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Berlusconi Salvini
Aggiornato il 21 febbraio 2018 7 Febbraio Feb 2018 1506 07 febbraio 2018

Berlusconi-Salvini: tutte le divergenze sul programma

Il leader di Forza Italia e quello della Lega in disaccordo sull'accoglienza degli ex M5s. Condono edilizio, europa, vaccini e Jobs Act, ma anche Flat tax, pensioni e protezionismo: i temi della discordia.

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Non è certo una novità di questa tornata elettorale che il centrodestra riesca a restare unito nonostante le divergenze su molti temi. Ma per il voto del 4 marzo le distanze tra i due partiti principali che lo compongono, Forza Italia e Lega, appaiono ogni giorno che passa più ampie. Tanto che in molti si chiedono quanto potrebbe realisticamente durare una maggioranza divisa su una serie di questioni fondamentali. Ecco quali sono e che posizioni hanno in merito Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

1. Islam: per il Cav Salvini è «pirotecnico»

«La nostra Costituzione prevede la libertà di tutte le confessioni che non contrastano l'ordinamento italiano e lo Stato liberale non entra nelle convinzioni religiose, ma se in nome dell'islam qualcuno giustifica la violenza e considera le donne segregate saremmo molto rigorosi. Le moschee devono essere luoghi di culto e non zone franche dove si fa propaganda. Salvini ogni tanto è pirotecnico, non possiamo chiudere le moschee», ha dichiarato il 9 febbraio Berlusconi a Circo Massimo su radio Capital commentando le parole di Salvini. Il leader della Lega era stato criticato il giorno precedente per aver detto: «La religione musulmana è compatibile con la nostra Costituzione? Ho fortissimi dubbi».

2. Leva militare: Berlusconi contrario

«Sono contrario al ritorno della leva militare. Nel programma del centrodestra non ne abbiamo parlato», ha detto ancora Berlusconi a Circo Massimo, parlando dell'idea di Salvini di rintrodurre la leva obbligatoria per sei mesi. «Penso che di fronte a rigurgiti razzisti e alla minaccia del terrorismo un esercito di leva sia meglio per la democrazia», aveva detto il segretario della Lega.

3. Apertura ai fuoriusciti del M5s: Salvini prende le distanze da Forza Italia

Se Berlusconi, intervistato dal Corriere, aveva fatto intendere di essere ben disposto ad accogliere i fuoriusciti dal Movimento 5 stelle nel caso alla coalizione del centrodestra mancassero una manciata di parlamentari per raggiungere l'obiettivo di palazzo Chigi, Salvini sembra essere di tutt'altro avviso. «Punto a vincere seguendo il programma del centrodestra, senza raccattare i transfughi e profughi politici dei Cinque stelle». «Potevano selezionare meglio prima i loro candidati», ha aggiunto, «è il primo caso della storia dove se ne vanno prima di essere eletti».

4. Il nuovo condono edilizio: per il Cav è da fare, Salvini dice no

L'ultimo scontro tra i due leader è scoppiato il 7 febbraio sul tema dei condoni edilizi. «Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un'attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze. C'è la possibilità di una sanatoria edilizia per i casi di quello che si chiama abusivismo di necessità, solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità», ha detto il leader di Forza Italia. Alla domanda se si tratti di un condono, l'ex premier ha risposto così: «Chiamatelo come volete, l'importante è che si cambino queste regole attuali. Serve per raggiungere anche quella una pace sociale che oggi non c'è tra cittadini e fisco». Contrario il segretario del Carroccio: «Dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio».

5. L'Europa e il tetto del 3%: rispettarlo o non rispettarlo, questo è il problema

«Il nostro programma comune dice 'meno vincoli dall'Europa'. Questo per noi vuol dire che se ci sono regole che danneggiano le famiglie italiane, quelle regole non esistono. Su questo fra Lega e Forza Italia ci sono sensibilità diverse», ha detto il 23 gennaio Salvini ribattendo all'alleato Berlusconi, che davanti alle massime istituzioni europee aveva assicurato il rispetto della regola del tetto del 3% del rapporto deficit/pil in caso di vittoria del centrodestra alle prossime politiche. «Ho parlato con Junker, gli ho fatto vedere che il nostro programma è stato firmato anche dalla Lega quindi l'ho rassicurato. Junker ha detto "eccellente". In Ue si guarda con speranza al nostro risultato positivo contro il populismo visto che la sinistra si è fatta da parte», ha detto Berlusconi il 5 febbraio a chi gli chiedeva se il presidente della commissione Ue gli avesse chiesto di 'escludere' Salvini dalla coalizione di centrodestra. Il Cav è sempre più ben visto in Europa come argine all'estremismo di destra, mentre il leader della Lega mantiene posizioni molto dure contro Bruxelles.

6. I vaccini: il voto sul decreto è lo specchio delle divisioni

Il 10 gennaio con un tweet il leader della Lega ha annunciato la volontà di cancellare l'obbligo delle vaccinazioni introdotto dalla legge Lorenzin: «Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì, obbligo no. E via la tassa assurda sulle sigarette elettroniche». «Non penso proprio, io sono favorevole all'obbligo e noi abbiamo votato convintamente», aveva replicato il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani. In occasione del voto sul decreto, la Lega ha votato contro mentre Fratelli d'Italia si è astenuta. Forza Italia, invece, ha votato a favore del provvedimento.

7. Il Jobs Act: «Lo cancelliamo, anzi no»

Durante un'intervista radiofonica di mercoledì 10 gennaio, Berlusconi ha prima detto che vorrebbe cancellare il Jobs Act, fatto salvo dire il contrario la sera stessa durante una trasmissione televisiva. In realtà, leggendo le parole esatte, si capisce che il leader di Forza Italia non parla dell'intera normativa, ma semplicemente degli incentivi a favore di chi assume a tempo indeterminato e che per altro, nella loro versione triennale, sono stati attivati solo nel 2015. Salvini, al contrario, si è sempre dimostrato molto critico verso la riforma del lavoro voluta da Matteo Renzi.

8. La Flat tax: percentuali e costi differenti

Si tratta di un'aliquota Irpef unica che sostituirebbe l'attuale sistema a scaglioni, basato sui redditi. Le aliquote al momento sono cinque e vanno dal 23% per redditi sotto i 15 mila euro al 43% per quelli sopra i 75 mila euro. Nella versione di Berlusconi (23%) avrebbe un costo di 30 miliardi mentre nella versione di Salvini (15%) costerebbe 40 miliardi di euro.

9. La legge Fornero: Berlusconi contraddice il programma

A dividere gli alleati sono anche le prese di posizione su uno dei temi 'chiave' del programma e cioè l'abolizione della riforma delle pensioni. Nel testo sottoscritto da Berlusconi, Salvini e Meloni, e che rappresenta il cuore degli obiettivi del centrodestra, figura «l'azzeramento della legge Fornero». Il Cavaliere in un'intervista al Sole 24 Ore ha però chiarito che l'anticipo dell'accesso alla pensione rispetto agli attuali 67 anni sarà possibile «solo in alcuni casi, individuati con equità, e per un periodo di tempo limitato". Con un intervento di questo tipo, è la convinzione dell'ex capo del governo, «non si stravolgerebbero i conti dell'Inps». Una proposta che il leader della Lega ha respinto al mittente. Salvini non intende fare passi indietro: «Berlusconi può scherzare su altro ma non sui diritti degli italiani di andare in pensione».

10. Il protezionismo di Trump: piace a Salvini, non al liberista Silvio

Che la politica estera sia un tema su cui si registrano le maggiori tensioni all'interno della coalizione non è un mistero. Basti pensare al recente dibattito tra il Cav e Salvini sui dazi di cui ha parlato Donald Trump al Forum economico di Davos. Il leader della Lega ha applaudito alla politica protezionistica del presidente americano, mentre il leader di Forza Italia, da sempre sostenitore del liberismo, si è schierato con Angela Merkel parlando di «danno per l'economia, anche americana».

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