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Prodi Renzi
MAMBO
1 Febbraio Feb 2018 0902 01 febbraio 2018

Si spacca Villa Arzilla: Prodi e Macaluso con Renzi, io no

Il loro appello verso un centrosinistra zombie si rivela come un assist al segretario Pd. Non si scandalizzino quando il vorace quarantenne voto-repellente si mangerà alleati e amici di partito.

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L’unico vero guaio della dichiarazione pro-Renzi di Romano Prodi è che ha rinfocolato lo scontro nel famoso campo di centrosinistra. Il leader unitario ha fatto crack. Qualcuno, puntigliosamente, potrebbe obiettare che il Professore non è mai stato un leader unitario. L’asse fra Ds e Margherita si avvalse del suo nome ma fu creato da altri, fra cui l’odiato Massimo D’Alema. Ogni ulteriore passaggio nell’evoluzione dell’Ulivo fino al Pd fu contrassegnato da veri e propri diktat a cui la sinistra raccolta nei Ds cedette per non essere tagliata fuori dalla alleanza con il centro cattolico. Prodi non esitò a farsi un partitino personale quando si convinse che bisognava assediare i partiti maggiori con più brutalità. Lasciamo stare.

IL FOSSATO TRA PD E LEI SCAVATO DA RENZI E PRODI. Quello che conta è che oggi il tema di una eventuale alleanza fra Pd e LeU, dopo il voto, è messo in forse non solo dalle obiettive diversità fra i due partiti (diversità che fanno sì che i due partiti siano reciprocamente autonomi ma che possano avere qualche convergenza in vista di un governo del presidente), ma dal fatto che Renzi con il suo stile predatorio e Prodi con la damnatio della sinistra hanno scavato un fossato.

La realtà dice che il centrosinistra è finito perché non ha più una mission, non ha un’idea comune sul futuro del Paese

Spiega Emanuele Macaluso che Prodi ha ragione perché LeU non si dichiara a favore del centrosinistra. Ho rispetto per questo mio anziano compagno ma il ragionamento non regge. Se nel futuro saremo posti di fronte a una formazione, parlo di LeU, di tipo estremistico che rifiuta il tema stesso delle alleanze, Macaluso avrebbe ragione. Se esistesse oggi qualcosa che possa far rivivere il centrosinistra, Macaluso avrebbe ragione. Ma la realtà, a cui Macaluso ha sempre improntato il proprio giudizio politico, dice che il centrosinistra è finito, quel centrosinistra là è finito perché non ha più una mission, l’ha avuta solo per pochi mesi, perché non ha un’idea comune sul futuro del Paese, perché è stato tenuto in piedi esclusivamente dall’antiberlusconismo, perché il capo del partito maggiore lavora per una convergenza, e forse qualcosa di peggio, con la parte di destra rappresentata da Berlusconi.

L'APPELLO DI MACALUSO VERSO UN'ESPERIENZA ZOMBIE. L’esperienza europea ci dice, infine, che la sinistra non può annegarsi in coalizioni, grandi o piccole che siano, contrassegnate solo dall’emergenza o dall’essere “contro”. Le sinistre che vanno avanti, pensiamo a quella portoghese al governo, costruiscono una proposta politica autonoma e da lì guidano il Paese. L’appello al centrosinistra di Prodi e Macaluso, essendo un appello verso una esperienza zombie, si rivela come un assist a Matteo Renzi. Nessuna demonizzazione, però poi non fate finta di scandalizzarvi quando il vorace quarantenne si mangia alleati, amici di partito e diventa per milioni di italiani voto-repellente.

Il vero problema di LeU non è l’essere o no a favore di alleanze. Persino i 5 Stelle stanno riconoscendo che senza non si va avanti. Né nella nuova aggregazione di sinistra prevalgono posizioni massimalistiche. Il tema è banalmente questo: non alleanze con chi, ma per fare cosa. Il partito socialdemocratico tedesco è stato prosciugato soggiacendo programmaticamente e culturalmente alla Merkel. LeU potrebbe persino un giorno immaginare una convergenza con Renzi, sì con il diabolico Renzi, ma purché sia chiaro che non deve essere lui a dare le carte, non deve essere la sua visione neo-liberista a prevalere. Come fa Romano Prodi, che ha scritto un bel libretto per il Mulino di proposte per l’Italia, considerare perno dell’alleanza questi nipotini dalle tesi più scolastiche del liberismo più d’antan?

LEU NON FACCIA CAMPAGNA CONTRO IL PD. LeU infine corre un pericolo. Non è Prodi. È l’assedio di questa lista gauchista, Potere al Popolo, luogo di rifugio di scontenti di sinistra. Datevi una mossa. Mettete nella campagna elettorale la stessa energia che avete messo nel presentare la vostra nomenklatura con le pluricandidature. Dite a Pietro Grasso che non si fa campagna addosso al Pd ma chiamando a un voto che vola più alto. Il tema è dire al cittadino di sinistra: noi stiamo cercando di salvare una idea, una storia, una prospettiva.

SEGUIRE IL SENTIRE PROFONTO DEGLI ELETTORI. Tutti devono capire che il tentativo è di smontare una nave per portarla al di là della montagna e rimetterla in mare. È Fitzcarraldo, un uomo di visione, di combattimento, un simbolo di popolo. Non è sulle singole proposte che raccoglierete voti. Ormai tutti hanno promesso tutto. Questa campagna è la meno interessata ai programmi ed è giusto che sia così. È interessata e interessante per gli elettori se raccoglie il loro sentire profondo, le loro passioni. La destra lo ha capito e parla alle viscere del proprio popolo. Renzi non ha viscere né popolo. LeU le avrebbe. Dunque?

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