Casaleggio, M5s un partito? Non penso
8 Gennaio Gen 2018 1127 08 gennaio 2018

La stampa entri alla Casaleggio e controlli il voto su Rousseau

Dopo le rilevazioni del Garante della Privacy, i giornalisti dovrebbero poter presenziare allo spoglio virtuale delle parlamentarie M5s. L'appello di Lorenzo Andraghetti.

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Dopo l'attacco hacker subito ad agosto 2017 dalla piattaforma di voto online del M5s, Rousseau, il Garante della Privacy ha concluso la sua istruttoria dichiarando che la Casaleggio srl non solo non ha tutelato i dati dei suoi iscritti/votanti come prescrive la legge, ma, ancor più grave, tiene traccia dello storico di tutti i voti espressi da ciascun iscritto venendo quindi meno al principio di segretezza del voto. L'attacco in questione, condotto da Rogue_0, ha infatti mostrato come il database di voto potesse essere modificato non solo dai pirati informatici, ma anche dagli admin della piattaforma stessa. Va detto quindi che in mancanza di una società terza di controllo del voto, chi ha le chiavi della piattaforma (la Casaleggio srl) può fare ciò che vuole, anche modificare i voti senza che nessuno ne venga mai a conoscenza. Non esattamente quello che ci si aspetta da chi ha fatto della trasparenza il proprio cavallo di battaglia.

I SOSPETTI SUL VOTO. Allo stato attuale, le procedure di voto della Casaleggio assomigliano a quelle di un seggio in cui vi è un unico scrutatore delle schede elettorali che, una volta chiusa l'urna, si rinchiude in una stanza e annuncia i vincitori tramite sms. Se una cosa simile succedesse per davvero, cosa accadrebbe? Interverrebbero i carabinieri. Ma purtroppo è quello che avvenuto fino a oggi per ogni votazione online del M5s effettuata dalla Casaleggio srl. Sappiamo infatti dal libro Supernova, scritto da Nicola Biondo e Marco Canestrari, ex capo ufficio comunicazione M5s alla Camera ed ex collaboratore della Casaleggio srl, che è proprio in Via Morone a Milano che si trovano i contatori che in tempo reale ricevono i voti online degli iscritti. In un passaggio del loro libro, i due autori raccontano come un dipendente dello staff della Casaleggio, Filippo Pittarello, informasse in tempo reale i candidati a sindaco di Roma nel 2013 sui risultati parziali che poteva visionare dai pc della società. Questa indiscrezione non è mai stata smentita e, come si legge nel libro, «apre la porta a qualsiasi sospetto, anche i peggiori» dato che «questo significa che il software della Casaleggio permette a chi ha le password di osservare in tempo reale chi vota, come vota».

Si potrà obiettare che essendo una votazione interna a un partito politico, debbano essere solo gli iscritti a richiedere trasparenza e che questa prerogativa non appartenga alla stampa. Sbagliato. I giornalisti infatti hanno, a oggi, riservato un trattamento ben diverso alle primarie del M5s rispetto a quelle del Pd. Qualche giornalista ha mai verificato cosa accadeva nel back-office della Casaleggio srl durante le Parlamentarie? Ne ha mai avuto la possibilità o è mai stato invitato a farlo dai diretti interessati? Mai.

OCCHI PUNTATI SUL PD. Al contrario diverse testate, nel corso degli anni, si sono premurate di fare inchieste sulle procedure di voto alle primarie del Pd. Celebri gli scandali in prima pagina sulla compravendita di voti o, più semplicemente, l'annoso caso dei cinesi accorsi in massa a votare il candidato sindaco di turno. Per non parlare di quando i giornalisti hanno direttamente dimostrato di poter votare più volte in seggi diversi, denunciando il fallace sistema di voto dei dem. È vero che i giornalisti non hanno mai assistito agli scrutini delle schede elettorali delle primarie del Pd, ma è anche vero che è assicurata la presenza dei rappresentanti di lista delle varie correnti che si sfidano, cosa che nel M5s non c'è.

LA STAMPA ENTRI ALLA CASALEGGIO. Perché quindi questo trattamento non viene riservato anche al Movimento 5 stelle? Perché il M5s non facendo primarie cartacee non è controllabile direttamente ai gazebo. Quindi? Quindi in nome della trasparenza, e rispetto ai leciti dubbi che sono sorti dopo la relazione del Garante della Privacy, a un partito che esprimerà attraverso queste votazioni online amministratori pubblici (deputati e senatori) rappresentanti dell'interno popolo italiano (e non solo del M5s, come dice la Costituzione) è opportuno che tutti i media chiedano a gran voce di poter presenziare fisicamente alla svolgimento delle procedure di voto, direttamente negli uffici della Casaleggio srl, affinché non vi siano dubbi sulla loro correttezza.

* Ex attivista e collaboratore parlamentare alla Camera per il Movimento 5 stelle

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