Calenda, fase nuova con Tim
Aggiornato il 06 gennaio 2018 5 Gennaio Gen 2018 1133 05 gennaio 2018

Canone Rai, scontro tra Calenda e Renzi

Secondo indiscrezioni di stampa, il Partito democratico vorrebbe proporre di "abolire" la tassa. Il ministro dello Sviluppo contrario: «Sostituire il canone con un finanziamento dello Stato sarebbe una presa in giro».

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Il canone Rai fa litigare Matteo Renzi e Carlo Calenda, che accusa i fedelissimi del segretario dem di attaccarlo «ogni volta che devio dalla linea ufficiale o esprimo pensiero autonomo». Uno spettacolo «triste e squallido, ma tutto sommato innocuo».

Renzi, secondo un'indiscrezione riportata dal quotidiano la Repubblica, vorrebbe proporre alla prossima direzione Pd una mossa a sorpresa da giocarsi in campagna elettorale: "abolire" la tassa sulla tivù pubblica, recentemente ridotta e inserita nella bolletta elettrica per contrastarne l'evasione. Nel piano sarebbe prevista anche la revisione dei tetti pubblicitari, che penalizzano l’emittente pubblica nazionale rispetto alle concorrenti private (leggi anche: Canone Rai, guida completa per l'esenzione).

LA REAZIONE DI CALENDA. Il ministro dello Sviluppo, il 5 gennaio, ha reagito con durezza all'ipotesi e il suo ragionamento chiarisce perché il verbo abolire vada scritto tra virgolette: «Spero che l'idea di abolire il canone Rai sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia la proposta del Pd per la campagna elettorale come riportato da Repubblica. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro».

A Calenda ha risposto il deputato renziano Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, che ha twittato: «Caro Calenda, se tagliamo 1,5 mld spesa pubblica ed eliminiamo canone Rai i cittadini pagano meno. Altro che presa in giro: serve processo modernizzazione ed eliminazione sprechi unici in panorama tv con risparmio immediato 500mila euro. Far risparmiare cittadini come con stop Imu».

Lo scontro è andato avanti e sembra ben lontano dal concludersi.

Tuttavia, già a maggio 2017 Matteo Renzi in persona aveva annunciato su Facebook di voler intraprendere «altre iniziative sul canone che continua a essere tassa esosa».

E se fosse un primo passo verso la privatizzazione? Ecco cosa ne pensa il ministro Calenda.

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