Trump Vittoria

L'America di Trump

Oprah Winfrey
TRUMPERIE
10 Gennaio Gen 2018 1200 10 gennaio 2018

Oprah Winfrey, in fondo, è solo un'altra Trump

È vero: è nera, donna, intelligente, empatica e ammirata a destra e a sinistra. Ma ha le stesse capacità politiche di The Donald: nulle. Gli Usa devono tornare a essere governati da chi lo fa per mestiere.

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La metà del popolo americano ancora non riesce a credere che una persona con Donald Trump abbia potuto vincere le elezioni, e che un animale politico come Hillary Clinton possa invece aver perso. Ammettiamolo, per i liberal americani Trump è l’incubo più terrificante che ci possa essere. È volgare, ignorante, naviga nell’oro e non ha la più pallida idea di cosa voglia dire vivere una vita, come dire, normale.

GOVERNATI DA UN VILLANO. Odia tutto ciò che è politically correct, non crede nella scienza, è villano e maleducato nei confronti di molti leader mondiali. È impulsivo, prepotente e spara tweet imperdonabili. Non segue le regole e le tradizioni di Washington, e non ha mai avuto a che fare con il mondo della politica. Non ha mai letto la Costituzione perché si annoia.

NON VUOLE IMPARARE NULLA. Fa la gara con il dittatore coreano che fa tremare Giappone, Cina, Corea del Sud e Russia per chi ce l’ha più grosso (il pulsante, dico). Il suo atteggiamento non ha nulla di presidenziale, e non ha nessuna intenzione di imparare, perché si piace moltissimo per come è: senza indugi si definisce un genio e, «like, very smart». Il livello, insomma, è da terza media.

I liberal americani sono l’esatto opposto di Trump: posati, intellettuali, preparati, politically correct, hanno fiducia nella scienza e nelle istituzioni

I liberal americani sono l’esatto opposto: sono posati, intellettuali, estremamente preparati, hanno fiducia nella scienza e nelle istituzioni, sono profondamente politically correct, hanno una visione dell’America come di una nazione in cui la comunità è composta da qualsiasi forma di essere umano presente sulla Terra, nessuno escluso, tranne, forse, Trump.

IL PEGGIORE PRESIDENTE DI SEMPRE. Il libro Fire and Fury di Michael Wolff, che racconta del clima poco sano che gira nei corridoi della casa Bianca e dei personaggi che la frequentano, non è che un’ennesima conferma del fatto che Trump sia il peggior presidente della storia degli Stati Uniti.

QUANTA FOLLIA E IMPREPARAZIONE. Hanno ragione, i liberal e gli anti-Trump, a essere inorriditi da tanta impreparazione, tanta ignoranza e tanta follia, tra l’altro apparentemente diagnosticabile. Ce lo diceva Shakespeare: i matti possono dire e fare cose che agli altri non è permesso, tranne forse essere eletti presidenti.

Oprah con Barack Obama.

Poi è arrivata la serata dei Golden Globe, tinta di nero per partecipare al movimento delle donne iniziato con le denunce di abuso sessuale nel mondo glamour di Hollywood. A metà serata è stata premiata Oprah Winfrey, che ha fatto un discorso molto composto, profondo e applaudito da tutti, specialmente dalla sinistra americana, che ha subito parlato di una sua possibile candidatura alla presidenza.

OPRAH SCELTA DAVVERO GIUSTA? È nera. È donna. È la persona più conosciuta degli Stati Uniti, icona televisiva, star cinematografica, influencer letteraria. Ci si chiede speranzosi se davvero sarebbe una scelta possibile e giusta per il 2020, sempre se la Corea del Nord non ci annienti prima, dico. Non è rozza o ignorante o pazza, Oprah, anzi: è una persona estremamente intelligente, empatica e popolare, ammirata da tutti gli americani, sia di destra sia di sinistra.

Non basta essere ricchi e essere conosciuti in tutto il mondo per diventare presidenti: bisogna avere studiato la legge e la Costituzione, per esempio

Però, come giustamente ha commentato Frank Bruni sul New York Times, in fondo ha le stesse credenziali di Trump per quanto riguarda la corsa alla Casa bianca: è una miliardaria, non ha nulla a che fare con la politica, certamente non è preparata a un ruolo così complesso e importante.

RICCA E CONOSCIUTA, MA POI? Non basta essere ricchi e essere conosciuti in tutto il mondo per diventare presidenti: bisogna avere studiato la legge, la Costituzione. Bisogna conoscere il gioco di Washington, bisogna avere un programma preciso, una visione, bisogna sapersi creare delle alleanze, bisogna saper gestire la politica interna e quella internazionale, l’esercito, l’industria pubblica e quella privata. Bisogna saper prendere decisioni scomode e accettarne le conseguenze. Bisogna insomma essere dei politici.

STOP CON LE STAR TELEVISIVE. Non vorrei sembrare tradizionalista, ma credo che dopo i disastri fatti dall’amministrazione di Donald Trump forse sarebbe meglio ritornare a essere governati da chi lo fa per mestiere invece che da super star televisive.

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