Ema: ricorso governo per dati incompleti
30 Gennaio Gen 2018 2217 30 gennaio 2018

Ema, il governo ricorre alla Corte di giustizia europea

L'Avvocatura Generale dello Stato ha depositato l'appello contro l'assegnazione ad Amsterdam della sede dell'Agenzia europea del farmaco. Lorenzin: «Poche possibilità». La carta degli emendamenti al parlamento europeo.

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È stato depositato in via telematica, tramite l'Avvocatura Generale dello Stato, il ricorso del governo italiano alla Corte di giustizia europea in merito all'assegnazione ad Amsterdam della sede dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco.

LORENZIN: «POCHE POSSIBILITÀ». La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che «le possibilità sono poche, perché conosciamo le procedure di Bruxelles». Tuttavia, ha aggiunto, «è evidente che se gli elementi a carico di Amsterdam si rivelassero ancora più forti, ci sarebbe una questione aperta molto seria» (leggi anche: Ema, lo stretto margine dell'Italia per una battaglia solo elettorale).

DECISIONE VIZIATA DA INFORMAZIONI INCOMPLETE? Nel ricorso si contesta l'ipotesi che l'assegnazione della sede ad Amsterdam sia viziata da informazioni incomplete, viste le notizie sui possibili ritardi degli olandesi nel predisporre la struttura che dovrà ospitare gli uffici dell'Ema dopo il trasloco da Londra. Ma oltre alla battaglia legale c'è anche quella politica. All'Europarlamento le delegazioni italiane di Pd e Forza Italia affilano le armi, in vista del voto in plenaria di marzo, con cui si dovrebbe chiudere l'iter legale sull'assegnazione.

LE LAMENTELE DEL DIRETTORE DELL'EMA. Nel ricorso, come detto, si chiede alla Corte europea di verificare se la decisione su Amsterdam non sia da considerarsi viziata da informazioni incomplete. A gettare benzina sul fuoco di una sconfitta che l'Italia non ha mai digerito, divenendo un tema bipartisan in piena campagna elettorale, sono state le parole del direttore dell'Ema, l'italiano Guido Rasi, che ha lamentato le condizioni «non ottimali» della sede provvisoria proposta dall'Olanda, in attesa che venga consegnata quella definitiva, il Vivaldi Building, nel 2019.

COMUNE DI MILANO E REGIONE LOMBARDIA PREMONO. Tra i più ferventi promotori di un'azione italiana presso le istituzioni europee c'è il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha spronato il premier Paolo Gentiloni a impugnare la decisione di fronte alla Corte di giustizia. Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha sollecitato il governo a muoversi.

L'AGENZIA SAREBBE COLLOCATA AL PIRELLONE. Milano torna così a sperare di poter spalancare le porte del suo Pirellone agli 890 dipendenti dell'Ema, Agenzia che si occupa della valutazione scientifica dei medicinali. Il grattacielo, in pieno centro, si è illuminato con la scritta «Ema a Milano». La Commissione europea, d'altra parte, ha preferito tenersi ben alla larga dalla disputa. «È una decisione dei 27 Stati membri e noi non abbiamo niente da dire», ha affermato infatti il portavoce dell'esecutivo comunitario, Margaritis Schinas.

PERPLESSITÀ DAL CONSIGLIO DELL'UE. Fonti del Consiglio dell'Unione europea, inoltre, hanno espresso perplessità sia nel metodo, sia nel merito di un ricorso alla Corte di giustizia, in particolare perché l'iter legislativo non è concluso, e quindi ci si chiede come sia possibile appellarlo.

LA CARTA DEGLI EMENDAMENTI AL PARLAMENTO EUROPEO. Una via d'uscita sembra ancora possibile al Parlamento europeo. Il 31 geannio, a mezzogiorno, scadono i termini per presentare gli emendamenti alla proposta legislativa ordinaria sull'assegnazione dell'Ema, in vista del voto in plenaria a marzo. «Il parlamento europeo, in piena autonomia e indipendenza e in qualità di colegislatore, esprimerà la propria decisione. Sono sicuro che tutelerà gli interessi dei cittadini europei», ha avvertito il presidente Antonio Tajani.

L'OLANDA TIRA DRITTO. Dall'Olanda, invece, il ministro della Salute Bruno Bruns ha assicurato che il suo Paese ha «costruito la campagna su continuità e qualità. Il processo che ha portato alla decisione è stato giusto e onesto. Attueremo quanto previsto dall'offerta in stretta collaborazione con l'Ema, per assicurarne la continuità operativa».

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