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12 Gennaio Gen 2018 0800 12 gennaio 2018

Germania, storia del boom di reclute minorenni nell'esercito

In un anno si sono arruolati 2.100 under 18. Il triplo da quando è cessata la leva obbligatoria nel 2011. Merito di una campagna aggressiva con reality sul web e promozione nelle scuole. Ma l'Onu non ci sta.

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All'ombra delle complicate manovre per formare un difficile governo, monta in Germania la polemica sul record dei minorenni arruolati nella Bundeswehr nel 2017, per rinverdire un esercito con scarse unità e diventato attempato. E se il rebus sulla riuscita o meno delle trattative tra cristiano-democratici (Cdu-Csu) di Angela Merkel e socialdemocratici (Spd) è atteso sciogliesi nel weekend del 13-14 gennaio, la questione spinosa degli oltre 2.100 under 18 reclutati in un anno come volontari nell'esercito terrà banco a lungo nel parlamento neo-eletto. Non aiutando la cancelliera in caso di elezioni anticipate entro primavera o anche di governo di minoranza con l'appoggio esterno dell'Spd. Se davvero le prove di nuova grande coalizione dovessero naufragare.

DIBATTITO SUI BABY SOLDATI. «Baby soldati, un esercito di baby soldati»: tra gli scranni del Bundestag c'è chi già salta alle conclusioni, e non solo tra le fila della sinistra radicale (die Linke) che con un'interrogazione ha lancitato la questione nell'agone politico. Delle reclute minorenni in questione 448 sono donne e 90 risultano ancora sotto la maggiore età dopo i sei mesi di prova.

UN CRESCENDO DAL 2016. Ma il dato più impressionante è il numero, triplicato da quando in Germania è cessata la leva obbligatoria nel 2011: allora i soldati minorenni nella Bundeswehr erano 689. Poi è stato un crescendo, soprattutto dal 2016: l'anno di una grossa campagna della Difesa, con oltre un milione di lettere alle famiglie con teenager, mail e promozione anche nelle scuole e sui social media.

Soldati tedeschi in missione in Lituania.

GETTY

Su YouTube la Bundeswehr ha lanciato webserie sulle missioni e trailer sulle nuove reclute in stile reality. La brochure recapitata alla figlia 16enne di un deputato scandalizzato dei Verdi («i minorenni hanno bisogno di protezione, non di proteggerci») scatenò il dibattito in parlamento.

PREOCCUPAZIONE DELL'ONU. Già nel 2014 le Nazioni unite avevano espresso preoccupazione in un report sulla Germania per «alcune campagne pubblicitarie delle forze armate specificatamente rivolte ai bambini» e per «la presenza talvolta di rappresentanti dell'esercito in contesti scolastici, a parlare con gli alunni e organizzare attività». Palazzo di vetro sollecitava il governo tedesco a disporre misure legali di contrasto. Ma il battage della Difesa è proseguito e si è amplificato.

Siamo fermamente contrari al training e all'addestramento di 17enni, i dati sulla Germania sono inquietanti

La Federazione internazionale di Terre des Hommes

Per legge, nel rispetto della Convenzione Onu sui diritti dei minori, anche in Germania le reclute devono avere almeno 17 anni e non possono fare addestramento armato fino ai 18. Ma intorno a loro di armi ce ne sono troppe, e anche la Federazione internazionale di Terre des Hommes per la difesa dei diritti dei bambini, «fermamente contraria al training e all'addestramento di 17enni» reputa i dati sulla Germania «inquietanti».

OBIETTIVO 200 MILA SOLDATI. Alle giovanissime leve la Bundeswehr offre come salario circa 850 euro al mese durante il training iniziale e opportunità di carriera al «servizio della società e della sicurezza» del Paese. L'obiettivo del governo Merkel uscente è aumentare le unità professionali dell'esercito fino a quasi 200 mila soldati entro il 2024 dai 178 mila del 2017.

C'è da adempiere all'impegno della Nato del 2% del Pil nazionale in spese militari chiesto dagli Usa e anche per far fronte alle missioni all'estero sempre più numerose e alla domanda di sicurezza interna e dell'Unione europea (Ue). Per far impennare gli arruolati dopo anni di decrescita, il ministro della Difesa Ursula von der Leyen nel fuoco delle critiche ha anche pianificato di aprire la Bundeswehr ai cittadini dell'Ue.

SCARSA PRESA FIN QUI. Almeno come soldati a termine, perché a riguardo l'ostruzionismo è forte tra i costituzionalisti e gli stessi militari tedeschi. Il reclutamento aggressivo tra minorenni e in prospettiva stranieri è scattato per la scarsa presa delle campagne della Bundeswehr tra neodiplomati e neolaureati.

RIARMO ALLA BISMARK. In odore di leadership nella Difesa comune Ue, la Germania si è attrezzata con un piano di riarmo alla Bismark (il primo dalla fine della Seconda guerra mondiale), inclusivo di una maggiore presenza militare e d'intelligence tedesca nei Balcani, attraverso il cosiddetto «processo di Berlino» per l'integrazione nell'Ue degli Stati dell'ex Jugoslavia e dell'Albania, oltre che nei Paesi Baltici in funzione anti-russa. Ma le sue unità nelle forze armate restano inferiori rispetto agli altri membri dell'Ue. L'Italia ha circa 350 mila militari, quasi il doppio della Germania. La Francia ne conta circa 300 mila, ma è prima per effettivi.

Ursula von der Leyen.

La problematica di militari minorenni - autorizzati dai genitori - e del rispetto dei diritti dei bambini era emersa in Europa anche per la Francia (che permette l'arruolamento dai 17 anni e mezzo) e per la Gran Bretagna (dai 16): fenomeno tuttavia non incentivato.

«SONO CARNE DA MACELLO». In tempi di pace In Italia si può entrare a 17 anni, ma attraverso accademie e scuole militari: per i volontari nell'esercito ci vuole la maggiore età. Prima per la Linke tedesca «è carne da macello. Se la Germania recluta minori nelle forze armate poi non può criticare gli altri ed è a rischio il suo impegno internazionale contro l'uso di bambini soldato».

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