Romano Prodi
23 Gennaio Gen 2018 1700 23 gennaio 2018

Prodi: «Trump merita il monumento dell'europeista ad honorem»

L'ex premier a Bruxelles per il suo piano sulle infrastrutture sociali. «L'Italia? Sono rottamato, mi astengo». Poi scherza sul presidente Usa: «Ha fatto capire all'Ue che deve cavarsela da sola». L'intervista di L43.

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da Bruxelles

Sulla campagna elettorale italiana «ho deciso di astenermi», dice Romano Prodi tornato a Bruxelles per presentare un progetto di investimenti nelle infrastrutture sociali che punta a mobilitare 150 miliardi di euro l’anno con l’aiuto di quelle che chiama «le 27 casse e depositi e prestiti nazionali dei Paesi dell’Unione».

NON PENSA A UN RITORNO. L'ex presidente del Consiglio italiano e della Commissione europea appare stanco della politica. E non pensa minimamente a un ritorno: «Ormai mi hanno rottamato», spiega con un chiaro riferimento a Matteo Renzi. E, aggiunge con una punta di veleno, senza accorgersi di quanto poi «il prezzo dei rottami» sia salito.

IL PD LO APPOGGIA SU TWITTER. Da Roma si affrettano a sostenere la sua proposta con il vice segretario del Partito democratico, Maurizio Martina, che subito la classifica con l'hashtag #nuovaEuropa. Ma a Prodi più che quello del Pd interessa l'endorsement della Commissione europea e dell'Europa esistente. Le istituzioni Ue non hanno pubblicizzato affatto l'evento e questo non appare certo un buon segno.

Eppure il vice presidente finlandese Jyrki Katainen, intervenuto alla presentazione, sembra apprezzare il piano, anzi Prodi lo definisce addirittura «inaspettatamente entusiasta». Anche perché il progetto, mentre in Italia si dibatte alacremente del 3%, ha «compatibilità assoluta con le regole europee», visto che mette insieme fondi Ue già esistenti, interventi della Banca europea degli investimenti e del fondo per il piano Juncker cui assomiglia e che pure finora non ha riscosso questo gran successo di critica.

INVESTIMENTI ANCORA INSUFFICIENTI. L'idea di Prodi è utilizzare risorse finanziarie esistenti e social bond e green bond della Bei per andare a investire in scuole, case popolari, ospedali: il tessuto sociale dell'Unione europea. I Paesi europei nel 2016 hanno registrato un livello di investimenti in infrastrutture ancora inferiore del 20% a quello del 2007, l'anno zero della crisi finanziaria, e quelli in infrastrutture sociali sono appena il 4% del totale.

Romano Prodi.

Prodi è convinto che la caratteristica cruciale sia che il piano è stato fatto proprio dai 27 enti che gestiscono il risparmio dei cittadini europei, in sostanza dall'equivalente della Cdp: «Non è un piano che semplicemente nasce dall’alto dalla burocrazia europea, anche per questo Katainen è stato tranquillizzato». Chissà se poi l'esecutivo europeo gli darà retta. Prodi non parla dell'Italia, ma sull'Europa invece dichiara: «Siamo passati da una fase di pessimismo a una fase di eccessivo ottimismo».

«LA VITTORIA DI TRUMP È SERVITA». Quello che vede però è che abbiamo delle «nuove potenzialità davvero, nuovi interessi comuni tra i grandi Paesi per adottare una politica più coraggiosa». E il paradosso, aggiunge, è che sotto questo aspetto hanno dato un contributo positivo eventi di per sé stessi negativi come la Brexit e l'elezione di Donald Trump. «La sua vittoria ha dato un enorme contributo», conclude ironico, «forse dovremmo fare a Trump il monumento dell’europeista ad honorem, perché ci ha fatto capire che dobbiamo diventare grandi, adulti e cavarcela da soli».

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