VESPA DI MAIO
8 Gennaio Gen 2018 1651 08 gennaio 2018

Rai, il M5s vuole eliminare Vespa e Fazio dalla campagna elettorale

Lo ha ribadito la pentastellata Liuzzi in commissione di Vigilanza. Nell'attesa Luigi Di Maio è atteso martedì nel salotto di Porta a Porta. Airola: «Io giocherei una partita diversa».

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La corsa per le Politiche è entrata nel vivo e puntuali arrivano le saette sulla par condicio. Ad aprire le danze è stato il M5s che in commissione di Vigilanza Rai ha chiesto per bocca della deputata Mirella Liuzzi di «eliminare i programmi di infotainment dalla campagna elettorale oppure ricondurre tutti i programmi sotto testata a condizione che il conduttore abbia un contratto da giornalista». Due soluzioni che escluderebbero di fatto Bruno Vespa e Fabio Fazio dalla campagna elettorale. «A dicembre abbiamo parlato di questi casi e abbiamo detto che ce ne saremmo occupati durante questa delibera», ha sottolineato la pentastellata chiedendo che l'indicazione fosse inserita nel testo del regolamento, elaborato con il relatore di maggioranza Francesco Verducci del Pd. «Occorre capire», ha quindi aggiunto Liuzzi, che ha presentato la propria candidatura per un secondo mandato, «se è corretto che chi ha fatto la scelta di superare il tetto con un contratto da artista abbia un ruolo in campagna elettorale».

L'AFFONDO DI FICO. Non si tratta di una novità in casa 5 stelle. A riguardo, Roberto Fico aveva battibeccato con Vespa anche lo scorso ottobre. «Bruno Vespa ha firmato un contratto da artista, pur essendo un giornalista. In questo modo, si è derogato al tetto ai compensi», aveva attaccato il pentastellato presidente della Commissione di Vigilanza. «Si tratta di un paradosso che va palesato pubblicamente. Adesso, aggiungo, chi ha avuto la deroga deve continuare a fare l'artista. Dunque, durante la fase della par condicio e prima del voto, non può essere ricondotto sotto la responsabilità di una testata giornalistica». «Non so se la proposta del presidente Fico sarà approvata o no», rispose a stretto giro il conduttore. «Ma visto che ho lo stesso contratto dal 2001, temo che debbano essere annullate le elezioni degli ultimi 16 anni perché inquinate dalla presenza 'artistica' di Porta a Porta in tutte le campagne elettorali».

DI MAIO OSPITE DA VESPA. Nell'attesa che venga deciso il futuro delle due trasmissioni - anche se il tema della presenza di Fazio e Vespa in campagna elettorale per il dem Vinicio Peluffo «non riguarda la parte della normativa di cui ci stiamo occupando: dovremmo inserire nel regolamento quali programmi vanno ricondotti a testata, ma questo deve farlo l'azienda e non la commissione di Vigilanza Rai» - e che parta ufficialmente il periodo di par condicio (un mese prima del voto), ogni salotto televisivo è buono per fare campagna elettorale. Così, come annunciato dalla Rai con una nota, Luigi Di Maio - salvo intoppi o cambi di programma - sarà ospite di Porta a Porta martedì 9 gennaio aprendo le interviste ai leader politici. Mercoledì 10 gennaio sarà infatti la volta del segretario del Pd Matteo Renzi e giovedì 11 del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

AIROLA: «IO GIOCHEREI UNA PARTITA DIVERSA». Intanto ha fatto sentire la sua voce anche Alberto Airola, intervenendo però senza l'autorizzazione di Fico. «Vespa è un personaggio che sta lì da secoli, ha acquisito molto potere e di sicuro quando in Vigilanza alcuni miei colleghi dicono: 'Qua dobbiamo dire solo sì', palesano che questo organismo non ha poteri di indirizzo e vigilanza rispetto alla Rai», ha tuonato il senatore pentastellato. «Questo perché la politica parla direttamente con la Rai e perché Vespa è sempre stato al servizio di questa politica». In merito poi alla presenza di Maio, Airola ha sostenuto che «non andare significherebbe escludersi dal gioco, di fronte al fatto che tutti gli altri ci vanno». «Io comunque», ha sottolineato, «giocherei una partita diversa». Alle critiche del Pd circa le competenze dell'organo di vigilanza Rai, Airola ha quindi concluso: «È inaudito che questa commissione non possa dare indicazioni. Dobbiamo farlo, altrimenti non ha alcun senso essere qua».

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