Macerata

Sparatoria di Macerata

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5 Febbraio Feb 2018 1817 05 febbraio 2018

Macerata: Berlusconi, Salvini e l'imbarazzo dell'Unione europea

Timmermans condanna la sparatoria dopo sei ore di assordante silenzio. E mentre in Germania chiedono al Cav di prendere le distanze dal leader leghista, emerge il problema di un Ppe sempre più legato alle destre. 

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da Bruxelles

Ci sono volute più di cinque ore prima che il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans prendesse la parola. A mezzogiorno, nel consueto appuntamento con la stampa, di fronte a diverse domande, anche di corrispondenti stranieri, un portavoce della Commissione aveva preferito «evitare di commentare».
«Considerate la sparatoria di Macerata un sintomo di qualcosa diffuso nel Paese?»; «L'uomo che ha sparato era candidato con la Lega Nord, la Commissione europea non crede di dover proteggere i valori europei?», erano stati gli interrogativi dei cronisti a cui era seguita una risposta inattesa. «Non entrerò nel dibattito visto che è così vicino alla campagna elettorale», aveva dichiarato il funzionario, tanta era la paura di fare un passo nella politica, anche di fronte a una sparatoria basata sulla discriminazione per razza.

LA CONDANNA DI TIMMERMANS. Un momento sconcertante per chiunque creda nell'Unione europea e nei suoi fondamenti. Ed è per questo che alle sei della sera Timmermans in persona, responsabile dello Stato di diritto e quindi proprio dei valori di cui chiedeva conto la stampa, ha scelto di intervenire direttamente. «Sabato in Italia sei persone sono state vittime di un'aggressione armata a causa del colore della loro pelle», ha scritto il vicepresidente su Twitter. «Vittime innocenti di una violenza causata da razzismo e xenofobia. Un attacco premeditato ai nostri valori più fondamentali, un tentativo di distruggere il tessuto che ci lega come europei. È nostro dovere condannare questa violenza e l'ignobile ideologia che ne è alla base».

«IL CAV PRENDA LE DISTANZE». Istituzionalmente si è fermato qui, alla condanna ignobile delle idee neonaziste di cui si è imbevuto l'autore della sparatoria. Ma c'è anche chi, anche in Europa, ha iniziato a fare i nomi e cognomi di dirigenti politici. La Suddeutsche Zeitung, quotidiano liberal progressista tedesco, ha apertamente chiesto a Silvio Berlusconi di prendere le distanze da Matteo Salvini.

«Sotto Umberto Bossi la Lega era rigorosamente antifascista», ha spiegato il foglio di Monaco raccontando il passaggio dall'indipendentismo padano a quello che ormai è un movimento nazionalista di estrema destra, come lo definiscono senza problemi in Europa, in un editoriale. «Salvini l'ha cambiata radicalmente rendendola un pendant del Front National francese di Marine Le Pen, quasi un clone: antieuropea, sovranista e identitaria», argomentavano aggiungendo quello che è noto:
«Si sa che Berlusconi non sopporta Salvini, né personalmente né politicamente. Un'alleanza è giustificabile solo per calcolo elettorale. Sarebbe tempo che Berlusconi prendesse le distanze da chi solleva le paure della gente: preferibilmente ad alta voce, preferibilmente prima delle elezioni».

IL PROBLEMA ORMAI STRUTTURALE DEL PPE. Ma si può chiedere a Berlusconi di prendere le distanze da Salvini dal momento in cui lui stesso dichiara che l'immigrazione irregolare è una «bomba sociale» e che in Italia ci sono «600 mila clandestini» (per la cronaca: non è vero, i reati non sono aumentati, non c'è nessuna invasione e non ci sono 600 mila clandestini)?

E poi lo si può davvero chiedere a Berlusconi mentre Sebastian Kurz va a braccetto con la Fpo austriaca, o mentre in Ungheria Viktor Orban sta ancora nel Ppe? Può certo farlo la Suddeutsche Zeitung, ma non glielo chiederà e non può nemmeno chiederglielo il Partito popolare europeo: la prima forza della politica dell'Unione, quella che esprime le maggiori cariche di tutte le istituzioni europee, ormai in diversi Paesi (in Italia da anni) collabora al potere con la destra estrema. E questo, è comprensibile, crea imbarazzo, anche per più di cinque ore.

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