Fazio Vespa
9 Gennaio Gen 2018 1412 09 gennaio 2018

Rai, ok della Vigilanza alla par condicio: salvi Fazio e Vespa

Respinti gli emendamenti dei 5 stelle che avevano chiesto l'eliminazione dei due programmi dalla campagna elettorale.

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Niente da fare per il M5s. La commissione di Vigilanza Rai ha dato il via libera al regolamento sulla par condicio, respingendo gli emendamenti dei pentastellati che chiedevano l'esclusione dalla campagna elettorale Bruno Vespa e Fabio Fazio. La polemica era scoppiata lunedì. La pentastellata Mirella Liuzzi era tornata all'attacco chiedendo di «eliminare i programmi di infotainment dalla campagna elettorale oppure ricondurre tutti i programmi sotto testata a condizione che il conduttore abbia un contratto da giornalista». «Occorre capire», aveva quindi aggiunto Liuzzi, che ha presentato la propria candidatura per un secondo mandato, «se è corretto che chi ha fatto la scelta di superare il tetto con un contratto da artista abbia un ruolo in campagna elettorale».

LA STILETTATA DI AIROLA. Eliminare i due programmi di RaiUno dalla campagna elettorale è un cavallo di battaglia del M5s, nonostante i grillini siano stati ospiti sia da Fazio sia da Vespa (Beppe Grillo in persona andò a Porta a Porta nel 2014). Non da ultimo il 9 gennaio il candidato premier Luigi Di Maio sarà intervistato proprio da Vespa. Scelta non condivisa dal senatore M5s Alberto Airola che, intervenendo senza l'autorizzazione di Roberto Fico, era entrato a gamba tesa nel dibattito. «Vespa è un personaggio che sta lì da secoli, ha acquisito molto potere e di sicuro quando in Vigilanza alcuni miei colleghi dicono: 'Qua dobbiamo dire solo sì', palesano che questo organismo non ha poteri di indirizzo e vigilanza rispetto alla Rai», aveva tuonato lunedì. «Questo perché la politica parla direttamente con la Rai e perché Vespa è sempre stato al servizio di questa politica». In merito poi alla presenza di Maio, Airola aveva ribadito che «non andare significherebbe escludersi dal gioco, di fronte al fatto che tutti gli altri ci vanno». «Io comunque», aveva messo in chiaro, «giocherei una partita diversa».

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