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Verso le elezioni

D'alessandro
31 Gennaio Gen 2018 1500 31 gennaio 2018

D'Alessandro, la verità sul curriculum della star M5s

Non era consulente della cancelliera, solo un'assistente del dipartimento marketing. Dalle letture di Marx alla lobby degli imprenditori tedeschi: la parabola della candidata grillina alla Camera.

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Catapultata come star politica italiana, la fantomatica «consigliera economica di Angela Merkel» Alessia D'Alessandro, candidata alla Camera da Movimento 5 Stelle, si vende molto bene anche per l'appeal che l'ha fatta subito ribattezzare la Maria Elena Boschi dei grillini. È giovane, bella, parla cinque lingue, vanta ottimi studi universitari all'école SciencesPo di Parigi e in Germania, prima di rimpatriare, ha anche trovato un buon impiego nel Consiglio economico della Cdu, il partito dei conservatori cristiano-democratici della cancelliera Merkel. Non è insomma la «stagista» che le si rinfaccia di essere nella risacca di critiche sui social network: un'iperbole in negativo.

ASSISTENTE MARKETING. Ma la 28enne candidata dai 5 Stelle ad Agropoli, nel Salernitano, non è neanche l'economista strappata alla Merkel com'è stata lanciata e presentata dai media: la stessa D'Alessandro ammette di «aver visto la cancelliera una sola volta». Davvero poco per il membro di un organo di esperti del suo partito, per giunta in servizio nella sede centrale di Berlino. In realtà la giovane italiana figura dall'aprile 2017 come assistente del dipartimento marketing per il reclutamento di nuovi membri dell'associazione. E il Consiglio economico della Cdu, a dispetto del nome, non è il comitato di esperti consultato da Merkel e dai vertici del partito.

Luigi Di Maio.

ANSA

L'associazione è strettamente collegata alla Cdu con il compito di rappresentare gli interessi degli imprenditori e, viceversa, di promuovere la dottrina economica dei cristiano-democratici (conservatrice con qualche tutela sociale) tra le categorie di aziende: una lobby bifronte che fa attività di pressione soprattutto sul parlamento, per leggi in favore degli industriali, e sui territori, per propagare la linea sull'economia di mercato della Cdu. Numerose le sezioni e le iniziative provinciali del Consiglio economico della Cdu nei Land. Un'azione capillare, utile come collettore di voti e finanziamenti, e non di consulenza diretta ai governi. In questa cornice quadra parte del racconto della candidata grillina, ex cervello in fuga.

A 14 anni leggevo il Manifesto di Marx ma nel 2013 non ho votato. Ero all'estero

Alessia D'Alessandro

«Svolgevo la funzione di intermediario tra le imprese tedesche e il mondo politico», ha spiegato sul suo incarico nel Consiglio economico della Cdu. Un'addetta al marketing chiama e spinge gli imprenditori a gravitare nell'orbita dei cristiano-democratici. Ma davvero a D'Alessandro, assistente da pochi mesi, spettava come pure ha affermato il «coordinamento di 22 commissioni su temi dalle energie rinnovabili, alla ricerca e sviluppo fino alle politiche monetarie europee?». Fino a prova contraria, le è concesso il beneficio del dubbio. Certo in campagna elettorale la neo-pentastellata agli onori delle cronache italiane (in Germania non si è ancora scritta una riga sulla candidata «dello staff di Merkel») dovrà sciogliere delle contraddizioni.

DA MARX AI 5 STELLE. Il suo interesse per la politica «è cresciuto da quando è scoppiata la crisi bancaria e monetaria» – ossia tra il 2007 e il 2008 –, ha raccontato. Ma nel 2013 poi non ha votato in Italia perché era «all'estero». Quell'anno D'Alessandro studiava ancora Scienze politiche in Germania, «a 14 anni leggevo il Manifesto di Marx», ha anche ricordato. Da grande è entrata nell'apparato della lobby industriale del partito di destra della cancelliera Merkel: dai migranti, alle linee guida sull'Ue, all'export commerciale tedesco, il programma e l'azione di governo della Cdu è quanto di più i 5 Stelle attaccano da anni. Ma D'Alessandro, aspirante politica a 360 gradi, è diventata portabandiera dei grillini ex euroscettici.

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