Vaccini: Zaia, Veneto impugna decreto
10 Gennaio Gen 2018 1330 10 gennaio 2018

Vaccini, le posizioni dei partiti

Salvini promette di abolire i nuovi obblighi della legge Lorenzin. Andando verso la linea del M5s. E contro l'alleato Forza Italia, da sempre favorevole alla norma. Il Pd: «Vanno indietro, noi avanti». Silenzio da Liberi e Uguali.

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A meno di due mesi dalle elezioni politiche iniziano a sentirsi i primi scricchiolii nella coalizione di centrodestra. Il 10 gennaio 2018 Matteo Salvini ha dichiarato la sua intenzione, nel caso andasse al governo, di abolire l'obbligo dei vaccini previsto dalla legge Lorenzin.

L'obbligo di vaccinazione vale per l'iscrizione ad asili nido e scuole materne, nella fascia d'età 0-6 anni, ma riguarda con modalità diverse anche elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori, cioè fino ai 16 anni. Le vaccinazioni obbligatorie sono 10: antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse, antiHaemophilus influenzae tipo B.

OBBLIGO «IN VIA PERMANENTE». Queste vaccinazioni sono diventate obbligatorie «in via permanente». Altre quattro sono invece obbligatorie fino a diversa successiva valutazione, dopo una verifica triennale: antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella. «Vogliamo sottolineare l'importanza dei programmi di vaccinazione nella protezione della salute pubblica», ha dichiarato la portavoce della Commissione Ue per la Salute, Anca Paduraru, «la copertura in Europa è elevata, tuttavia siamo molto preoccupati per l'aumento dello scetticismo sui vaccini». Ecco le posizioni dei principali partiti sulla questione.

1. Lega: free vax

La Lega si può considerare un partito free vax. Ha votato contro il decreto Lorenzin sui vaccini il 28 luglio 2017, ma il partito ha sempre avuto spaccature al suo interno in materia. In particolare si ricorda il duello tra il governatore del Veneto Luca Zaia e quello della Lombardia Roberto Maroni, con il primo deciso a non applicare la legge sui vaccini e il secondo non intenzionato ad aprire uno scontro con il governo. La battaglia di Zaia si è conclusa il 7 settembre, quando ha accettato di allinearsi alla normativa nazionale.

2. M5s: free vax (con tendenze al no)

Anche il Movimento 5 stelle ha sempre votato no alla legge voluta dal governo e come la Lega si può definire free vax (sebbene diversi suoi esponenti e sostenitori siano vicini all'anti-vaccinismo puro). «Nonostante il tentativo di screditarci a colpi di bufale, sul tema dei vaccini la nostra posizione è assolutamente chiara, scritta nero su bianco da tempo e l'abbiamo ribadita ovunque. Siamo favorevoli ai vaccini, ma contrari al decreto Lorenzin, che impone l'obbligo in luogo della raccomandazione», ha detto la senatrice Paola Taverna. Una posizione condivisa dal candidato premier Luigi Di Maio. « Se il M5s andrà al governo cambierà la legge Lorenzin sull'obbligo dei vaccini», ha dichiarato, aggiungendo: «Noi faremo una legge sulla raccomandazione dei vaccini, noi siamo a favore della raccomandazione. Obbligo? Noi lo intendiamo come era prima del decreto Lorenzin».

3. Forza Italia: pro vaccini

Forza Italia, nel luglio 2017, aveva sostenuto il decreto Lorenzin. Anzi. Fu proprio un accordo pre voto tra Fi e il Pd a garantire il via libera alla legge al Senato senza che il governo dovesse far ricorso alla fiducia. All'epoca Silvio Berlusconi è stato chiaro: «Se un provvedimento è giusto e va nell’interesse degli italiani noi siamo disposti a sostenerlo, qualunque governo lo proponga. In questo caso si tratta di una misura di civiltà». Ora che la Lega torna all'attacco, lo scontro sul tema sarà difficile da evitare.

4. Pd: pro vaccini

Il Pd ha sempre sostenuto il decreto Lorenzin sull'ampliamento dell'obbligo dei vaccini, portandolo alla Camera e al Senato fino a farlo diventare legge sotto il governo Gentiloni.

Il segretario del Pd e allora premier Matteo Renzi, nell'ottobre 2016 si schierava fermamente a favore della norma: «Basta con alchimisti e stregoni, i nostri asili devono avere i bimbi vaccinati».

BURIONI, IL MEDICO IN PRIMA LINEA. In vista delle Politiche del 4 marzo, è circolata la voce che il leader Dem volesse candidare Roberto Burioni, medico tra i più noti sostenitori dell'obbligo dei vaccini, che però ha sempre smentito una sua discesa in campo. Su Facebook Burioni ha subito risposto all'attacco di Salvini contro la legge Lorenzin.

Abbiamo appena seppellito un padre di 41 anni morto di morbillo, una malattia che in Italia esiste ancora a causa delle...

Geplaatst door Roberto Burioni, Medico op woensdag 10 januari 2018

5. Liberi e Uguali: ancora nessuna posizione ufficiale

La lista di sinistra Liberi e Uguali non ha ancora espresso una posizione ufficiale sui vaccini, e potrebbe esserci un motivo per questo silenzio. Dai background del suo leader (e presidente del Senato) Piero Grasso e della presidente della Camera Laura Boldrini (anche lei nel nuovo partito), si deduce che l'atteggiamento verso la legge Lorenzin sia ampiamente favorevole. Già il 28 settembre 2016, una nota della pagina del presidente del Senato chiariva il punto: «Condivido l'allarme lanciato dall'Iss, dalla Commissione Sanità e dalla comunità scientifica. In particolare, condivido il timore sui danni alla salute che potrebbero essere provocati da teorie improvvisate». Allo stesso tempo, tuttavia, il gruppo più consistente all'interno della lista, Articolo 1 Mdp, si è sempre dimostrato contrario all'obbligatorietà dei vaccini. Il 18 maggio 2017, il partito degli “scissionisti” Bersani e D'Alema ha presentato addirittura un disegno di legge contrario all'obbligatorietà dei vaccini, preferendo al contrario “sistemi consensuali” di vaccinazione.

6. Fratelli d'Italia: favorevole ma astenuta al voto

Secondo quanto riportato dal suo sito, «Fratelli d'Italia è favorevole ai vaccini, strumento insopprimibile per difendere la vita e la salute dei bambini e dei soggetti più deboli della comunità». In occasione del voto nel luglio 2017, tuttavia, il partito di Giorgia Meloni si è astenuto, perché «il governo ha commesso due errori: mettere la fiducia (solo alla Camera, ndr) e imporre l’obbligatorietà della vaccinazione senza un adeguato approfondimento».

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