1
5 Febbraio Feb 2018 0908 05 febbraio 2018

Erdogan a Roma, gli obiettivi della visita del presidente turco

Scontri tra manifestanti e polizia: almeno un ferito. Il Sultano cerca la sponda del papa su Gerusalemme, preme per l'ingresso di Ankara nell'Ue e punta a strappare un sostegno per la campagna militare contro i curdi in Siria.

  • ...

L'atteso incontro tra papa Francesco e il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha avuto luogo in un Vaticano "blindato" dalle misure di sicurezza. La visita a Roma del presidente turco ha molti temi in agenda: dallo status di Gerusalemme all'ingresso di Ankara nell'Unione europea, fino alla campagna militare contro i curdi in Siria. Dopo il colloquio con Francesco e il Segretario di Stato Pietro Parolin, Erdogan ha visitato la Basilica di San Pietro. Mentre nel pomeriggio del 5 febbraio incontrerà il premier Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (leggi anche: Siria, ad Afrin va in scena l'ultimo tradimento verso i curdi).

LA POLIZIA CARICA I MANIFESTANTI. Una manifestazione di protesta nei giardini di Castel Sant'Angelo è stata organizzata dai curdi che risiedono in Italia. Tra manifestanti e polizia ci sono stati degli scontri: al termine del sit-in, infatti, un gruppo di partecipanti ha cercato di far partire un corteo non autorizzato verso Piazza San Pietro. Gli agenti, in tenuta antisommossa, li hanno caricati. Un manifestante è rimasto ferito ed è stato fotografato con il volto insanguinato, altre due persone sono state fermate. Gli investigatori stanno esaminando le immagini riprese dalla polizia scientifica, per identificare chi ha preso parte ai disordini.

In un'intervista concessa al quotidiano La Stampa, Erdogan aveva affermato che la priorità dei colloqui vaticani sarebbe stata «lo status di Gerusalemme», che «deve essere preservato sulla base delle risoluzioni Onu, assicurando a musulmani, cristiani ed ebrei di vivere in pace, fianco a fianco». Evidente il riferimento alla decisione dell'amministrazione Trump di trasferire l'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e alle tensioni con il mondo islamico che tale scelta ha determinato.

GERUSALEMME AL CENTRO DEI COLLOQUI CON IL PAPA. Così è stato. Erdogan e papa Francesco, come precisato dalla sala stampa vaticana, hanno parlato della «situazione in Medio Oriente, con particolare riferimento allo status di Gerusalemme, evidenziando la necessità di promuovere la pace e la stabilità nella regione attraverso il dialogo e il negoziato, nel rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale». Si è parlato anche della «condizione della comunità cattolica in Turchia, dell'impegno ad accogliere numerosi profughi e delle sfide ad esso collegate».

La stretta di mano tra Erdogan e il papa.

Ma se su Gerusalemme non erano previsti contrasti, sul fronte curdo il colloquio con il papa è stato molto più delicato. Con l’inizio della guerra civile in Siria, infatti, molti cristiani hanno cercato rifugio proprio ad Afrin, dove hanno potuto professare liberamente il proprio credo. Secondo stime della Chiesa, sono almeno 500 le famiglie curde di fede cristiana che da sei anni vivono ad Afrin. Pochi giorni fa, però, lo stesso Erdogan ha preteso che la comunità cristiana in Turchia rilasciasse una dichiarazione a sostegno dell'operazione militare "Ramoscello d'ulivo", che ha messo i curdi siriani nel mirino.

ARRESTI PER CHI SI OPPONE ALL'AZIONE CONTRO I CURDI. In Turchia, d'altra parte, coloro che si sono opposti in piazza e sui social network all'offensiva di Afrin sono stati fermati con l'accusa di favorire il terrorismo e la propaganda terroristica. Secondo il ministero degli Interni di Ankara, 449 persone sono state fermate per aver pubblicato post critici nei confronti dell'azione militare, mentre altri 124 sono stati arrestati durante le proteste di piazza.

LA BORDATA DI SALVINI. Intanto sulla visita di Erdogan a Roma è intervenuto a gamba tesa il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Mi vergogno che l'Italia ospiti il rappresentante di un regime estremista sanguinario, di un Paese islamico nei fatti, dove la religione comanda sulla legge. La Turchia in Europa sarebbe un disastro. Vorrei vedere come voteranno i partiti, compresa Forza Italia, la nostra mozione contro l'ingresso di Ankara nell'Unione europea».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso