Gb: Labour di Corbyn vola nei sondaggi
MAMBO
12 Gennaio Gen 2018 0929 12 gennaio 2018

Liberi e Uguali e la lezione inascoltata di Corbyn

Purtroppo siamo di fronte al primitivismo politico. La solitudine e il no a all'appoggio a Gori dove porta? Dovrebbe essere chiaro che proprio ora che Renzi è in difficoltà la forza di una singola proposta unitaria è il futuro.

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Vorrei fare anche io un sogno politico, come racconta Michele Salvati oggi sul Corriere parlando del suo (assai diverso dal mio). Il mio è questo: vorrei avere qualche anno di meno e un cuore con meno rattoppi per fare la Cosa Rossa. Vorrei farla io, nel senso di proporla e di dare una mano a costruirla. La mia Cosa Rossa sarebbe un cosa socialista, che fa programmaticamente a cazzotti col capitalismo concreto, che fa scelte di indirizzo economico precise in un Paese che procede alla cieca, che difende il lavoro e non impegna il parlamento a offenderlo, che prende dal New Deal la scelta di poche iniziative di carattere pubblico e nazionale, per esempio per salvaguardare il territorio, in modo da dare lavoro a decine di migliaia di giovani.

UNA FORZA DI APERTURA E PACE. La mia Cosa Rossa avrebbe una politica di apertura verso chi si rivolge a questo Paese, le forze dell’ordine che riconquistano passo a passo l’intero territorio nazionale superando l’antica diffidenza verso gli sbirri. Porterebbe avanti la politica dei diritti civili che, bisogna riconoscerglierlo, Renzi ha cavalcato; perseguirebbe meticolosamente la parità di genere, sarebbe forza attiva di pace nel Mediterraneo contro la deriva di Trump. Ci sarebbe e c’è altro, ma comincerei da qui e soprattutto dal capitolo sull’indirizzo economico strutturale dell’Italia chiamando le migliori intelligenze a dire quale è la vocazione e qual è il posto possibile dell’Italia nel mondo del futuro sottoponendo queste scelte alle assemblee democratiche.

Leader Labour, non permetteremo che Paese cada nel precipizio

ANSA

Per quanto riguarda il partito, il suo carattere socialista non è una dichiarazione di fede ma di campo e inviterei a costruirlo plurale ma meno ossessionato dal parlamentarismo. Una giovane studiosa che non ama il palcoscenico, Sara Ligutti, ha tradotto su l’Argine, giornale on line socialista diretto da Franco De Felice, un articolo dell’Independent in cui si racconta come Corbyn abbia costituito una «unità per fare campagna sui territori» sui temi locali e del lavoro e come con questa struttura leggera stia mobilitando ragazzi e ragazze, anche attempati, per provare a porre e a risolvere grandi problemi che interessano la cittadinanza. Chi viene dalla sinistra italiana riconosce i tratti di una storia nostra. Tuttavia Corbyn ha avviato una gigantesca campagna di tesseramento che è arrivata a mezzo milione di iscritti a cui dà questi compiti di lavoro. «Se Corbyn dovesse riuscire nel suo intento», scrive Richard Power Sayeed, «quando penserete al Labour non immaginerete più file di parlamentari sui banchi di cuoio verde, invece penserete agli attivisti che rinvigoriscono le loro associazione di residenti, mentre altri mobilitano i propri colleghi e lottano con i loro picchetti».

LA VIA BRITANNICA. Il mio sogno finisce qui perché la realtà è prepotente e dice che questa scelta della sinistra britannica è fuori dalla cultura del Pd e non è mai entrata nei disegni di Liberi e Uguali. Il paradosso è che la sinistra che in Occidente si sta caratterizzando come quella più identitaria, Corbyn e altri, sia disposta a rivedere il rapporto con la società mutando i propri assetti e le proprie scelte “in vista” del governo, non per stare all’opposizione a vita, mentre nel nostro Paese il dibattito su chi è di sinistra e su come si è di sinistra è racchiuso nel tema dell’alleato possibile o repellente.

LA SPERANZA CANCELLATA. Fra qualche ora, infatti, si riuniranno a Milano (e anche a Roma) per decidere sulle candidature di Gori e Zingaretti. Il caso milanese è il più spinoso perché sembra che le organizzazioni territoriali lombarde siano nettamente contrarie all’appoggio al sindaco di Bergamo. Ne fanno una questione di vita o di morte della nuova formazione. Su questa linea è un vecchio e stimato riformista come Onorio Rosati, ex segretario Cgil e riformista a tutto tondo, e sono aree della nuova sinistra che vivono nelle organizzazioni giovanili milanesi. Queste ultime, molto corbyniane nelle dichiarazioni, non hanno mai fatto un passo concreto verso la pratica corbyniana della politica socialista in mezzo al popolo. La maledizione dei giovani che si buttano in politica imitando i vecchi toglie speranze nel futuro. Quelle speranze che il mondo dell’associazionismo tiene per sé tenendosi distaccato dalla politica politicante.

La solitudine dove porta? Se Gori perde e se sarà possibile per lui e il Pd dire che è colpa di LeU, quando si potrà mai costruire una alternativa alla destra? Non lo capite che proprio ora che Renzi è in difficoltà la forza di una singola proposta unitaria è il futuro?

È un peccato avere una generazione di giovani ribelli invece di averne una di candidati. Immagino che a Milano prevarrà il no a Gori. Io, che conto nulla, credo che sia un errore. Credo che sia un partito corbynizzato sia un partito istituzionalizzato cerchino la sfida delle alleaze. Se avessimo dato seguito ai malumori della base, le giunte Pci-Psi non si sarebbero fatte in tutto il Mezzogiorno anche quando il Psi non era Craxi. Dico una parola amara: siamo di fronte al primitivismo politico. Ci sia allea per vincere ma anche per perdere bene e rilanciare. La solitudine dove porta? Se Gori perde e se sarà possibile per lui e il Pd dire che è colpa di LeU, quando si potrà mai costruire una alternativa alla destra?
Non lo capite che proprio ora che Renzi è in difficoltà inarrestabile la forza di una singola proposta unitaria è seme per il futuro? Non insisto. Ho già fatto da ragazzo l’esperienza extraparlamentare ma almeno allora andavamo davanti alle fabbriche non facevamo la coda per farci eleggere deputati.

NON CHIAMATELA SVOLTA DI SINISTRA. Credo, e chiudo definitivamente l’argomento, che non si stia rendendo un grande servizio a Pietro Grasso. Ma che l’avete chiamato a fare se la politica deve essere quella di Fratoianni, cioè il ragazzo più lontano da Corbyn che gira sulla scena politica? Grasso ha senso se gli date il ruolo che è incardinato sulla sua storia: legalità, istituzioni, dialogo con altri. Scomodare un vecchio e apprezzato liberale che fu un «ragazzo di sinistra» per fargli fare il verso a Bordiga mi pare uno spreco. Comunque fate come c**** vi pare, ma senza dare alle vostre decisioni il crisma della svolta a sinistra. La sinistra fa diversamente.

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