graduale «nel corso dei cinque anni della legislatura in base alle risorse che si renderanno disponibili dal taglio del debito pubblico e della cattiva spesa, nonché dalla progressiva eliminazione delle deduzioni e detrazioni fiscali attualmente in vigore e dall’emersione dell’evasione fiscale».

IRAP, TAGLIO POSSIBILE CON LA CANCELLAZIONE DEGLI INCENTIVI. Infine il taglio dell'Irap. La tassa, secondo Libero, «non verrà riproposta sotto forma di addizionale all’Ires», perché «rientra nel più grande piano della flat tax che, per quanto riguarda le imprese, verrà finanziata dalla progressiva cancellazione dei cattivi incentivi statali, cui gli imprenditori si sono già detti pronti a rinunciare in cambio di una riduzione del carico fiscale complessivo».

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