Rossello
29 Gennaio Gen 2018 1924 29 gennaio 2018

Da Cuccia a Forza Italia: storia dell'avvocato Cristina Rossello

Nel collegio di Milano 1 corre la legale che ha seguito la causa di separazione tra Berlusconi e Lario. Ed è una delle custodi dei segreti di Mediobanca e dell'intero Paese. Il ritratto.

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C'è un peso massimo della finanza italiana, detta anche la Lady di ferro di Piazzetta Cuccia, nelle liste di Forza Italia decise da Silvio Berlusconi per le elezioni politiche del 4 marzo. Si tratta di Cristina Rossello, avvocato di fama, nota per aver seguito il Cavaliere nella causa di separazione con l'ex moglie Veronica Lario, ma soprattutto donna conosciuta da anni per il suo ruolo dentro Mediobanca, l'ex merchant bank di Enrico Cuccia, un tempo ago della bilancia della politica industriale italiana. Correrà nel collegio uninominale di Milano, in centro storico. Rossello non è un nome conosciuto al grande pubblico, ma è noto dietro le quinte, nelle stanze del potere. C'è chi sostiene che il Cav abbia voluto premiarla come fatto in passato con altri avvocati come Memmo Contestabile, Niccolò Ghedini e Piero Longo. Ma per la Rossello il discorso è diverso. D'altra parte, la lista di incarichi ricoperti è lunghissima e toccherà forse metterci mano prima dell'entrata a Montecitorio, nelle sacre stanze della politica italiana.

LA CUSTODE DEL PAPELLO. L'avvocato è consigliere di amministrazione di Mondadori, di Spafid, presidente di Ni.Co. New Investments Company S.p.A. e di Centro Studi Fratelli Branca S.r.l, Branca Real Estate S.r.l., Fratelli Branca Distillerie S.r.l. e Branca International S.p.A. Nel silenzioso mondo di Mediobanca c'è chi la ritiene custode di segreti inconfessabili di Prima e Seconda Repubblica, anche perché ha seguito sin dagli Anni 80 partite economiche e industriali delicate per il sistema italiano. Da ultima quella sul crac Fonsai dei Ligresti. Fu lei, essendo segretario del patto di sindacato di Mediobanca, la custode del famoso “papello”, quel documento che dichiarò di aver ricevuto su «mandato congiunto da Nagel e Ligresti». Di più. L'avvocato spiegò che fu sempre l'attuale amministratore delegato di piazzetta Cuccia a chiederle «di verificare la possibile realizzazione di quelle clausole che erano indicate nel documento». In questi anni qualcuno l'ha soprannominata Lady Papello. Molte indiscrezioni di quel periodo furono smentite. Poi di tutta la vicenda si sono perse le tracce. Di sicuro c'è chi sostiene che dopo questa storia i rapporti tra Rossello e Nagel si siano inclinati.

LA MEDIAZIONE TRA MARONI E B. In ogni caso questo avvocato, laureato a Genova con 110 e lode a metà degli Anni 80, ha continuato a farne di strada. Consigliere di amministrazione indipendente in Mondadori, nel 2015 oltre a trovare un posto nel consiglio di amministrazione di Spafid, fiduciaria italiana di Mediobanca, è diventata pure vicepresidente di Veneto Banca, in questi anni difficili, dopo che era già stata membro esecutivo del Cda e presidente del comitato Controllo e Rischi.

Subito dopo la laurea, sono stata introdotta a Milano da Victor Uckmar. Ho lavorato con Alberto Predieri, Cesare Pedrazzi e, infine, Ariberto Mignoli

Cristina Rossello

Fedele alla aurea regola di piazzetta Cuccia, anche per Rossello il silenzio è d'oro. Del resto ha avuto un dominus e maestro come Ariberto Mignoli, uno degli avvocati più fidati di Cuccia, studio legale dove la nuova parlamentare azzurra entrò nel 1992. Il suo curriculum è di alto livello. Lo ha spiegato lei in numerose interviste. «Tutto il mio iter è stato accompagnato da grandi maestri», disse al Secolo XIX, «i più grandi nel loro campo. Al centro dei miei studi e della mia attività c’è sempre stata l’impresa familiare, nei suoi vari aspetti. Mi sono laureata nell’86 con una tesi interdisciplinare in diritto amministrativo e privato sulla riforma della pubblica amministrazione per effetto dell’introduzione dell’informatica giuridica, con Guido Alpa e Pierandrea Mazzoni. Poi, subito dopo la laurea, sono stata introdotta a Milano da Victor Uckmar. Ho lavorato con Alberto Predieri, Cesare Pedrazzi e, infine, Ariberto Mignoli». E Mignoli fu l'avvocato dell'Opa Unicredit su Rolo, di Olivetti su Telecom e di Generali su Ina. In precedenza, invece, il suo studio fu il braccio legale delle attività di Michele Sindona (a cominciare dalla scalata alla Bastogi nel 1971).

VICINA A MIGNOLI E GALLIANI. Mignoli fu la mente giuridica di Mediobanca per anni. A lui si devono le leggi del diritto societario moderno. La legge Draghi o la nascita della Consob passano dai suoi studi. Non solo. Mignoli è stato per anni pure il punto di riferimento dell'ex premier Mario Monti e di quel giro tra Bocconi, Corriere della Sera, salotti buoni, che bene si incarnano in Piergaetano Marchetti, altro dominus del potere meneghino. Infine la Rossello, essendo specializzata anche in diritto sportivo, già nell'orbita di Franco Carraro, è sempre stata molto vicina a Adriano Galliani (anche lui in corsa per le Politiche) sin dal 2005, anno della presidenza in Lega Calcio. E ha assistito proprio la Lega assieme a Leandro Cantamessa nella partita per la gestione dei diritti tivù sulle partite della Serie A. Insomma Berlusconi, non ha di sicuro scelto a caso questa candidatura molto "di sistema".

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