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20 Gennaio Gen 2018 1630 20 gennaio 2018

Austria, i due volti del cancelliere millennial Kurz

All'estero colomba, in casa falco. Si rilancia europeista con Merkel e Macron, ma a Vienna è contestato per le sue posizioni di estrema destra. E il fedelissimo Strache sfila con coreografie da Terzo Reich.

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A un mese di vita del suo mandato il cancelliere austriaco ed enfant prodige Sebastian Kurz ha iniziato il tour per l'Europa per rassicurare gli omologhi nell'Ue sulla natura europeista e moderata dell'esecutivo di Vienna. Di destra, sostiene il capo di governo che a 31 anni è il più giovane tra loro, già balzato alle cronache da ministro degli Esteri per voler chiudere la frontiera del Brennero. Di estrema destra, temono i capi dell'esecutivo, anche tutt'altro che di sinistra, del calibro di Angela Merkel: alla vittoria dei cristiano-democratici popolari (Övp) di Kurz alle Legislative austriache del 15 ottobre 2017, la cancelliere tedesca lo gelò con un «non è un esempio per la Germania».

DEBUTTO DIPLOMATICO IN FRANCIA. Proprio Berlino, dopo il debutto diplomatico in Francia dal presidente Emmanuel Macron di una settimana prima, è stata la tappa intermedia e la più difficile di Kurz, in procinto di accogliere l'invito «a visitare la Gran Bretagna nel breve futuro» di Theresa May da Londra. Il faccia a faccia con Merkel del 17 gennaio 2018 ha confermato il rapporto complicato tra i due: «Quanto sentito sull'Europa mi fa pensare che potremo collaborare bene. Osservando con più attenzione del solito» ha messo in guardia la cancelliera, «misureremo il governo austriaco dalle sue azioni. Questo conta». Perché l'azione di governo di Kurz si comprende dalle misure interne, non dalle sue lodi all'Europa.

Vienna contro i nazi.

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Le due politiche procedono in una dialettica quasi bipolare. All'estero il cancelliere austriaco che con un restyling ha radicalizzato la Övp rivendica con Macron una linea «praticamente identica» su diversi punti, primo su tutto il «programma filoeuropeo». Kurz ha sbandierato il suo «europeismo» e la «forte democrazia austriaca» anche di fronte alla distaccata Merkel: deve evitare che Vienna diventi bersaglio di sanzioni e ammonimenti dall'Ue, come durante la precedente coalizione tra i popolari e la destra liberale e di derivazione nazista della Fpö, al governo tra il 1999 e il 2006 per due mandati e allora guidata da Jörg Haider.

IN CASA, LINEA NAZIONALISTA. Ai tempi l'Austria era una mosca bianca che spaventava Bruxelles. Quasi 20 anni dopo Kurz e il capo della Fpö Heinz-Christian Strache procedono, sui migranti e sulle politiche di destra radicale, alla stessa marcia dei governi protezionisti e nazionalisti dei Paesi dell''Est. Ma anche se, al contrario del 1999, la Fpö non è il primo partito della coalizione (la Övp ha vinto con il 31,5%,mentre l'estrema destra è risalita al 26%), è grave che sul tema dell'accoglienza e della sicurezza Kurz, da segretario dei cristiano-democratici, abbia portato nettamente a destra l'elettorato conservatore: uno smottamento decisivo per la rimonta di consensi della Övp.

Il 25 febbraio si vota in Tirolo per le Regionali e dal 2013 l'estrema destra è salita dal 9% al 23%

Anche con Macron e Merkel, Kurz ha ribadito che le «quote di ridistribuzione dei richiedenti asilo» non sono la soluzione e che le «frontiere esterne» dell'Ue devono rimanere chiuse. Con May avrà man forte, ma è soprattutto all'interno dei confini austriaci che i toni si fanno duri. Il 25 febbraio 2018 si vota per le Regionali in Tirolo, roccaforte della destra conservatrice a un passo dal Brennero, dove nei sondaggi il Tiroler Volkspartei (ramo tirolese della Övp) tiene al 38%. Soprattutto il ramo locale della Fpö si profila in massiccia crescita al 24% (dal 9% delle regionali del 2013) e per la propaganda Strache ha sfilato a Innsbruck attorniato da un sinistro laser show che richiamava l'estetica nazista e ha agghiacciato l'elettorato moderato e di sinistra.

VIENNA CONTRO TIROLO. I Drumatical, il gruppo in questione in tuniche e bandane nere, sono percussionisti noti e anche rinomati da quasi 20 anni, con apparizioni a eventi nazionali e internazionali. I musicisti ribadiscono di non avere «rapporti di vicinanza con la Fpö» ma questo e altri accostamenti arditi infervorano le piazze della rossa Vienna. Nella capitale a tradizione socialdemocratica in migliaia sfilando dall'insediamento del governo del 18 dicembre scorso: in 20 mila l'ultimo weekend per la polizia (80 mila, secondo gli organizzatori) contro i «porci nazisti» di Strache e il «baby Hitler» cancelliere. Ma all'Ue Kurz mostra il vecchio volto di popolare 20enne progressista, mentre Strache ha fatto abiura all'uscita dell'Austria dall'euro.

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