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1 Febbraio Feb 2018 1244 01 febbraio 2018

Sicilia, chi sono "I partigiani del Pd"

Quattro dirigenti, componenti della segreteria regionale, hanno rimesso il mandato nelle mani di Raciti. Protestano contro il presunto «modello padronale» adottato per definire le liste elettorali.

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Strappo in Sicilia per il Partito democratico. In dissenso con il presunto «modello padronale» adottato per la definizione delle liste elettorali, nasce infatti un nuovo movimento dal nome altisonante: "I partigiani del Pd".

UN MOVIMENTO DI QUATTRO PERSONE. È formato, per ora, da quattro dirigenti, componenti della segreteria regionale dem, che hanno rimesso il mandato nelle mani del segretario Fausto Raciti. «Voteremo Pd», hanno spiegato i quattro per "chiarire" la loro posizione, «ma non sappiamo se faremo campagna elettorale».

CHI SONO I "PARTIGIANI". I ribelli dimissionari sono Antonio Rubino, responsabile dell'organizzazione regionale del Pd; Carmelo Greco, Antonio Ferrante e Salvatore Graziano. Rubino, in conferenza stampa, ha detto che «il segretario Raciti è stato ovviamente informato» della nascita del movimento. Per marcare il loro dissenso, i quattro "partigiani" hanno deciso di attaccare alle giacche una piccola resistenza elettrica, la stessa che indossarono nel 1992 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.

L'ACCUSA A RENZI E FARAONE. «Il gruppo dirigente siciliano», ha aggiunto Rubino, «è totalmente estraneo alla modalità con la quale sono state fatte le liste. I candidati sono stati proposti dal segretario Renzi su indicazione di Davide Faraone, dentro una logica di fidelizzazione, a partire dai collegi uninominali». I quattro "partigiani" hanno stampato anche un manifesto, che recita: «Non cambiamo partito, ma cambiamo il partito».

Il movimento si definisce «trasversale, per aree e territori». A parlare è sempre Rubino: «La contrapposizione non è fra comunisti e renziani, anche perché molti di noi neanche erano nati al tempo del Pci. Ci opponiamo a un modello padronale di partito che non condividiamo e che sta facendo allontanare migliaia di elettorali delusi. Noi resistiamo dentro al Pd, per dare voce a chi non ha perso l'entusiasmo leggendo i nomi dei candidati in Sicilia».

C'È ANCHE LA PARLAMENTARE USCENTE CULOTTA. Al movimento ha aderito anche la parlamentare uscente Magda Culotta, classe 1985, sindaca di Pollina in provincia di Palermo che intendeva ricandidarsi nel collegio di Bagheria, ma ha appreso della sua esclusione dalla stampa. «Non ne faccio una battaglia personale», ha assicurato, «ma di valori. Io voterò Pd, ma non mi ritrovo in nessuno dei candidati».

L'APPELLO AL POPOLO. I "partigiani" si appellano al popolo: «In questo momento la nostra gente è disorientata, molti circoli si pongono il problema di fare le assemblee senza i candidati e di valutare il disimpegno dalla campagna elettorale. Noi restiamo nel Pd, ma fin da subito lanciamo le basi per costruire un nuovo partito».

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